E' questo un periodo
tra i più controversi
della storia del calcio berico, costellato di grandi traguardi
come anche di cocenti delusioni, con il Vicenza che si
trova a partecipare ai tre campionati professionistici
(A, B, C1), con alterne fortune.
Dopo la sbornia di 20 campionati successivi in A, i biancorossi
militano ora in serie B nella quale per il primo anno
quasi rischiano la C, mentre nel secondo s'impongono
vincendolo, proprio giusto in tempo per i festeggiamenti
per i 75 anni di vita della società.
In questa squadra figurano molti giocatori che saranno protagonisti della cavalcata
trionfale dell'anno successivo: tanto per cominciare un nome su tutti è quello
di Paolo Rossi, preso in comproprietà con la Juventus, vero e proprio
artefice della promozione con 21 reti; poi sfogliando la rosa dei giocatori
troviamo Ernesto Galli, Giuseppe Lelj, Giorgio Carrera, Valeriano Prestanti,
Giancarlo Salvi, Massimo Briaschi, Roberto "Pippo" Filippi, Franco
Cerilli, Renato Faloppa e Luciano Marangon. Abile condottiero di quella che
poi risulterà una grand'armata è Giovan Battista Fabbri, il quale
lavora quasi nell'ombra, facendosi apprezzare per la serietà e l'armonia
che immette nel suo lavoro e nell'ambiente.
Il ritorno in serie A è quindi cosa fatta, ma il Vicenza sembra non
accontentarsi, infatti andrà oltre ogni più rosea aspettativa
arrivando addirittura al secondo posto finale dietro la Juventus.
Il copione della stagione 1977-78 è praticamente lo stesso della precedente
che ha portato il Vicenza in A: Rossi trascinatore con ben 24 reti (capocannoniere),
mentre nella rosa dei giocatori oltre a quelli appena citati compare anche
Mario Guidetti, centrocampista dall'ottimo pedigree proveniente dal Como.
E' un periodo di assoluto fulgore per la società berica, ormai assurta
al ruolo di protagonista del calcio italiano accanto ai nomi delle grandi,
tutto fa presagire all'inizio di un altro trionfale ciclo, ma la parabola questa
volta si spezza.
La stagione successiva vi è la retrocessione in B, dovuta ad un finale
di stagione veramente disastroso, il Vicenza inoltre non va più in là del
primo turno della Coppa Uefa essendo eliminato dal Dukla Praga.
Unica consolazione di quella deludente annata sarà il premio "Seminatore
d'Oro" assegnato all'allenatore Fabbri.
Si ricomincia così dalla cadetteria, pur con tanti cambi (la squadra è praticamente
riformata, con la permanenza dei soli Marangon, Zanone e Rosi), il Vicenza
riesce a sfiorare la pronta risalita con un sorprendente quinto posto finale.
Nel 1980 poi Giuseppe Farina lascia la presidenza in favore del figlio Francesco
che la passerà successivamente a Dario Maraschin, altro presidente appassionatissimo
dei colori biancorossi.
Intanto la squadra scende in serie C/1 al termine della stagione 1980-81, una
categoria che non vedeva dal lontano 1940.
A metà anni ottanta la squadra è targata Bruno Giorgi. Nel campionato
di C1 84/85 la squadra giunge secondo ed è promossa in B dopo il vittorioso
spareggio contro il Piacenza. Nella stagione successiva (85-86) i biancorossi
riconquistano la serie A, ma una delibera della C.A.F., cancella il passaggio
in serie A.
La truppa di mister Giorgi era composta di giocatori di ottimo livello per
la categoria: da Antonio "Toto" Rondon, bomber indiscusso, per proseguire
poi con i vari Alfonso Bertozzi, Franco Cerilli, l'inossidabile Roberto "Pippo" Filippi,
Daniele Fortunato, Maurizio Lucchetti, Giuseppe Mascheroni, Massimo Mattiazzo,
Paolo Mazzeni, Andrea Messersì, Danio Montani, Eligio Nicolini, Giuseppe
Pallavicini, Luigino Pasciullo, Gabriele Savino e Maurizio Schincaglia.
In questi anni debutta anche un ragazzino cresciuto nella società berica
che farà molto parlare di sé, e che risponde al nome di Roberto
Baggio. La sua partita di esordio data 5 giugno 1983 contro il Piacenza.
Complessivamente Baggio giocherà nel Vicenza 36 partite mettendo a segno
13 reti e rivelandosi infallibile dal dischetto, prima di infortunarsi al legamento
del ginocchio destro nella partita disputata a Rimini il 5 maggio 1985. Quella
fu l'ultima apparizione dell'attuale "divin codino" in maglia biancorossa.
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