| | | Teatro: periodo dal: 15/07/2006 al: 27/08/2006 |  | | I Forti in Scena | | Genere: Culturale | | Luogo: Provincia | | Indirizzo: Provincia Comune: VICENZA | | orari: Vedi dettaglio | | Località: Vicenza e Provincia
I FORTI IN SCENA
Ogni territorio, con sfumature e gradazioni diverse, ha ovunque una storia legata all’uomo e alla sua azione modificatrice. Nel territorio della montagna vicentina e veneta, la traccia umana si percepisce in ogni lembo del suolo e rappresenta una delle più ricche esperienze antropiche, passate e presenti. Di queste testimonianze materiale, risultato della presenza di un'umanità che, dal maggio 1915 al novembre 1918, ha popolato queste zone, i Forti della Grande Guerra costituiscono le manifestazioni che, nella grandiosa e pur sempre ammonitrice rovina, svelano ancora la loro passata potenza.
E se questi beni culturali rappresentano, come sembra a molti, pur nella tragicità dei loro messaggi e significati, un elemento costitutivo dell’identità civile e della memoria comune (anche e soprattutto nell’odierno universo spettrale della virtualità e della globalizzazione), bisogna che il loro valore venga percepito come specificità. Questi luoghi, sono dunque un importante peculiarità del nostro territorio e costituiscono l'ambiente ideale dove incorniciare un evento culturale che può fungere, proprio dall'interno del contesto, da volano all'azione di promozione e valorizzazione.
Il festival Forti in scena propone la riscoperta di questo patrimonio attraverso occasioni di incontro della Storia con discipline artistiche quali la Danza, la Musica e il Teatro, offrendo situazioni di confronto, collaborazione e contaminazione con artisti di alta professionalità. Il significato profondo di questi Beni Culturali, che racchiudono un capitolo così tragicamente importante della storia della nostra regione, è qui animato da suoni, danze, racconti e narrazioni. Mettendo in scena se stessi, questi luoghi si ripropongono, attraverso nuovi messaggi e contenuti, come importante e insostituibile tessera di quel grande patrimonio di memoria che contribuisce a comporre l'identità di questa terra.
IL PROGRAMMA Sabato 15 luglio ore 21.00 Museo del Risorgimento e della resistenza – Vicenza Racconti sulla Resistenza teatro PRIMA REGIONALE Roberto Citran legge Fenoglio, Pavese, Rigoni Stern Ingresso 7 Euro
La vita artistica di Roberto Citran inizia nel 1979 con il Teatrocontinuo e il TAM teatro-musica di Padova. Da anni alterna alle tournées teatrali un’intensa attività nel cinema e in televisione. Nel 1994 vince la Coppa Volpi al Festival di Venezia come migliore attore non protagonista per Il toro. Nel 2003 riceve un premio alla carriera dalla Regione Veneto. Al cinema ha lavorato, tra gli altri, con Carlo Mazzacurati, Cristina Comencini, Francesco Rosi e con Peter Greenaway.
1945-2005: nel sessantesimo anniversario dalla liberazione, un'antologia raccoglie sulla guerra partigiana gli scritti da alcuni dei più grandi autori dello scorso secolo (da M. Rigoni Stern, ad Andrea Zanzotto, Beppe Fenoglio, Cesare Pavese, Marcello Venturi, ecc….). Il libro "I racconti sulla resistenza" a cura di Gabriele Pedullà è stato presentato all'ultimo salone del libro di Torino, dove Roberto Citran ed Elisabetta Pozzi ne hanno letto alcuni brani. Citran li ripropone ora in una lettura attoriale (della durata di circa un'ora) di particolare coinvolgimento emotivo data la forte esperienza esistenziale degli autori.
Domenica 16 luglio ore 16.30 Alpe di Campogrosso – Recoraro Terme TRENT’ANNI di RICORDI - musica e teatro 24 Maggio 1915-25 Aprile 1945 PRIMA REGIONALE Omicrom Associazione Culturale Interprete e Regia Luca Spinelli Al Pianoforte M° Margherita Colombo Al Clarinetto M° Lydia Colonna
Uno spettacolo volto a risvegliare il ricordo di tempi lontani compresi tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale .In un percorso non strettamente cronologico , le fasi dello spettacolo si susseguono partendo dal 1914 con l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando ,erede al trono d’Austria ,causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale fino alla fine della 2^ Guerra Mondiale passando attraverso eventi più o meno rilevanti accaduti nel mondo in quegli anni . Gli avvenimenti sono rivisti attraverso gli occhi di un Italiano che rivede nei propri pensieri i volti, le sonorità ,le immagini degli eventi e soprattutto i motivi musicali di quegli anni. Brani celebri Parlez-Moi D’Amour, La Cumparsita, Come Le Rose, La Leggenda del Piave, Lilly Marleen, The Man I love, Le rose Rosse e tante altre...
