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   Teatro: periodo dal: 12/03/2006 al: 12/03/2006
Accattone
Genere: Dramma
Luogo: Vicenza
Indirizzo: Vicenza Comune: VICENZA
orari: 21.00
Località: Vicenza, Teatro Astra


PIER PAOLO PASOLINI: ACCATTONE

Domenica 12 marzo, al Teatro Astra, l'opera dell'autore friulano rivive tra le note del grande jazz e l'intensa interpretazione dell'attore romano. E prima dello spettacolo, alle 18.15 Valerio Mastandrea, Danilo Rea e Roberto Gatto incontrano il pubblico al Vicenza.com Village (corso Palladio 67), introdotti dal regista e drammaturgo Carlo Presotto. L'evento chiude il programma di "Vicenza incontra gli artisti", i faccia-a-faccia ad ingresso gratuito con gli spettatori - realizzati in collaborazione con il Galla Forum - in cui i protagonisti della stagione dialogano e si confrontano sui temi proposti dagli spettacoli, soddisfacendo le curiosità del pubblico.

Un reading musicale che unisce due "numeri uno" del jazz come Danilo Rea e Roberto Gatto alla bravura interpretativa di Valerio Mastandrea, uno dei protagonisti più interessanti del cinema italiano contemporaneo. Da questo incontro nasce "ACCATTONE", l'omaggio che la stagione del Teatro Astra di Vicenza - promossa dal Comune di Vicenza in collaborazione con La Piccionaia-I Carrara teatro stabile d'innovazione, circuito Arteven e associazione culturale Theama Teatro - dedica a Pierpaolo Pasolini domenica 12 marzo (ore 21). Un evento in esclusiva, con il quale il trio porta in scena in una veste originale una delle sceneggiature nelle quali l'intellettuale friulano ha rappresentato la realtà dura e violenta della periferia romana degli anni '60, dove trovano dimensione i suoi Ragazzi di Vita.

Pasolini amava Torpignattara, la Marranella, il Pigneto, la Borgata Gordiani. Nella realtà dura e violenta della periferia degli anni '60 lui aveva saputo cogliere una dimensione poetica inattesa e, per certi versi, ignorata da molti altri intellettuali. Là aveva conosciuto Franco Citti; là aveva voluto che si muovessero i suoi Ragazzi di Vita. E là aveva voluto girare "Accattone", il suo primo film.

Le parole di Pier Paolo Pasolini riecheggiano in questo tributo tutto romano avvolte dal grande jazz di due"numeri uno": Roberto Gatto, consacrato dalla critica miglior batterista europeo, e Danilo Rea, tornato al pianoforte jazz dopo anni di canzoni da alta classifica. Ai due si affianca Valerio Mastandrea, uno dei protagonisti più interessanti del cinema italiano contemporaneo, che si misura con la lettura della sceneggiatura pasoliniana sfoderando grande bravura e notevole intensità interpretativa.

Il pubblico assisterà a una trasposizione in chiave jazz di grandi temi pop, firmati Beatles, Sting, Peter Gabriel, Modugno e Morricone. Il resto sarà vera e propria improvvisazione nel solco della tradizione jazzistica, a sottolineare alla perfezione le atmosfere create dall'opera di Pasolini e rese dall'interpretazione di Mastandrea.

Ore 21.00

INFORMAZIONI e ABBONAMENTI
Abbonamento complessivo 10 spettacoli € 100 intero € 90 ridotto* € 85 ridotto speciale**
Abbonamento stagione di Prosa 7 spettacoli € 85 inter € 75 ridotto* € 70 ridotto speciale**
Abbonamento percorso contemporaneo € 24 intero
3 spettacoli € 20 ridotto* € 15 ridotto speciale**
* sotto i 25 anni, studenti universitari, Carta 60
** per gruppi di almeno 10 persone

Prezzi dei singoli spettacoli
Spettacoli di Prosa € 15.00 intero € 12.00 ridotto
Spettacoli del contemporaneo € 10.00 intero € 8.00 ridotto
Evento Speciale “ A porte chiuse” (max 90 persone) € 10.00 intero € 8.00 ridotto
Carnet di 4 spettacoli (2 di prosa e 2 di contemporaneo) € 45.00 intero € 40.00 ridotto

Info: Ufficio Teatro Astra Stradella dell’Isola, 19 Vicenza tel: 0444 323725
Aperto al pubblico dal mercoledì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e il mercoledì e venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30. Durante la campagna abbonamenti aperto anche il sabato dalle 10.00 alle 13.00. La campagna abbonamenti apre sabato 29 ottobre e termina sabato 19 novembre.

