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I Castelli di Giuletta e Romeo

Castello-Giulietta-Romeo Montecchio Maggiore Vicenza sIl mito intramontabile di Giulietta e Romeo, considerata la più bella storia d'amore di sempre, affonda le sue radici più autentiche nel territorio vicentino. A scriverla, nel 1524, fu infatti fu Luigi Da Porto, nato a Vicenza, comandante di una compagnia della Serenissima e poi originale poeta. La novella, che narra dello sfortunato amore tra due giovani nobili Giulietta e Romeo ed è ambientata sullo sfondo dei due Castelli prospicenti uno all'altro e ancora oggi visibili a Montecchio, nelle colline di Vicenza, fu poi ripresa e resa famosa dal grande drammaturgo William Shakespeare nel 1597. La leggenda vuole infatti che i due giovani appartenessero uno alla famiglia dei Capuleti e l'altro a quella appunto dei Montecchi, acerrime avversarie l'una dell'altra.
Nella centralissima Contrà Porti a Vicenza, è ancora visibile il Palazzo dove visse Luigi Da Porto.


 

romeo e giulietta montecchio vicenzaLa leggenda
Esiste al mondo una storia che incarni maggiormente il senso del romanticismo struggente più di quella, celeberrima, dell'amore tra Giulietta e Romeo? Probabilmente no. E probabilmente non tutti sanno che nella famosa storia dei due innamorati per antonomasia c'è anche un po' di Vicenza, anzi molto....
La tradizione e il richiamo orale raccolto in uno scritto del 1524 dal poeta e condottiero vicentino Luigi Da Porto, ritiratosi nella sua villa di Montorso (paese vicino a Montecchio Maggiore) dopo una grave ferita subita in battaglia in una fase della guerra della Lega di Cambrai narra della storia dei due innamorati veronesi avvenuta nel 1300: Giulietta della casata dei Capuleti e Romeo della casata dei Montecchi, e dell'odio acerrimo tra le due famiglie. I primi fugaci incontri d'amore dei due giovani furono, come noto, assai difficili e complicati, nella breve fase in cui i responsabili delle due famiglie furono demandati dal signore di Verona, Cangrande Della Scala, a gestire le rocche di Montecchio Maggiore, nella speranza che la vicinanza dei castelli e coordinamento del comando eliminasse l'odio esistente. I fatti che seguirono sono ben noti: il coronamento del loro sogno d'amore in Verona complice frate Lorenzo confessore di Giulietta, la fuga di Romeo a Mantova dopo l'uccisione in duello del cugino di Giulietta, Tibaldo, la finta morte di Giulietta per raggiungere Romeo dal quale non poteva stare lontana, la disperazione e suicidio di Romeo nel credere Giulietta morta, il risveglio di Giulietta che raccoglie le ultime parole d'amore di Romeo e la scelta di morire assieme non potendo vivere senza lui. Alla fine del 1500 William Shakespeare viene a conoscenza dell'appassionante storia e il suo genio ne ricava una tragedia che tutt'ora trasmette sentimenti d'amore intramontabile, e che ha fatto conoscere la romantica e tragica vicenda a tutto il mondo.

 

luigi daporto sLuigi da Porto
Il 10 agosto 1485 nasceva a Vicenza il letterato Luigi Da Porto.
Essendo la sua famiglia d'origine imparentata con quella di Elisabetta Gonzaga, duchessa di Urbino, fu mandato, non ancora ventenne, presso la corte fredericiana per completare il proprio apprendistato.
A Urbino conobbe e divenne amico di Pietro Bembo, con il quale instaurò una lunga corrispondenza epistolare. Tornato a Vicenza, iniziò a frequentare un circolo accademico-mondano cui partecipavano tutti i nomi di maggior spicco della cultura e della nobiltà vicentina. In prima persona visse le vicende della lega di Cambrai, allorquando, nel 1508, Francia, Impero e Papato strinsero alleanza contro lo strapotere di Venezia in Italia.
Di questa guerra, che per alcuni anni investì il Veneto e i dintorni, Da Porto fu testimone attento, curioso, prima di esserne direttamente partecipe prendendo parte a varie imprese militari, nel corso dell'ultima delle quali fu gravemente ferito.
La sua attività letteraria, tipica di un uomo di corte vissuto tra occupazioni militari e ozi umanistici, si svolse tutta negli anni successivi al ritorno a Vicenza e si esplica in un canzoniere di rime di stile petrarchesco, in una novella dedicata alla storia di Giulietta e Romeo e nella raccolta delle Lettere storiche. Luigi Da Porto morì a Vicenza il 10 maggio 1529.

 

La "Faida "di Montecchio
Rivivere le magiche atmosfere di un tempo anche al giorno d'oggi! È possibile nel vicentino grazie al Gruppo Storico Medievale "Giulietta e Romeo", una libera associazione sorta nel 2000 per l'entusiasmo e la voglia di fare di un gruppo di amici di Montecchio Maggiore, cittadina attualmente tra le più industrializzate d'Europa, ma che affonda le sue radici nella storia. Se al termine dell'era romana, infatti, era ancora un semplice villaggio rurale, nel medioevo Montecchio gettava le basi per diventare un borgo sviluppato al centro di un'importante area artigianale e commerciale.
È proprio questo periodo che il gruppo intende far rivivere, riportando l'intero paese indietro di una decina di secoli per riscoprire quel passato che troppe volte è rimasto avvolto nell'oscurità e nel pregiudizio. Oltre al fattore meramente storico l'obiettivo dei componenti del gruppo è quello di far conoscere Montecchio, e soprattutto la leggenda in esso ambientata, anche fuori dalle mura cittadine.
Nel colle che sovrasta il paese sorgono infatti due imponenti rocche alle quali si è ispirato un nobile letterato vicentino, Luigi Da Porto, per la stesura di una novella nota in tutto il mondo: "Giulietta e Romeo". Ovviamente il racconto ha conosciuto la fama attuale grazie al genio di W. Shakespeare, ma non si può tralasciare l'intuizione avuta dal Da Porto. I castelli sono così passati alla storia con il nome di "castelli di Giulietta e Romeo". Il 1° maggio di ogni anno quindi, all'interno di un clima festoso e particolarmente accattivante, vengono elette le nobili figure dei due famosi innamorati, scelte tra "baldi giovani e gentili fanciulle" che si candidano per rappresentare Montecchio e la sua storia per un anno intero. Accanto all'elezione, trova degno spazio la disfida tra le casate dei Montecchi e dei Capuleti che si contendono, con giochi cortesi e avvincenti scontri, l'ambito palio. Il tutto è inserito in una manifestazione che richiama ogni anno oltre 15.000 persone e in cui ogni singolo aspetto dell'epoca medievale viene ripreso e riproposto: musici, giullari, armigeri, mercanti, danzatori, artisti, frati, arcieri, alchimisti e mendicanti si contendono le attenzioni degli astanti riproponendo la vita semplice ma fascinosa del XIII secolo.