| | | Teatro: periodo dal: 08/07/2007 al: 26/08/2007 |  | | Forti in Scena | | Genere: Vario | | Luogo: Provincia | | Indirizzo: Provincia Comune: VICENZA | | orari: Vedi dettaglio | | Località: Altopiano dei 7 Comuni e luoghi indicati
FORTI IN SCENA
Forti in Scena nasce nel 2004 su idea di Luciano Padovani, direttore della compagnia Naturalis Labor, e Mauro Passarin, conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza. Si propone di portare spettacoli di danza, musica e teatro nei luoghi della Grande Guerra. Per far incontrare la storia e le arti dello spettacolo, valorizzando un patrimonio storico che non trova eguali in tutta Europa per quantità e qualità di testimonianze che gelosamente le nostre montagne conservano. Così gli artisti entrano nei forti, per raccontare, per dialogare, per interpretare, per insegnare.
La formula è piaciuta subito a molti: amanti della montagna, della storia del nostro territorio, dello spettacolo. Così è nato un nuovo modo per fare storia, per onorare chi si è sacrificato per la nostra terra, per commemorare tragiche battaglie. Per commuoversi anche, come Padovani ricorda essere successo in più di qualche occasione durante gli spettacoli, e per divertirsi.
Il programma dell’edizione 2007 prevede spettacoli perfettamente integrati nei territori ospitanti, grazie ad alcune significative compagnie, che rinnovano il festival come luogo d’esplorazione di progetti e idee: dal gruppo musicale Barabàn, uno dei maggiori gruppi folk della scena italiana, a Les Quartettes, formazione d’archi quest’anno accompagnata dalla cantante Raffaella Panetti; dalle compagnie di danza e teatro Naturalis Labor, Teatro Reon, Dionisi Teatro, La Piccionaia, TeatroSette che ci immergeranno in atmosfere talora astratte e fantastiche, talvolta tragiche ed eroiche, alla performance di Armando Carrara che si esibirà all’interno di un bosco con la lettura di un nuovo testo tratto da Mauro Corona.
Qualsiasi canto, passo di danza, parola, melodia o sfumatura di luce prenda vita tra queste mura, sarà teso a celebrare le vicende umane che si sono consumate negli stessi luoghi. Far memoria della Grande Guerra, attraverso la sacralità dell’arte, significa custodire, preservare e tradurre nel presente gli avvenimenti che hanno lasciato un segno indelebile in questi territori.
Il festival è sostenuto dalla Regione Veneto (Assessorato alla Cultura e Identità Veneta), dalle Province di Vicenza (Assessorato al Turismo), di Verona (Provincia in Festival) e di Treviso (Rete Eventi), con il contributo del Comune di Vicenza (Musei Civici). Quest’anno hanno aderito i Comuni di Asiago (forte Interrotto), Nervesa della Battaglia (Abbazia), Rivoli Veronese (forte Rivoli), Tonezza (forte Campomolon), Rotzo (forte Campolongo), Valli del Pasubio (malga Prà). Fondamentale per la realizzazione del Festival è la partnership con Antonventa ABN Amro.
Durante i giorni del festival saranno presenti delle indicazioni per raggiungere i luoghi di spettacolo. Tutti gli spettacoli sono ad entrata gratuita. In caso di maltempo alcuni spettacoli si svolgeranno al chiuso; preghiamo pertanto di contattare sempre il comune interessato o l'azienda di promozione turistica di riferimento.
TUTTI GLI SPETTACOLI IN CALENDARIO Sabato 9 giugno ore 21.30 Teatro FONDAZIONE AIDA - TEATRO REON LA GUERRA Un assedio ingarbugliato fra femmine e soldati da Carlo Goldoni Spettacolo d’apertura del festival Abbazia di Nervesa della Battaglia (TV) La Guerra - Un assedio ingarbugliato fra femmine e soldati porta in scena una commedia sulla guerra di un Goldoni sconosciuto, ma già con tutto il suo potenziale d’ironia pronto a divampare in comicità. Ci sono nella “Guerra” tutti gli ingredienti di circostanza sulla vita quotidiana dei soldati, sempre alla ricerca di emozioni forti, anche lontano dagli strepiti di una battaglia, quasi a voler ricreare ad ogni costo l’eccitazione incontrollabile attizzata dalla gloria, che danza a braccetto con la morte in mezzo al fumo dei cannoni. L’adattamento e la regia di Fulvio Ianneo rappresentano anche un più malizioso conflitto: quello tra l’uomo e la donna, che prendono vita nell’interpretazione dei protagonisti Anna Amadori, Michele Andrei, Lorenzo Bassotto e Rosanna Sfragara, che conducono il racconto di un assedio e di tutti i fatti accaduti con vivace realismo.