IL CALENDARIO COMPLETO DELLA RASSEGNA
26 novembre 2005
Progetto U.r.t./ Juri Ferrini
LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni regia di J. Ferrini
L’opera è senza dubbio uno degli indiscutibili capolavori goldoniani e offre al pubblico un canovaccio in lingua italiana, una lingua particolare, ricca, calda, vitale. Rispetto alla ricerca delle sonorità linguistiche, questo lavoro ritrova un materiale ricco di spunti comici e di improvvise virate ritmiche, di altalene melodiche e movimenti rapidi. Ricorda un’opera buffa. La musica infatti è un altro cardine su cui poggia questo progetto: la figura della serva amorosa attraversa il teatro e l’opera buffa in tutto il ‘700 e approda alla società moderna incarnando un nuovo tipo di femminilità che porta la donna ad iniziare, almeno in occidente, un lento processo di emancipazione.

3 dicembre 2005
Natalino Balasso e Mirko Artuso
LIBERA NOS tratto da testi di Luigi Meneghello regia di Gabriele Vacis
L’idea e l’opportunità del riallestimento dello spetacolo nasce dall’incontro, nell’ambito della seconda edizione di “Domande a Dio” a Torino, tra lo scrittore vicentino Luigi Meneghello e Natalino Balasso dove, insieme a Gabriele Vacis furono letti brani dalla sua opera più amata: “Libera Nos a malo”. Libera Nos, cogliendo la fisicità e la poetica della parola meneghelliana, ripercorre attraverso il dialetto vicentino, ma anche con la raffinatezza della lingua italiana scritta, il lieve e terribile tempo in quel paese della vita che è l’infanzia. Ed è proprio il piccolo paese con i suoi esilaranti e talvolta tragici personaggi, la vita paesana, il duro lavoro, le bande, le bambine poi donne, le zie e gli zii, i matti, i professori, le generazioni che arrivano e quelle che vanno, il vecchio ed il nuovo che si affrontano, il luogo in cui prende vita lo spettacolo.

9 dicembre 2005
Teatro del Lemming
A PORTE CHIUSE di J. P. Sartre regia di Massimo Munaro
EVENTO PER 90 SPETTATORI / FUORI ABBONAMENTO
Questo lavoro prende come oggetto d’indagine un testo teatrale: Huis Clos - PORTA CHIUSA di Jean Paul Sartre. All’ambientazione a scena fissa che Sartre immagina, segue qui invece un succedersi, per gli attori e gli spettatori, di quattro ambienti diversi: la sala teatrale, una cucina, una piccolissima camera da letto, lo spazio aperto del teatro davanti ad una strada – a palesare lo sprofondare, nella ripetizione, sempre più in una dimensione infera e soffocante che è esattamente pari a quella delle nostre vite. Lo spettatore, l’Altro per antonomasia, è drammaturgicamente pensato nel suo essere vivo in questo spazio di morti. Egli è un invisibile visitatore. La sua presenza finisce però per essere sempre più gravida di responsabilità. Come sempre il Teatro suggerisce questa possibilità impossibile di incontro e di relazione, proponendo, qui in modo sottile ed ambiguo, una elementare ed implacabile reversibilità dei ruoli. Il cerchio, per una volta, non si chiude e il teatro sembra voler proiettarsi direttamente nella vita degli spettatori coinvolti.