Domenica 23 luglio ore 16.30 Ossario del Pasubio – Valli del Pasubio Ricordi del ‘900 - concerto PRIMA NAZIONALE LE QUARTETTE
Un breve viaggio, tutto con il quartetto d'archi, tra i canti degli alpini, le marce militari, le canzoni italiane, tedesche, francesi e il primo swing dall'america! Lo scopo è quello di far rivivere l'atmosfera di quell'epoca, le emozioni, gli eventi, attraverso una "scenografia musicale": le parole delle canzoni vivono nel suono, il suono degli archi diventa pura evocazione. Uno spettacolo creato appositamente per il festival Forti in scena. Interpreti le brave Maria Zannoni e Lorella Baldin al violino, Grazia Colombini alla viola e paola Zannoni al violoncello. Le Quartette hanno arricchito la propria cultura musicale dedicandosi all’esplorazione di diversi generi musicali, soprattutto di derivazione etnica, che le ha portate ad iniziare ben presto la pratica dell’improvvisazione e l’interesse verso un repertorio inusuale per un quartetto classico.
Venerdì 28 luglio ore 16.30 Forte Corbin – Roana La città di Brecht – musica e teatro Canzoni da Kurt Weill, Hanns Eisler, Paul Dessau tradotte e arrangiate da RAFFAELLA BENETTI Frammenti di testi da Bertolt Brecht, Samuel Beckett, Karl Kraus, Karl Marx, Dante, Stormy Six, Kostantino Kavafis, Giorgio Manganelli, William Shakespeare, Walt Whitman, Heiner Müller, Walter Benjamin, Victor Serge, montati drammaturgicamente da NEVIO GÀMBULA
Una suite per voce recitante, canto e tenebre preistoriche. La solista Raffaella Benetti, molto conosciuta dal pubblico amante del bel canto è l’angelo nero che innalza la sua voce tra sirene d'allarme e case in rovina, come resistendo agli innumerevoli orrori. In scena poi l'attore Nevio Gambula, veronese, che tenta un dialogo con lo stuolo di morti che fanno la polvere della città in una suite tutta da ascoltare, che si svolge per l'orecchio più che per l'occhio. Dopo il felice debutto veronese Forti in Scena propone uno spettacolo intenso, capace di coinvolgere e di far pensare. Alla guerra, ai nostri tempi, a quelli vissuti dai nostri genitori o dai nostri nonni. Un poema orale che vuol essere un grido nel deserto del disessere.
Domenica 30 luglio ore 16.30 Forte Interrotto Asiago LA GUERRA PICCOLA – Teatro PRIMA REGIONALE Arca Azzurra Teatro testo di Alberto Severi adattamento, ideazione dello spazio, regia Ugo Chiti Con Massimo Salvianti, Dimitri Frosali, Lucia Socci. Premio Fondi La Pastora 1999 Entrata Euro 4
Altopiano di Asiago, 1916. Le truppe italiane stanno faticosamente riconquistando il terreno perduto durante la cosiddetta “spedizione punitiva” degli austriaci. In un casolare sfollato, semidistrutto dai bombardamenti, due soldati trovano un giovane impiccato. Poi, dalle tenebre della casa, spunta fuori anche una strana ragazza che dice di essere la contorsionista di un circo, di chiamarsi Aspasia, “come l’etèra di Pericle”, e di essere stata violentata da un soldato ungherese. Comincia così una notte densa di misteri, durante la quale Aspasia prenderà le sembianze della giovane donna amata da uno dei due soldati e morta di parto, si preciseranno, o si confonderanno, posizioni ideologiche o confuse filosofie, baleneranno visioni e premonizioni, il soldato più giovane arriverà ad un passo dalla salvezza, ma l’altro, con un truce colpo di teatro, lo riporterà sulla via della perdizione, dentro all’eterno mito maschile e autodistruttivo della Grande Guerra.
