Giuseppe Mascheroni, nato a Pavia nel 1954, ha vestito la maglia biancorossa
nelle annate che abbracciano il 1984 e il 1989, collezionando ben 168 presenze.
Pur essendo ormai trascorsi quasi quindici anni dal giorno in cui Mascheroni salutò Vicenza chi
lo ha visto giocare lo ricorda ancora per essere stato un libero come pochi altri e per quel gol siglato
nello spareggio di Firenze contro il Piacenza, che ha garantito alla squadra berica la promozione nella
serie cadetta.
Proprio quest'ultimo è un ricordo ancora vivo nella mente dell'ex libero biancorosso: "Ricordo
tutto di quella partita, è stato uno dei momenti più belli, anche perchè due o tre
anni prima ne avevo perso uno con la Triestina contro il Parma, proprio al Menti. Dopo il mio gol non
ho pensato a nulla, non avevo mai segnato prima e non sapevo che cosa pensare, ero troppo felice".
Nella stagione successiva il sogno di aver raggiunto la promozione in serie A venne infranto dalla immediata
retrocessione a tavolino: "Quello di non aver potuto giocare in serie A è un rammarico che
porto ancora dentro, dopotutto qualunque giocatore vorrebbe far parte del calcio che conta almeno per
un quarto d'ora".
In quegli anni il gruppo era molto affiatato: "Andavo d'accordo con tutti, ma ricordo che quando
andavamo in ritiro dormivo con Mazzeni, lui era veramente un ideale compagno di camera, gli anni invece
che seguirono con la sua partenza dormivo da solo".
Riusciamo anche a fargli spendere due parole sul rapporto con Giorgi: "Era molto riservato, nel
senso che non è mai venuto a mangiare una pizza con noi, ma c'era un rapporto basato su una stima
reciproca. Il suo merito è quello di averci difesi e trattati sempre da persone, inoltre è stato
bravo nel tenerci uniti quando le cose non andavano bene. Per il resto noi avevamo più rapporti
personali con Ernesto Galli".
Nella sua prima stagione a Vicenza Mascheroni vide la nascita di una stella del calcio mondiale, il vicentino
Roberto Baggio: "Era predestinato; io ero alla fine della carriera e lui agli inizi, si vedeva che
era di un altro pianeta e lo ha dimostrato non ha parole, ma sul campo, per questo io non mi meraviglio
di dove sia arrivato".
Inoltre si sofferma a spiegare come per lui il calcio sia stato importante: "Seguo ancora il calcio
e come hobby faccio l'allenatore nelle categorie inferiori. Il calcio è lo sport più bello
d'Italia e a me piace vederlo giocare ad ogni livello".
Infine non guasta una battuta sui Campionati del Mondo e sul Vicenza odierno: "Se dovessi fare una
previsione diciamo che secondo me la finale se la giocano Francia e Argentina, ma mi auguro da buon italiano
che ci arrivi l'Italia, dopotutto la squadra di Trapattoni la vedo abbastanza bene. Il Vicenza lo seguo
sempre, gli auguro di tornare in serie A al più presto".
E quest'ultimo è il sogno anche nostro.
Intervista a cura di Elena Padovan,
tratta da "Vicenza Biancorossa" maggio 2002