| | | Teatro: periodo dal: 12/07/2007 al: 02/09/2007 |  | | Opera Estate Festival - Teatro | | Genere: Vario | | Luogo: Bassano del Grappa | | Indirizzo: Bassano del Grappa Comune: BASSANO DEL GRAPPA | | orari: Vedi singoli eventi | | Località: Bassano del Grappa e altri luoghi indicati
OPERA ESTATA FESTIVAL - TEATRO
Nella ridefinizione della struttura del festival la programmazione teatrale concentra le proposte più fortemente contemporanee nell’ambito del progetto di apertura Teatro Festival BIS. Di contro la programmazione estiva delle Città Palcoscenico, sceglie di riprendere il filo della memoria e del racconto, anche attraverso forme di contaminazione con la musica. Senza dimenticare l’anniversario goldoniano. Su questo tema la sfida che lancia il festival è cercare di prendere in mano le parole del grande autore veneto e provare a reinventarle, adattandole al nostro tempo. La parola rivissuta dagli scrittori di oggi che senza folli tentativi di confronto praticheranno un rispettoso esercizio creativo per dare nuove prospettive alla scrittura, ma anche la parola calata nei luoghi fonte di ispirazione inesauribile. Al centro della scena torna dunque la parola, anche se vestita di altri suoni e di nuovi contenuti, e con lei l’attore con la sua capacità di farsi voce di un’epoca. Sette le sezioni che compongono l’edizione 2007 del teatro a Bassano e nelle Città Palcoscenico: INCONTRI TEATRALI Tra musica e parole PROSPETTIVA GOLDONI Tra riscritture e nuove ambientazioni I LUOGHI DEL TEATRO Donne che si raccontano I SAPORI DEL TEATRO PER-CORSI DI POESIA V TEATRO CONTEMPORANEO IN FORMA DI FESTIVAL MINIFEST Il teatro per le famiglie
TUTTI GLI SPETTACOLI NEL DETTAGLIO INCONTRI TEATRALI Una selezione di spettacoli nati nel segno dell’incontro tra artisti diversi, per storia e provenienza, che hanno deciso di condividere l’esperienza del palcoscenico. Progetti che da un lato non rinnegano una funzione di intrattenimento, anche ludico, del proprio pubblico, dall’altra sedimentano, in una forma non elitaria, riflessioni e analisi sulla realtà contemporanea con un segno che include quanto designa per un teatro che non rappresenta, ma, come la musica, è semplicemente se stesso. Insomma va in scena il teatro dell’incontro, tra attori e registi, interpreti e musicisti, pensieri e note. Proposte al contempo innovative e tradizionali, che alla dinamica drammatica dell’immedesimazione dell’attore nel personaggio, contrappone piuttosto l’esposizione di una storia attraverso la mediazione di un io narrante. Ed anche quando il personaggio compare (come nello spettacolo di Cornacchione), l’attore disegna una maschera surreale, un ritratto sghembo e paradossale dell’uomo contemporaneo. Ad intrecciare e rafforzare il carattere autobiografico dei testi, l’ausilio della musica, che si affianca, si contrappone, e si intreccia alle parole, manipolate sapientemente da questo gruppo di straordinari cantori della contemporaneità.
Domenica 15 luglio h. 21.20 Teatro Astra – Bassano del Grappa (VI) ESCLUSIVA ESTATE 2007 Antonio Cornacchione Non svegliate Cecile, è innamorata Di Gerard Lauzier Regia Elio De Capitani con altri cinque attori da definire Una nuova scommessa teatrale è in corso… Un incontro tra due personaggi del mondo dello spettacolo, Antonio Cornacchione e Elio De Capitani che decidono insieme di dar corpo ad una commedia brillante uscita dalla penna corrosiva del vignettista francese Gerard Lauzier. E’un sogno nel cassetto per Cornacchione che finalmente porta in scena uno dei suoi autori preferiti e saluta il “Povero Silvio” dopo tre stagioni di grande successo. E’ una sfida per De Capitani, stimato regista teatrale della Compagnia dell’Elfo di Milano nonché attore protagonista, in tempi recenti, del film di Nanni Moretti “Il Caimano”, che torna sui temi della commedia di un autore contemporaneo. La storia si sviluppa all’interno di un appartamento. Due donne parlano animatamente. Francoise sta per abbandonare Alain ed esce di casa con le valigie accompagnata dall’amica Monique. Dopo pochi minuti nello stesso appartamento giungono Alain e Roland completamente ubriachi. Convinti che Francoise stia dormendo nella sua stanza cercano come possono di non disturbare e si raccontano i desideri di cambiamento che vorrebbero attuare nella loro vita sentimentale. Ma un vicino di appartamento, causa una parete troppo sottile, raccoglie le confidenze tra i due e crea uno scompiglio tale che nulla sarà come prima nelle loro vite….