Domenica 6 agosto ore 16.30 Forte di Campomolon – Arsiero Quarantoto – teatro A republica de mati Compagnia Il Satiro teatro Di e con Gigi Mardegan regia e testo di Roberto Cuppone Ingresso 5 Euro
Ugo reduce della Grande Guerra, da poco uscito dal manicomio di Sant’Artemio, si imbatte nella platea in un pesante cassone che, con l’aiuto di uno spettatore, salirà con lui sul palco: contiene i 695 fascicoli di istruttorie sugli eccidi nazifascisti, insabbiati per molti anni e solo da poco venuti alla luce. E’ il cosiddetto “armadio della vergogna”, esempio di crimini impuniti e di una certa ipocrisia di stato. E Ugo, “mato de guera” e sopravvissuto alla seconda, parte da lì per urlare l’indignazione, la rabbia e il suo dolore per tutte quelle stragi che a nulla sono valse e che non hanno trovato giustizia. Inizia una carrellata attraverso la storia locale, partendo dai simboli elettorali della croce e della falce e martello, “paura e rabbia”, visto che la storia si svolge il giorno stesso delle prime elezioni democratiche del nostro paese, 18 aprile 1948. Il protagonista impazza in un racconto che descrive con meticolosità molta storia della nostra terra. Questa volta lo splendido e poetico testo di Roberto Cuppone, riscatta Ugo con una speranza per il futuro, un colpo di scena finale di grande emozione.
Domenica 13 agosto ore 16.30 Forte Lisser Enego La mia guerra finì lì – teatro PRIMA REGIONALE Casa degli Alfieri regia e trattamento drammaturgico Luciano Nattino In scena Emanuele Arrigazzi
Il diario di Giovanni Bussi detto Gasàn ci ha appassionato fin dall’inizio: è la storia vista dal fante, da uno di quei fanti contadini che popolavano le trincee e che morivano negli attacchi all’arma bianca o sotto le bombarde nemiche: vera carne da cannone macinata dai signori della guerra sabauda. E’ la storia non deformata dalla memorialistica dei generali o da rievocazioni narcisistiche. Sì, il senso esatto della guerra, la precisa dimensione umana e politica del grande carnaio che andò dal Grappa all’Ortigara, dall’Isonzo al Piave, sta nella memoria del fante, “nelle sue giberne” (Piero Jahier), nel ricordo strozzato di chi non aveva né gli strumenti culturali né, soprattutto, il permesso per esprimerlo e portarlo alla luce. Gasàn ci ha provato, aggirando la censura, mettendoci il suo sapere, chiedendo che il suo diario fosse pubblicato.
Domenica 20 agosto ore 16.30 Forte Interrotto Asiago A la guerre comme à la guerre - danza PRIMA REGIONALE Coreografia e regia : Silvia Bertoncelli Creato con e interpretato da : Silvia Bertoncelli, Alessandra Cordiano, Cecilia Piubello, Denise Rossi Musiche: Pietro Baldi, Doctor Flaker, Ez3kiel, Murcof, Scanner, Amon Tobin Costumi: Laboratorio Invisibile di Matteo Cattonar e Alessandra Coltri Sede di produzione: Centro Oltredanza (Vr) diretto da Francesca Mosele Una produzione Naturalis Labor
A la Guerre comme à la guerre ci racconta l’inquietudine della guerra, dell’attesa, della sofferenza anche con un piglio ironico. Uno spettacolo dove le danzatrici della Naturalis Labor sapientemente condotte da Silvia Bertoncelli si approprieranno del Forte per farlo rivivere in un modo insolito del tutto nuovo. Sulla scia dell’esperienza dello scorso anno Forti in scena ri-propone la danza. Silvia Bertoncelli si forma presso l’Accademia Isola Danza di Venezia diretta da Carolyn Carlson ed è proprio sotto il suo suggerimento che inizia a muoversi nel mondo della coreografia. Da anni lavora come danzatrice nelle Compagnie : Naturalis Labor di Luciano Padovani, Ersiliadanza di Laura Corradi, Arearea di Roberto Cocconi.
