| | | Mostre: periodo dal: 07/09/2003 al: 11/01/2004 |  | | Vincenzo Scamozzi, intellettuale architetto | | Genere: Culturale | | Luogo: Vicenza | | Indirizzo: Vicenza Comune: VICENZA | | orari: 10-18 | | Località: Vicenza Palazzo Barbaran Da Porto
Vincenzo Scamozzi, intellettuale architetto (1548-1616)
Mostra a cura del CISA Andrea Palladio
Fino all'11 gennaio 2004
Orari: 10-18 escluso lunedi
Biglietto Euro 5 (ridotto 3, gruppi 2)
Info: Centro Internazionale di studi di Archittettura Andrea Palladio - Tel. 0444/323014
Obiettivo della mostra è presentare l'opera e il pensiero di Vincenzo Scamozzi. In essa il pubblico potrà seguire, attraverso i suoi disegni originali di progetto, il progressivo trasformarsi delle "prime idee sulla carta" in progetti definitivi. Potrà ricostruire il contesto politico e sociale dove operava, l'Europa di fine Cinquecento. Potrà incontrare lo stesso Scamozzi e i suoi committenti e amici, attraverso i ritratti che ne fecero grandi pittori.
Quindi potrà, grazie agli Itinerari scamozziani, visitare direttamente le opere costruite, sparse nelle città e campagne del Veneto. Infine potrà, se interessato, approfondirne lo studio nel catalogo della mostra.
Il progetto Scamozzi si articola in tre azioni
1. La mostra in palazzo Barbaran da Porto La mostra presenta circa 200 opere provenienti dall'Italia, Svizzera, Austria, Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti, comprendenti disegni autografi di Scamozzi, Palladio e Inigo Jones, dipinti rinascimentali da Lamberto Sustris a Paolo Veronese, busti di Alessandro Vittoria, libri, manoscritti, modelli lignei realizzati per l'occasione. La mostra non vuole essere una semplice sommatoria di oggetti, ma mira a raccontare l'architettura di Scamozzi anche al pubblico non specialista, attraverso una comunicazione efficace, modelli lignei realizzati per l'occasione e grandi fotografie. L'evento non si limita alle sale di palazzo Barbaran da Porto, ma si intreccia con un itinerario di visita ai 20 principali siti scamozziani nel Veneto.
2. Gli Itinerari scamozziani Per l'occasione è stato organizzato un itinerario fra le venti principali opere di Vincenzo Scamozzi, tutte localizzate nel Veneto, più il Teatro di Sabbioneta. Un’agile guida ne presenta la storia, ne precisa il modo di raggiungerle, la localizzazione esatta e gli orari di apertura.
3. Il catalogo della mostra. Il catalogo della mostra è una sistematica "opera completa" di Scamozzi, che illustra tutti i suoi edifici e i suoi scritti teorici, frutto di cinque anni di lavoro di un gruppo di quasi quaranta specialisti europei e statunitensi.
La mostra è articolata in 6 sezioni
SEZIONE I. Vincenzo Scamozzi: una vita fra Veneto e Europa La sala presenta i momenti fondamentali nella vita dell’architetto: la formazione a fianco del padre Giandomenico, i suoi interessi e i suoi studi, le sue passioni e ossessioni, il suo peregrinare europeo. Insieme all’inedito ritratto di Scamozzi di Paolo Veronese, conservato al Denver Art Museum, saranno presentati gli originali dei suoi testamenti e l’inventario dei beni, i libri della sua biblioteca fittissimi di annotazioni, il suo primo disegno architettonico conosciuto per villa Ferramosca a Barbano e il prezioso taccuino illustrato realizzato durante il suo viaggio da Parigi a Venezia, alla scoperta dell’architettura gotica.
SEZIONE II. Gli anni vicentini La sala è dedicata agli esordi di Vincenzo come architetto autonomo nella città di Vicenza. Una attività progettuale con esiti molto significativi, dove si coglie Scamozzi intento a misurarsi – e progressivamente liberarsi – con la presenza, e poi l’eredità, di Andrea Palladio. Il cuore della sala saranno i 5 straordinari disegni di Scamozzi per le scenografie dello spettacolo inaugurale del Teatro Olimpico nel 1585, le famose "sette vie di Tebe". I disegni sono conservati in Inghilterra e agli Uffizi, e sono qui riuniti per la prima volta.
SEZIONE III. Scamozzi a Venezia La morte di Palladio apre al giovane Scamozzi prospettive inedite. Il soggiorno a Roma e i relativi studi antiquari gli consentono di accreditarsi presso l’élite veneziana che aveva sostenuto Palladio, primo fra tutti Marcantonio Barbaro, evocato in mostra da uno splendido ritratto. Grazie ai potenti nuovi amici Scamozzi ottiene alcuni fra i cantieri più prestigiosi della città: il completamento della Libreria di Sansovino e la nuova residenza dei Procuratori in piazza San Marco, il monumento funebre del doge Niccolò da Ponte, le chiese della Celestia e di San Nicolò da Tolentino. Un quadro di Andrea Vicentino restituisce la straordinaria Rotonda galleggiante trainata da una grande balena, realizzata da Scamozzi per i festeggiamenti per l'incoronazione della moglie del doge Morosina Grimani.
SEZIONE 4. I capolavori Il grande salone di palazzo Barbaran da Porto offre l’occasione di approfondire, e di confrontare, alcune delle più significative realizzazioni scamozziane, presentate al pubblico con materiali originali e con modelli lignei realizzati per l’occasione. Il modello ligneo della Rocca Pisana sarà affiancato a quello della Rotonda palladiana, di cui costituisce una sorta di "critica" per via d’architettura. Un modello di villa Duodo a Monselice ricreerà la logica paesaggistica dell’intervento, con la villa e la sequenza delle cappelle processionali. Il progetto per il Teatro di Sabbioneta documenterà un capitolo fondamentale di Scamozzi "architetto scenografo", mentre sette disegni autografi per il palazzo del Podestà di Vicenza e di Bergamo presenteranno Scamozzi alle prese con una tipologia di edificio pubblico.
SEZIONE 5. Dal progetto al Trattato La sala presenta il modo di progettare di Vincenzo Scamozzi, dai primi schizzi ai disegni che servono alla realizzazione degli edifici sino ai disegni preparatori per il Trattato, dove il progetto viene studiato per la comunicazione a distanza dell’opera. Saranno presenti per la prima volta il menabò dell’edizione di Piazzola, e prove di stampa inedite.
SEZIONE 6. L’Idea dell’Architettura Universale e la fortuna europea La storia editoriale del trattato è una storia sfortunata, con successive riduzioni sino alla pubblicazione, a spese dell’autore, di sei volumi sui dieci previsti. Tuttavia ad essa corrisponde una straordinaria fortuna successiva, in particolar modo nei Paesi Bassi, dove il trattato viene ristampato più volte, anche aggiungendo materiali originali non presenti nell’edizione del 1615. Allo spesso tempo gli architetti del Nord Europa guardano a Scamozzi come a un modello, almeno quando a Palladio. Il simbolo di questa fortuna è un affascinante quadro che caratterizza la sala: un architetto olandese del pieno Seicento che mostra orgoglioso la propria copia del trattato scamozziano. | | | | |