Martedì 31 luglio h. 21.20 Castello degli Ezzelini – Bassano del Grappa (VI) Gian Antonio Stella – Gualtiero Bertelli Il maestro magro. Storie canti e immagini degli anni cinquanta Tratto dal romanzo “Il maestro magro” di Gian Antonio Stella con Gualtiero Bertelli, Gian Antonio Stella e la Compagnia delle Acque: Giuseppina Casarin – voce Sandra Mangini – voce Paolo Favorido – tastiere Michele Troncon – batteria e con la partecipazione di Maurizio Camardi – saxofoni e flauo traverso testi e ricerca iconografica Gian Antonio Stella ricerca musicale Gualtiero Bertelli musiche originali di Gualtiero Bertelli e Paolo Favorido produzione La Piccionaia – I Carrara Gian Antonio Stella, 49 anni, vicentino, fa l'editorialista e l'inviato di politica, economia e costume al "Corriere della Sera". Sposato, un figlio, cuoco dilettante di un certo talento e chitarrista di appassionata mediocrità, vive un po' a Roma, un po' vicino a Venezia, un po' in giro. Vincitore di molti premi giornalistici, ha scritto vari libri. Tra i più noti "Schei", “L’Orda quando gli albanesi eravamo noi”, "Dio Po / gli uomini che fecero la Padania", "Lo spreco", "Chic", "Tribù" e “Il maestro magro”. Da alcuni anni collabora con Gualtiero Bertelli e la Compagnia delle Acque in una serie di progetti teatral-musicali che hanno dato vita a spettacoli di successo come “L’orda” e “Odissee” L’ultimo della serie, tratto da “Il maestro magro”, racconta gli anni duri e bellissimi dell´immediato dopoguerra attraverso l´avventura, dalla Sicilia al Polesine, dal Polesine a Venaria, di Osto e di Ines. Un viaggio di parole, immagini, cinegiornali Luce e canzoni nel passato più cupo e più allegro della nostra storia, in un paese che tornava a vivere e che finalmente vedeva calabresi e veneti, pugliesi e romagnoli mischiarsi insieme nella cintura torinese. Dove le bidonville e i condomini si riempirono di personaggi irresistibili dalle fantastiche vicende umane. La rappresentazione prende dall’opera originaria soprattutto gli elementi di contesto che essa propone, raccontando in questo modo le diverse facce di un’Italia laboriosa e credulona, ottimista e disperata, povera e incantata dai segni del miracolo ormai alle porte. C’è tutto questo nello spettacolo e viene raccontato dalle canzoni, rimbalza nelle immagini e nei cinegiornali, si dipana nel racconto dell’autore. L’intera rappresentazione gioca sulla sorpresa: immagini sconosciute di un mondo così vicino, canti quasi ignoti di grandi autori, racconti assolutamente veri ai margini dell’incredibile. Sono passati più o meno cinquant’anni da allora: è praticamente ieri eppure sembrano voci, storie, immagini… di un altro mondo.
Giovedì 2 agosto h. 21.20 Castello degli Ezzelini – Bassano del Grappa (VI) Marco Paolini e I Mercanti di Liquore Miserabili. Io e Margaret Thatcher Testi di Andrea Bajani, Lorenzo Monguzzi, Marco Paolini, Michela Signori, Musiche dei Mercanti di Liquore (Lorenzo Monguzzi, Piero Mucilli, Simone Spreafico), Consulenza storica Giovanni De Martis, Consulenza musicale Carlo Rebeschini, Disegno luci Andrea Violato, Consolle luci Monia Giannobile, Consolle audio Lorenzo Caperchi, Direzione tecnica Marco Busett, Produzione Michela Signori, Jolefilm "Miserabili" è un racconto in forma di ballata. Monologhi, canzoni e brevi narrazioni compongono dei quadri per raccontare la metamorfosi della società italiana a partire dagli anni ’80. In questo senso "Miserabili" è anche la prosecuzione del percorso degli "Album", un’autobiografia collettiva di certi italiani. E’ l’economia l’argomento principale della ballata, l’intreccio di “macro” e “micro”, le ricette e le delusioni di questo passato prossimo che sconfina nel presente. "Miserabili" è un work in progress per vocazione, perché è anche un modo di ragionare ad alta voce e senza pregiudizi sull’influenza, sempre crescente, delle regole (e dell’assenza di regole) di mercato, sul nostro modo di immaginare il futuro senza progettarlo, di vivere il presente, di rimuovere la memoria. Margaret Thatcher è la protagonista di un dialogo immaginario con Nicola, il protagonista degli Album di Marco Paolini, è il simbolo vivente della metamorfosi della nostra società non più ristretta da confini nazionali. La presenza della musica è molto forte, i Mercanti di Liquore hanno composto tutte le musiche e le eseguono dal vivo, mentre Andrea Bajani, autore di libri sul mondo del lavoro come "Cordiali saluti" e "Mi spezzo ma non m’impiego", ha collaborato alle ricerche e alla stesura dei testi.
