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   Teatro: periodo dal: 05/01/2004 al: 06/01/2004
Il Bugiardo
Genere: Commedia
Luogo: Bassano del Grappa
Indirizzo: Bassano del Grappa Comune: BASSANO DEL GRAPPA
orari: 21.00
Località: Bassano del Grappa, Teatro Astra


Il Bugiardo

Di Carlo Goldoni

Con il 2004 tornano gli appuntamenti con la Stagione Teatrale 2003/2004, promossa dal Comune di Bassano del Grappa. Ad inaugurare l'anno, Lunedì 5 e Martedì 6 gennaio al Teatro Astra di Bassano, un grande della scena, Glauco Mauri, protagonista, assieme a Roberto Sturno, de "Il bugiardo" di Carlo Goldoni.

Il servizio prevendita è attivo al Teatro Astra tutti i martedì, giovedì e venerdì dalle ore 10,00 alle 12,00 e tutte le sere (escluso mercoledì) dalle ore 20,20 alle 22,00 tel 0424/523907. Per informazioni Comune di Bassano del Grappa - Assessorato allo Spettacolo 0424/217815.

E' la prima volta, dopo 23 anni di attività, che la compagnia di Glauco Mauri affronta Goldoni. Un appuntamento a lungo meditato e al quale, dopo aver portato sulla scena tanti dei più grandi classici del lontano e recente passato, non poteva mancare. Goldoni rappresenta una delle più gloriose realtà del teatro di tutti i tempi, e "Il bugiardo" è tutt'ora una delle sue opere più amate dalle platee di tutto il mondo. Assieme a Roberto Sturno, Mauri disegnerà un'irresistibile coppia di popolare comicità, e Goldoni come sempre ci parlerà con la sua sorridente ironia dell'uomo, con le sue luci e le sue ombre, i suoi errori e la sua gioia di vivere.

La storia è nota: Lelio, figlio di Pantalone, torna a Venezia da Napoli, città in cui è cresciuto seguendo l'impulso a vivere una continua avventura, affidandosi al suo estro di bugiardo impenitente. Capita subito nel pieno di una serenata che Florindo, amante timido, rivolge segretamente a Rosaura, mentre insieme alla sorella Beatrice sta sul terrazzino di casa. Senza indugio Lelio, assistito dal servo Arlecchino, si fa avanti, attirando l'attenzione delle figlie del Dottore e attribuendosi il merito dell'omaggio canoro. Lelio dichiara fin dall'inizio il piacere di andare incontro ad una nuova avventura, una dichiarazione che dà la possibilità di valutare il suo eclettismo inventivo, alla stregua di un romanziere, e di evidenziare lo slancio verso l'improvvisazione assoluta.

Da questo momento in poi inizia un rutilante gioco di "spiritose invenzioni", come il fantasioso protagonista definisce le sue menzogne: s'inventa un'identità ammantata di ricchezze e nobiltà, si dichiara un cavaliere napoletano invaghito di Rosaura, si finge un amico di se stesso con il padre, si vanta di aver goduto i favori delle sorelle con il severo Ottavio, amante di Beatrice. Anche quando è smentito dai fatti, non si perde d'animo e cambia con sollecitudine identità e storia, riuscendo comunque convincente. Quando le esagerazioni raggiungono un livello insopportabile d'immoralità, è scacciato dal padre e da tutti gli altri, mentre sul filo della convenzione teatrale si ricompongono le coppie di innamorati.

Le "spiritose invenzioni" di Lelio, aprono dunque un colorito interrogativo sul fascino ambiguo, ma non privo di poesia, che può nascondersi nella "bugia". Lelio è in sostanza un artista generoso, che non esita a regalare alla modesta e grigia quotidianità lampi di colore coinvolgendo nella sua ri-creazione tutto e tutti. Conduce un gioco sfrontato offrendosi tutto intero alla sua realtà virtuale, senza limiti di sorta, spiazzando dunque tutti coloro che nella cosiddetta realtà sono ben piantati, facendo vacillare tutti i sistemi di difesa. E tutto per cosa? Per un applauso, per un sospiro, per un bacio.

L'attore-regista si misura con il capolavoro di Goldoni raffinando l'indagine sul personaggio del bugiardo, descritto in scena da Roberto Sturno con particolare bravura, valorizzata da una sostenuta energia recitativa. Mentre la messinscena si allontana dalla sterilità della commedia delle maschere, si apre un fronte interessante che indaga il pensiero e l'animo del bugiardo, visto qui come un uomo maturo, che nasconde sotto la parrucca ciuffi di capelli bianchi e si lascia travolgere, a suo modo, dall'amore per Beatrice; si tratta di una passione che ingloba l'ebbrezza delle conquiste precedenti, che incrocia persino il sogno del vecchio Pantalone, commosso all'idea di poter tenere per mano un erede.


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