21 gennaio 2006
Luigi De Filippo
NON TI PAGO regia di Piero Maccarinelli
E' una delle più riuscite e divertenti commedie di Eduardo De Filippo.
Non ti pago!, urla indignato Ferdinando Quagliolo, gestore di un botteghino di banco lotto a Napoli, e sfortunato giocatore, quando il suo impiegato Mario Bertolini vince una ricca quaterna, datagli in sogno e nel colpo di fortuna che può cambiare la vita. Luigi De Filippo, figlio e nipote d'arte fa rivivere sulla scena quel mondo e i suoi personaggi, sempre attuali nella loro contagiosa vitalità.

27 gennaio 2006
Debora Caprioglio e Lorenzo Costa
UNA STANZA AL BUIO di Giuseppe Manfridi regia di Lorenzo Costa
Una commedia ‘gialla’ è duro riassumerla schivando tutte le indicazioni, anche le più minime, che potrebbero alludere al ‘come va a finire’. Un appartamentino di natura un po' retrò, che uno scapolo impenitente, ha svecchiato trasformandolo in una 'garconnière' sul cui pavimento campeggia, una sinistra sagoma di gesso. I contorni di una salma. Di chi? Per l'appunto, dello scapolo impenitente. Ebbene, in questo luogo peccaminoso contaminato da un delitto sul quale ancora si sta indagando, si introducono un uomo e una donna. Due individui che vivono la propria quotidianità e mettono in evidenza pregi e difetti. I due s’incontrano in una dialogo brillante ed ironico, dove la formalità leggera nasconde sentimenti ed emozioni profonde, che inevitabilmente traspaiono dai comportamenti e dalle azioni dei due personaggi.
Sin dalle prime battute s’accende una sfida, una battaglia tra i ruoli estremamente attuale e come in ogni battaglia che si rispetti ci sarà un vinto e un vincitore… o forse no.

4 febbraio 2006
Percorso di teatro contemporaneo
Giuliana Musso NATI IN CASA con Giuliana Musso
Nati in casa racconta la storia di una donna che fu levatrice in un paese di provincia di un nord-est italiano ancora rurale. Storia tutta al femminile, dunque, storia di una dedizione costante e quasi sommessa al destino di una gente, che dura una vita e che non si risolve mai in un unico eroico gesto ma che rivoluziona il mondo dal di dentro, piano piano. Infatti questa vicenda non si trova nei libri di storia ma nel ricordo delle persone. Come quando di notte suonava il campanello ed era sempre una corsa, a piedi, col calesse, in bicicletta e persino a dorso d’asino e accompagnata da almeno due persone perché anche la levatrice era una donna e di notte da sola con un uomo “foresto” non si poteva andare… Eventi straordinari di vita quotidiana. O eventi quotidiani di una vita straordinaria.

15 febbraio 2006
Giulio Scarpati, Lorenza Indovina UNA STORIA D’AMORE Anton Cechov e Olga Knipper di F. Nocher, F. Berge, A. Cristophoroff dalla corrispondenza di Anton Cechov regia Nora Venturini
Lui, un grande scrittore, medico e uomo di lettere scriveva “la medicina è la mia moglie legittima, la letteratura è la mia amante”; lei, una giovane e brillante attrice del Teatro d’Arte di Mosca… si sposeranno nel maggio del 1901 dopo tre anni dal primo incontro avvenuto a Mosca in occasione del trionfo de Il Gabbiano. È la storia del loro amore, della loro passione durata solo “sei brevi anni”; un amore vissuto a distanza per la malattia di lui che lo portava spesso fuori e la professione di lei che recitava a Pietroburgo e Mosca. Anton Cechov,“lo scrittore”, e Olga Knipper, “l’attrice”, si sono scambiati 400 lettere, durante i loro “sei brevi anni d’amore”. Da questo epistolario appassionato, ironico, poetico e commovente, ricostruiamo, in presa diretta, la loro storia intima, dal primo incontro, l’amicizia, la relazione clandestina, il matrimonio, fino alla morte di lui, annunciata ma repentina. E poi, il Teatro, terzo grande protagonista della pièce, la grande passione che li unisce ma nello stesso tempo li divide.