Venerdì 10 agosto h. 21.00 Castello degli Ezzelini – Bassano del Grappa (VI) ESCLUSIVA ESTATE 2007 Mario Perrotta – Tetes de Bois Odissea: viaggio verso parole e musica Di Nicola Bonazzi e Mario Perrotta, Con Mario Perrotta e i Tetes de Bois Un’originale rilettura delle vicende narrate da Omero, dove il “viaggio” assume proporzioni epiche e si ravvisa una vaga riluttanza di Ulisse al ritorno definitivo. Ulisse, in sostanza, è colui che “non vuole tornare”. Per lui il viaggio è lasciare un posto per approdare ad un altro. E’ una condizione dell’anima che consiste nel soffrire il luogo presente, guardando al futuro in un posto altro. Assieme ad Ulisse un esercito di personaggi, animati dalla penna di Omero, che nel nostro tempo assumono nuove identità. Chi è oggi Circe? E Nausicaa? Chi è che usa la forza bruta ma ci vede da un occhio solo? E chi sono le sirene ammaliatrici? Chi sono tutti costoro se guardiamo il mondo dal nostro punto di osservazione, dall’Europa centrale? E se lo guardo dall’Africa? O dall’Europa dell’Est? La parola di Omero è “Detta” e si trasferisce oralmente, subendo contaminazioni continue, sino ad una definitiva trascrizione. Ignorando quest’ultimo passaggio, metterci mano e ridirla ancora, nel proprio dialetto, in quello di altri, o ancora così come lo direbbe uno straniero nel suo italiano stentato. Creare un nuovo dire, una lingua altra, organizzandola musicalmente, verificando e cantando. Su questi temi e con queste modalità Mario Perrotta in tandem con Nicola Bonazzi (già coautore di Italiani Cincali e La Turnata) presenta i primi studi di un nuovo spettacolo che cerca un corto circuito tra mito e cronaca, utilizzando quella favola tragica che è l’Odissea per parlare di oggi, de nostri Ciclopi e dei nostri Ulisse. E anche questa volta nascerà uno spettacolo, un viaggio tra musica, parole, dialetto e mito che, in occasione dell’evento unico pensato per Operaestate, sarà accompagnato dalle suggestioni musicali dei Tetes de Bois, dalle atmosfere dei loro suoni e dei loro testi, in una fusione di percorsi già sperimentata in altre occasioni.
Giovedì 30 agosto h. 21.00 Chiostro del Museo – Bassano del Grappa (VI) La Piccionaia – I Carrara Strada Carrara Progetto di Laura Curino, Titino Carrara, Federico Bertozzi, regia Laura Curino con Titino Carrara Strada Carrara è una partitura per attore solo nella quale Titino Carrara racconta la sua infanzia di attore girovago, con una delle ultime famiglie d’arte ancora attive del nostro paese: I Carrara. Il racconto di un’esistenza nomade e zingara, lontana dagli schemi borghesi ai quali la nostra società ha teso dal dopoguerra ai giorni nostri. Un soggetto che affronta il tema della diversità, rivelando una pratica teatrale appartenuta alla storia italiana, fatta di carovane e teatri mobili, espedienti e repertori teatrali sconfinati, recitati a volte all’impronta e misurati sull’esigenza e il gusto estemporaneo della piazza. Gusto dal quale è dipesa la reale sopravvivenza di una famiglia, che ha fondato sull’arte l’unica possibilità di sostentamento. Un mondo che oggi pare lontano e che sembra assimilabile all’odierna condizione delle famiglie circensi o ai giostrai girovaghi, ma la cui peculiarità “nobile” fece coniare a Benito Mussolini la definizione di “Zingari di lusso”. Perché di questo si è trattato, in fondo: di una continua lotta per l’affermazione di un’identità artistica e nobiliare, in un paese in trasformazione in bilico tra poesia e zingarismo alla ricerca di valori materiali e non incline a volersi riconoscere in realtà alternative.