Domenica 8 luglio ore 16.30 Musica GRUPPO BARABÀN Voci di trincea Prima regionale Musicisti: Vincenzo Caglioti, Aurelio Citelli, Giuliano Grasso, Diego Ronzio, Paolo Ronzio, Alberto Rovelli. Malga Prà - Valli del Pasubio (VI) A Malga Prà (Valli del Pasubio), luogo dal quale venivano inviati i rifornimenti per i soldati al fronte, il gruppo Barabàn proporrà uno spettacolo musicale sul filo della memoria dedicato ai canti e alle musiche dei primi anni del secolo scorso, e in particolare alle canzoni della Prima guerra mondiale. Canti di protesta, antiche ballate riprese e riadattate dai soldati al fronte, musiche delle fanfare, valzer e mazurche suonate nelle retrovie dai soldati musicisti costituiscono il segmento portante dello spettacolo di Barabàn.
Domenica 15 luglio ore 16.30 Musica LES QUARTETTES Al di là della montagna Prima nazionale - Creazione per il festival Il quartetto d’archi sarà accompagnato dal soprano Raffaella Benetti Forte Rivoli - Rivoli Veronese (VR) Nel bellissimo forte austriaco che ospita anche una interessante sezione dedicata alla Grande Guerra, dopo i ricordi del ‘900 presentato lo scorso anno, torna il quartetto diretto da Paola Zannoni Les Quartettes, al quale questa volta si unisce la soprano Raffaella Banetti per un concerto di forte impatto emotivo, dal titolo “Al di là della montagna”. Una carrellata di canzoni della grande guerra, arrangiate per quartetto d’archi, si alterneranno a canzoni tristi e cantate sacre scelte per l’occasione ed eseguite da una delle più brave interpreti della musica contemporanea.
Domenica 22 luglio ore 16.30 Danza e teatro DIONISI COMPAGNIA TEATRALE Patate Una parola senza denti sulla Guerra Forte Interrotto – Asiago (VI) Patate è uno spettacolo commovente, ironico, scanzonato, vero. Come lo possono essere le narrazioni di tre vecchie donne che si raccontano la guerra, i loro ricordi, le loro paure, le lunghe attese, in cucina, pelando delle patate. Patate, una parola senza denti sulla guerra, è proposto dalla compagnia Dionisi Teatro con Matilde Facheris, Silvia Gallerano, Carmen Pellegrinelli.
Domenica 29 luglio ore 16.30 Teatro e musica ASSOCIAZIONE TEATROSETTE 1917, Monte Ortigara il calvario degli alpini Prima nazionale Con Stefano Paiusco e Coro Alpini di Verona Forte Campomolon - Tonezza (VI) Un racconto teatrale che verrà presentato in prima nazionale assoluta dall’attore regista Stefano Paiusco. Cosa accadde nel giugno del 1917 sul monte Ortigara e perché morirono, in pochi giorni, migliaia di militari italiani in una battaglia che, sotto il profilo della storia militare, non ha avuto una particolare rilevanza?
Domenica 5 agosto ore 16.30 Teatro di narrazione ARMANDO CARRARA ALBERI da testi di Mauro Corona, regia di Roberto Cuppone drammaturgia Roberto Cuppone, Armando Carrara Forte Interrotto – Asiago (VI) A partire dai testi di Mauro Corona, straordinario autore friulano che in pochi anni ha raggiunto con i suoi libri un milione di copie, lo spettacolo guida lo spettatore all’ascolto delle “voci del bosco”, che a noi, distratti uomini della globalizzazione, continuano a parlare e anzi, oggi più che mai, chiedono di essere ascoltate. Dalla foresta in cammino in cui Macbeth vede realizzarsi una tragica profezia, al bosco dei suicidi interrogato da Dante nell’Inferno; da quella selva di alberi poetici così vicini alla nostra infanzia che si studiano a scuola, a volte un po’ annoiati - il melograno, la quercia, i cipressi; a quel pino parlante che un giorno un vecchio falegname volle trasformare in un burattino dal naso lungo. Nello spettacolo si raccontano storie prese in particolare da Le voci del bosco, Il volo della martora e Fantasmi di pietra: storie di uomini (il boscaiolo Sante della Val, e la sua sfida al faggio centenario) e di bambini (le discese sulle slitte a rompicollo giù per i pendii ghiacciati). Storie di uomini bambini, come Mauro Corona e come oggi Armando Carrara, che continuano a passeggiare nei boschi della propria infanzia e a interrogare quelle voci per farsi raccontare le nostre radici. In scena anche i musicisti Davide Mattiazzi e Dante Calore, che con i loro strumenti etnici aiuteranno Armando Carrara a far vibrare il bosco e suoi elementi durante lo spettacolo.