28 febbraio 2006 – martedì grasso
ARTEVEN – TEATRI SPA – TEATRO STABILE DEL VENETO
NINA NO FAR LA STUPIDA di Arturo Rossato e Gian Capo regia di Pierluca Donin e Damiano Michieletto
Macchina comica perfetta, legata alla tradizione del teatro goldoniano NINA, NO FAR LA STUPIDA è una grande parodia dei veneti: in un paesino vicino a Venezia, una piccola comunità viene travolta dall’arrivo inaspettato della più famosa cantante del tempo, la Malibran, che, facendo leva su furbizie, debolezze e quel tanto di civetteria capace di ammaliare e stordire anche il più esperto degli uomini, provoca incidenti, baruffe, equivoci in un crescendo comico travolgente. Ridicole passioni senili, padri prepotenti, amori contrastati, giovani teneramente innamorati punteggiano così una vicenda che conobbe anche una fortunata versione cinematografica con protagonisti Cesco Baseggio e Gino Cavalieri.

12 marzo 2006
Valerio Mastandrea, Danilo Rea e Roberto Gatto
ACCATTONE Testi da P. Pasolini (Spettacolo in esclusiva)
Pasolini amava Torpignattara, la Marranella, il Pigneto, 1a Borgata Gordiani. Nella realtà dura e violenta della periferia degli anni '60 lui aveva saputo cogliere una dimensione poetica inattesa e, per certi versi, ignorata da molti altri intellettuali. Là aveva conosciuto Franco Citti, là aveva voluto che si muovessero i suoi Ragazzi di Vita, e là aveva voluto girare Accattone, il suo primo film. Le parole di Pier Paolo Pasolini riecheggiano avvolte dal grande jazz di due“numeri 1”: Roberto Gatto e Danilo Rea. Il “duo” Gatto /Rea si misura sulla trasposizione in jazz di grandi temi pop, firmati Beatles, Sting, Peter Gabriel, Modugno e Morricone. Sono le uniche certezze dell’evento in cartellone: il resto lo farà l’improvvisazione, nel solco della tradizione jazzistica. Legge Valerio Mastandrea.

5 aprile 2006
Percorso di teatro contemporaneo Teatro de los Andes FRAGILE
Il pranzo, la scuola, la vita familiare, la religione, le botte dei genitori, la pubertà, la sessualità, le domande difficili, le risposte assurde, i rimproveri, l’amicizia con un nonno morto da tempo, i ricordi, l’affetto che non sa come esprimersi. Attraverso questo mosaico, l’adolescente Lucia, non si rassegna a perdere lo sbalordimento, lo stupore, la forza della sua infanzia. Fragile parla di fragilità. Fragile ci parla di un’adolescente, Lucia e della sua famiglia. Ma allo stesso tempo ci parla di un altro tipo di adolescenza. L’adolescenza di chi non si rassegna a seppellire nella consuetudine i suoi sogni, il suo candore, le sue inquietudini, i fili che pulsano in ogni istante senza riuscire ad esprimersi.

13 aprile 2006
Percorso di teatro contemporaneo
Vitaliano Trevisan/Fulvio Falzarano/Roberto Dani OSCILLAZIONI Di Vitaliano Trevisan con Fulvio Falzarano
Un uomo, o, dati i tempi, un ragazzo tra i quaranta e i cinquanta, in occasione del compleanno del figlio, traccia un bilancio a consuntivo della sua esperienza di marito e padre. Entrambe le "figure" hanno la cifra dell'assenza: egli era marito, ma non ha mai voluto essere padre; un figlio é stato però generato da quel matrimonio che egli voleva sterile, e, data la natura filosofica della sua testa, per la quale se non c'é diritto non esiste dovere, l'arrivo del figlio, voluto e ottenuto dalla moglie in modo fraudolento, fa sì che egli abbandoni entrambi. Di più: egli abbandona anche l'idea che un rapporto uomo-donna sia ancora possibile. Ma ecco: qualcosa non funziona, le figure dell'assenza restano in lui in immagine, e lavorano, sono vive, presenti, minacciose, e la qualità della minaccia cresce con la crescita del figlio. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi…


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