Domenica 27 agosto ore 16.30 Forte Campolongo – Rotzo La musica della nostra storia concerto PRIMA NAZIONALE Con il Gruppo Vocale Polifomnia diretto dal m° Silvia Fabbian
La musica della nostra storia è il viaggio musicale proposto dal Gruppo Vocale Polifomnia di Quinto Vicentino per I forti in scena 2006. La specificità del coro, diretto da Silvia Fabbian, è di poter spaziare nella scelta del repertorio proponendosi spesso in nuove sperimentazioni artistiche che lo hanno portato a collaborare con musicisti, compagnie, Enti ed Associazioni significativi nel panorama italiano contemporaneo. Cantare nei luoghi della Grande Guerra significa oggi rivivere non solo l’evento in sé , ma tutta quella frangia di storia italiana del Novecento che ne ha caratterizzato il prima e il dopo: significa cantare l’amore, il dolore, la bellezza, la forza della montagna, la nostalgia del mare, l’arrivederci con la ricerca e la speranza di un domani migliore attraverso la musica di tutti e di ognuno, così come questa grande storia.
Ingresso libero agli spettacoli indicati, ad eccezione di quelli a Forte Interrotto - Forte Corbin - Museo del Risorgimento.
I LUOGHI FORTE CORBIN Su uno sperone che si protende dal nodo del Cengio sulla stretta di Barcarola, dominando la confluenza dell'Assa nell'Astico, sorgono a 1077m. s.l.m. i resti di questa complessa e ardita opera corazzata costruita nel 1910-1911, con funzione di sbarramento sulla Val d'Astico esercitata in cooperazione col sottostante Forte Ratti, nonché quale sostegno arretrato alle opere in corso di edificazione sul C. Campolongo e sul M. Verena. Il forte Corbin era armato con ben 6 cannoni da 149 A (acciaio) in cupole d'acciaio girevoli dello spessore di 18 cm., contava inoltre di un osservatorio blindato, mentre il cofano di gola era difeso da 4 mitragliatrici. Il Forte Corbin cadde in mano austro-ungarica nel maggio del 1916 e ciò costituì il primo atto della vicenda che il 3 giugno successivo, si concluse con la perdita italiana dell'intero nodo del Cengio; che rappresentò il momento culminante della più grande battaglia di montagna.
FORTE INTERROTTO Sorge a 1392 m. s.l.m. in una bellissima posizione, poco sotto l'omonima sommità e domina l'intera conca centrale dell'Altipiano dei Sette Comuni. Si tratta di una grande e robusta caserma in pietrame costruita intorno al 1885, il cui progettista molto probabilmente subiva più gli stimoli romantici di un'architettura medieval-guerresca che non quelli di un'esigenza bellica già in quel periodo abbastanza progredita. Occupato dagli austro-ungarici il 27 maggio 1916, rimase nelle loro mani fino alla conclusione del conflitto, prestandosi come ottimo osservatorio, munito in oltre di un faro e di qualche pezzo di piccolo calibro. Il forte è attualmente oggetto di un importante intervento di recupero della struttura originaria, grazie al contributo dell'Unione Europea, della Regione Veneto e del Comune di Asiago.
COMPLESSO FORTIFICATO DELLA GAZZA Il complesso fortificato si allunga dietro la chiesetta votiva dedicata ai caduti della montagna, proseguendo a destra lungo il diruto muraglione difensivo della larghezza di quasi 2 metri, che proteggeva un reticolo di trincee ben lavorate ed una casermetta in pietra a secco riparata, in direzione della provenienza dal passo della Lora, da un grande masso. Si tratta si un sistema difensivo del tutto inusuale sulle nostre montagne e per questo rappresenta una autentica particolarità dell’opera fortificatoria dell’Esercito Italiano durante la Prima Guerra Mondiale.
FORTE CAMPOMOLON Vicino al confine italo-austriaco attuali limiti amministrativi tra le provincie di Trento e Vicenza e più propriamente sopra la cresta montuosa che separa gli altipiani dei Fiorentini e di Tonezza, venne costruito il forte Campomolon. Il nome del forte, eretto in un settore particolarmente delicato del fronte, derivava dal monte omonimo situato alla quota di 1853 m. Il visitatore dei nostri tempi potrebbe avere l’impressione di eseguire un sopralluogo in un cantiere dai lavori ancora in corso. Si notano, infatti, gli alloggiamenti che dovevano ospitare le cupole corazzate Armstrong dei quattro obici da 149 mm in acciaio. Quelle cupole, commissionate all’industria tedesca, non vennero in realtà mai consegnate per ovvi motivi bellici dal momento che l’Italia non era in guerra al fianco della Germania. L’impressione di un’opera incompiuta viene rafforzata notando scale in muratura non del tutto completate, i poderosi muraglioni a secco a copertura del forte, l’enorme sbancamento di terra effettuato per costruire il forte metà dentro la roccia e metà allo scoperto e infine, l’interessante galleria tubolare, di alto livello architettonico.
OSSARIO DEL PASUBIO Sul colle Bellavista a m.1217 di altezza, estrema scolta del Sengio Alto verso la pianura, sorge il monumentale Sacrario Militare dedicato ai Caduti della Grande Guerra sul Pasubio. Inaugurato il 29 agosto 1926 su progetto dell’architetto G.Chemello di Vicenza, il Sacrario custodisce le salme di oltre 5000 caduti tra le quali quella del Maresciallo d’Italia Guglielmo Pecori Giraldi, Comandante della Prima Armata. MUSEO DEL RISORGIMENTO E DELLA RESISTENZA Il Museo, situato sul Colle Ambellicopoli dove sorge l’edificio di Villa Guiccioli è intimamente legato alla vita morale e alle tradizioni della Città e del suo territorio. L’Istituto raccoglie infatti memorie di eventi e di personaggi che appartengono alla storia d’Italia e che furono in qualche modo collegasti con la storia di Vicenza. La documentazione ed i cimeli delle raccolte rappresentano infatti un’ampia testimonianza degli avvenimenti vicentini e nazionali – e in qualche caso europei – delle vicende storiche che vanno dalla Prima Campagna d’Italia di Napoleone nel 1796, alla fine della Seconda Guerra Mondiale e alla Lotta di Liberazione (1945). Si tratta di un secolo e mezzo di vicende che hanno visto più volte trasformarsi il volto politico, sociale, economico e morale dell’Europa. Il patrimonio conservato dal Museo è quanto mai vario ed interessante. Le raccolte e le attività promosse fanno sì che il Museo sia riconosciuto come uno dei più importanti Istituti storici a livello nazionale. Il Museo oltre a custodire documenti sul Primo Conflitto Mondiale, coopera attivamente ai progetti di tutela e valorizzazione del Patrimonio Storico della Grande Guerra.
FORTE LISSER Costruito intorno al 1911-1912 sull'omonima rotondeggiante sommità situata a 1633 m. s.l.m., pressoché sul ciglio orientale dell'Altipiano dei Sette Comuni, con i Forti di Cima Campo e Cima Lan quasi contemporaneamente eretti sull'altro versante del Canal del Brenta, concorreva a sbarrare le provenienze della Val Sugana. Nello stesso tempo era orientato per l'arginamento di eventuali provenienze da ovest. Era armato con 4 cannoni da 149 A (acciaio) in cupole girevoli, e con 4 mitragliatrici in postazioni blindate. La sua struttura, nel complesso discretamente conservata, riesce particolarmente istruttiva circa la concezione adottata dagli italiani nella progettazione e realizzazione di queste opere: il forte Lisser è infatti strutturato su due piani, stante la presenza di una scarpa avanzata in funzione di difesa ravvicinata con varie postazioni.
FORTE CAMPOLONGO Forte Campolongo sorge su un erto sperone roccioso che domina la Val d’Astico sulla sommità della cima da cui prende il nome, ad una quota di 1720 m. Le caratteristiche di quest’opera corazzata sono simili a quelle del vicino forte di monte Verena; probabilmente le due migliori opere fortificate costruite durante il Regno d’Italia. Armato con quattro moderni cannoni in acciaio da 149 mm, in cupole corazzate da 16 cm di spessore, con la relativa dotazione di mitragliatrici per la difesa ravvicinata, fu costruito negli anni che vanno dal 1908 al 1912. Anche per il forte Campolongo, il periodo di attività bellica coincise con l’epopea del “fratello” Verena. La direzione di tiro delle sue artiglierie era soprattutto rivolta contro l’antistante forte austriaco Luserna; il concentramento di fuoco era supportato da obici di 280 mm italiani in batteria schierati nei paraggi.
Info: Compagnia Naturalis Labor Via Leopardi, 61 Quinto Vicentino Tel. 0444/912298 info@naturalislabor.it Museo del Risorgimento e della Resistenza Viale X Giugno Vicenza Tel. 0444/322998 Fax 0444/326023 museorisorgimento@comune.vicenza.it | | | | |