PROSPETTIVA GOLDONI Rimaneggiare Goldoni, prendere spunto dai suoi testi per raccontare il nostro presente. Per riscoprire quel mondo interno alla commedia, tolto dal vero e perfettamente sviluppato nelle situazioni e nel dialogo, per recuperare i suoi impareggiabili caratteri. L’uomo tout-court, concepito non come aggregato di qualità astratte ma colto nella pienezza della vita reale, con tutti gli accessori sociali che lo mettono in relazione con il suo tempo. E poi i luoghi, che nella scrittura goldoniana hanno un significato profondo, dal momento che non si limitano a descrivere o contestualizzare una situazione ma raccontano, a volte più dei personaggi stessi. Operaestate ha da sempre riservato un’attenzione particolare ai luoghi di rappresentazione. Ville, piazze, angoli dimenticati sono stati riportati alla luce diventando inedita sede di spettacolo. Nell’elaborare questo progetto non si poteva quindi fare a meno di entrare a contatto con i luoghi goldoniani, come alcune splendide ville venete, creando un ponte spaziotemporale tra il 700 ed oggi per scoprire come quegli stessi luoghi non hanno mai smesso di parlarci.
Giovedì 12 luglio h. 21.20 Teatro Astra – Bassano del Grappa (VI) PRIMA NAZIONALE Centro Sperimentale di Cinematografia - Festival Quartieri dell’Arte – Operaestate Il ragazzo con l’albergo Di Gian Maria Cervo da La Locandiera di Carlo Goldoni con Roberto Zibetti e gli allievii del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma Regia di David Warren. Un'esplorazione drammaturgica fondata sull'inversione dei generi sessuali. Al posto di Mirandolina c'è un “sex-symbol” maschile assediato da tre donne-manager. Viaggio nelle realtà e nelle finzioni delle identità del terzo millennio che sfida e rompe la routine, alternando linguaggi di alta finanza e rilevazioni intimistiche. Alla guida di questo progetto il regista di "Desperate Housewives" David Warren, attivo anche sui palcoscenici di Broadway (recentemente ha debuttato con la prima mondiale della versione di David Mamet di "The Voysey Inheritance" raccogliendo il consenso unanime dei critici americani). Scrive Gian Maria Cervo, che ha realizzato la riscrittura del testo goldoniano: "Mi interessa La locandiera come testo di trasformazione; trasformazione sociale, sicuramente; ma anche trasformazione in senso drammaturgico: sono affascinato dalla struttura che scandisce le scene attraverso il numero di entrate e uscite. Ogni entrata, ogni uscita è un cambiamento emotivo. Nella mia riscrittura ho voluto lavorare sul rafforzamento della dimensione trasformativa di entrate e uscite: alcune scene si chiamano trasformazioni. E mi interessa La locandiera per il suo realismo perchè nella riscrittura, nella stesura de "Il ragazzo con l'albergo", mi ha portato a chiedermi cosa significhi realismo nel ventunesimo secolo, nella società dell'informazione, dove gli alberghi si sforzano di creare sogni concretizzati per i loro ospiti, dove tutto sta dentro tutto e dove perciò il quotidiano rivela sempre di più sotto la sua scorza miracoli, mostri e sorprese. Ma soprattutto mi interessano le potenzialità tematiche de "Il ragazzo con l'albergo" perchè l'albergo diventa una metafora della personalità del ragazzo e una metafora di Internet: che oggi è la metafora per eccellenza di una trasformazione economica sociale e vitale."
Mercoledì 18 luglio h. 21.20 Castello degli Ezzelini – Bassano del Grappa (VI) PRIMA NAZIONALE Associazione Culturale Kairòs – Vortice – Operaestate Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni Regia di Alberta Tonnato Personaggi e interpreti: Arlecchino Vanni Carpendo - Pantalone Stefano Rota - Clarice Lucia Schierano - Il Dottore Paola Brolati - Silvio Luigi Ballarin - Beatrice Linda Bobbo - Florindo Beppe Casales - Brighella Christian Renzicchi - Colombina Betty Andriolo Aiuto regia Sara Paolini Luci Paolo Zanin Foto di scena Giovanni Tomassetti. