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Mario Rigoni Stern

Mario Rigoni Stern è nato ad Asiago il 1 novembre 1921. La famiglia numerosa commercia con la pianura in prodotti delle malghe alpine, pezze di lino, lana e manufatti in legno della comunità dell'Altipiano, quella comunità della montagna veneta raccontata nelle opere di Rigoni Stern. L'infanzia trascorsa nella conca asiaghese è fatta del contatto con i lavoratori delle malghe, i pastori, la gente di montagna che è appena uscita dalle rovine del primo conflitto mondiale, una guerra che ha prodotto un esodo drammatico della popolazione e un difficile ritorno ai paesi e alle contrade interamente rase al suolo.

Frequenta la scuola di avviamento al lavoro e fa il garzone nel negozio dei genitori. Nel 1938 si arruola volontario alla scuola militare d'alpinismo di Aosta quando la guerra sembra lontana, ma nel settembre del 1939, mentre è in licenza, deve rientrare improvvisamente al reparto, e nel treno che lo porta sul fronte occidentale osserva i volti, alcuni non più giovani, degli uomini costretti a lasciare improvvisamente mogli e i figli: in quel momento, racconta Rigoni Stern, capisce che ciò che sta accadendo cambierà per sempre anche la sua vita.

Dopo il fronte occidentale tocca a quello albanese (esperienza raccontata in Quota Albania), e poi a quello russo. Il 9 maggio 1945, dopo due anni e oltre di lager, arriva il giorno del ritorno sull'Altopiano, ma l'esperienza della prigionia ha segnato profondamente il ventitrenne Rigoni Stern; gli risulta difficile reinserirsi nella vita civile, difficile reagire all'apatia che lo attanaglia. Di questa profonda prostrazione ne abbiamo testimonianza nel doloroso e insieme delicato breve racconto La scure (in Ritorno sul Don, 1973), pagine dedicate a Primo Levi.

Trova un impiego al catasto di Asiago e passano anni prima che riprenda tra le mani quei fogli scritti legati con dello spago abbandonati in un angolo della casa, per farne il suo libro più famoso, "Il sergente nella neve" pubblicato su indicazione di Elio Vittorini conosciuto da Rigoni Stern nel 1951. Sul finire degli anni sessanta scrive il soggetto e collabora alla sceneggiatura de I recuperanti, film girato da Ermanno Olmi sulle vicende delle genti di Asiago all'indomani della Grande guerra.

Nel 1970 lasciato il lavoro comincia a pubblicare opere narrative con regolarità e ad iniziare una collaborazione con La Stampa sulle pagine culturali e sull'inserto settimanale del quotidiano torinese, oltre a dedicarsi a letture e studi storici che recentemente gli hanno consentito di curare un importante volume, "1915/18 La guerra sugli Altipiani. Testimonianze di soldati al fronte" (Neri Pozza, 2000), un'antologia commentata di testi sul primo conflitto mondiale. È il profondo legame tra Memoria e Natura l'essenza delle opere dello scrittore asiaghese. In quasi cinquant'anni di produzione narrativa ritroviamo sempre questi due elementi, a volte uno prevalente sull'altro a volte tra loro intimamente intrecciati, sempre comunque presenti in ogni sua opera. Si deve partire da questa considerazione se si vuole cercare di riassumere il cammino letterario cominciato con un rotolo di fogli dentro uno zaino poggiato a fianco di un giaciglio, all'interno di un lager tedesco in Masuria. Il giovane proprietario dell'involto è il sergente maggiore Mario Rigoni Stern, alpino scampato alla tragica ritirata di Russia dell'esercito italiano tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943, che era stato capace di guidare un gruppo di soldati ormai allo sbando fuori dalle linee di fuoco.

Quei giorni, lui semplice sergente divenuto improvvisamente responsabile delle vite di molti uomini, li racconterà con misurato orgoglio come essere stati i giorni più importanti della sua vita. Catturato dai tedeschi sulla strada del ritorno, è costretto a sopravvivere per più di due anni nei lager di Lituania, Slesia e Stiria. La prigionia diventa oltre che il tempo della sofferenza e della fame, anche il tempo della scrittura, del ricordo e della memoria di tutti i compagni uccisi, di coloro che ha visto cadere al suo fianco sulla neve, cedere di schianto sotto i colpi dell'inverno russo nella più tragica insipienza e inadeguatezza dei vertici militari.

BIBLIOGRAFIA
Il sergente nella neve (1953). Ricordi della ritirata di Russia, Einaudi, 2001, nuova edizione in occasione dell'ottantesimo compleanno dell'autore, Supercoralli collana di classici moderni, pp.160
Il bosco degli urogalli (1962). Einaudi Tascabili, 2000, pp.176
Quota Albania (1971) Einaudi, Nuovi Coralli, 1981, pp.154
Ritorno sul Don (1973) in Il Sergente nella neve - Ritorno sul Don, Einaudi Tascabili, 1990, pp.325
Storia di Töle (1978) in Storia di Töle - L'anno della vittoria, Einaudi Tascabili, 1993, pp.276
Uomini, boschi e api (1980) Einaudi Tascabili, 1998, pp.194
L'anno della vittoria (1985) in Storia di T?le - L'anno della vittoria, Einaudi Tascabili, 1993, pp.2760.
Amore di confine (1995) Einaudi Tascabili, pp.212
Il magico "Kolobok" e altri scritti (1989-1999), terza ed., La Stampa, Documenti e Testimonianze, pp.XII-196, III ed., illustrazioni in b/n
Arboreto salvatico (1991) Einaudi Tascabili, 1996, pp.X-106
Il libro degli animali (2001) Einaudi Tascabili, pp.129
Il libro degli animali (1992) Einaudi Ragazzi, coll. Storie e rime, illustrato, pp.192

Aspettando l'alba (1994) Il Nuovo Melangolo, pp.144
Le stagioni di Giacomo (1995) Einaudi Tascabili, 1998, pp.168
Sentieri sotto la neve (1998) Einaudi Tascabili, 1999, pp.124
Inverni lontani (1999) Einaudi, 2000, pp.44
Mario Rigoni Stern (2000) Marco Paolini e Carlo Mazzacurati incontrano lo scrittore, Biblioteca dell'Immagine, Pordenone Libro e videocassetta della collana Ritratti Tra le due guerre e altre storie, Einaudi, pp.248
1915/18 La guerra sugli Altipiani (2000) Testimonianze di soldati al fronte, a cura di Mario Rigoni Stern,Neri Pozza, pp.732

(fonte: www.infolibro.itrecensioni e segnalazioni librarie).