Sabato 18 agosto ore 21.30 Danza e teatro COMPAGNIA NATURALIS LABOR Cronache di una battaglia Uno spettacolo per voce recitante e danza Prima regionale - Coreografie di Silvia Bertoncelli e Luciano Padovani. Musiche di J.S. Bach e A. Part Museo del Risorgimento - Parco di Villa Guiccioli - Vicenza Una nuova creazione della Compagnia Naturalis Labor, per le coreografie di Silvia Bertoncelli e Luciano Padovani. Uno spettacolo itinerante all’interno del parco di Villa Guiccioli, in cui Naturalis Labor racconta la storia di una battaglia. Di una delle tante battaglie combattute dai nostri soldati lungo le trincee, nei forti, nei passaggi montani del nostro Veneto.
Domenica 26 agosto ore 16,30 Musica ORCHESTRA FILARMONIA VENETA La leggenda del Piave Prima regionale Quartetto di tromboni e voce recitante Forte Campolongo - Rotzo/Roana (VI) Chiude il Festival il quartetto di tromboni dell’orchestra Filarmonia Veneta che a Forte Campolongo (Rotzo) proporrà “La leggenda del Piave”. Un percorso di musiche del Novecento e della Grande Guerra accompagnate dalla voce recitante dell’attore Giuliano Toinin.
CENNI STORICI Sin dagli inizi del XX secolo, nonostante l'alleanza a carattere difensivo politica e militare tra Italia e Austria, entrambe nella Triplice Alleanza assieme alla Germania, si pensò di fortificare con potenti manufatti blindati il confine trentino fra Adige e Brenta. Gli austriaci costruirono fortificazioni sul Doss del Sommo, Sommo Alto, Cherie sopra i Fiorentini, Belvedere a Lavarone, Luserna, Verie e Spitz Verie a Vezzena.
A difesa delle valli che scendevano dal confine, gli italiani costruirono: Forte Maso, la Tagliata e Forte Enna sulla Val Leogra, Campomolon sopra i Fiorentini, Campolongo di fronte a Luserna, forte Verena a quota 2.015 che dominava la Val d'Assa. Il Forte Interrotto, costruito nel 1885 a quota mt 1.392 guarda invece la parte centrale dell'Altopiano di Asiago. Purtroppo sia in fatto di ubicazione che di concetto costruttivo, le opere italiane risultarono più deboli rispetto a quelle austro-ungariche.
Se si considera che l'attuale linea di separazione tra Trentino e Veneto coincide praticamente con la Frontiera 1866-1918 tra l'Impero Austro-Ungarico e il Regno d'Italia, si può capire l'importanza strategica che aveva la zona considerata, in un'eventuale guerra, sia per una discesa degli austriaci dal Sud-Tirol verso la ricca pianura veneta, sia per uno sfondamento verso Trento e Bolzano dell'Esercito italiano. Queste potenti strutture artificiali, costate ingenti capitali, furono soggetti della vicenda bellica della Grande Guerra per poco più di un anno.
Inizialmente, furono le fanterie italiane ad attaccare le potenti mura dei forti austriaci (senza mai oltrepassarle però), con veri e propri duelli di artiglierie tra i grossi calibri di assedio posti nelle vicinanze delle fortificazioni italiane e i forti austriaci, che subirono rovine imponenti. A parti invertite, nel maggio 1916, all'inizio della Strafexpedition (spedizione punitiva per il mancato rispetto del patto stipulato all'interno della Triplice Alleanza) furono i forti italiani a subire distruzioni pressoché totali a causa dei colpi delle artiglierie austriache poste al di fuori dei manufatti blindati, con calibri di potenza spaventosa (305, 381 e addirittura 420 mm). Con il giugno 1916, quello che rimaneva delle potenti fortezze entrò in un periodo di letargo, senza più notorietà nei successivi bollettini di guerra.
Dopo gli anni '30 del secolo scorso, i forti riacquistarono qualche importanza per le locali popolazioni che, attraverso il recupero e la vendita delle grandiose strutture metalliche, fecero degli stessi una delle fonti di sostentamento familiare, in un periodo di miseria e di sottosviluppo. Le grandi distruzioni riscontrabili purtroppo oggi nella maggioranza dei forti, furono effetto di questa demolizione "non bellica". Quasi tutti i forti, alcuni dei quali avevano subito "dignitosamente" le tempeste di fuoco dei proiettili nemici, furono ridotti in ruderi dalla dinamite dei "recuperanti".
Info: Compagnia Naturalis Labor Via Leopardi, 61 Quinto Vicentino Tel. 0444/912298 info@naturalislabor.it Museo del Risorgimento e della Resistenza Viale X Giugno Vicenza Tel. 0444/322998 museorisorgimento@comune.vicenza.it | | | | |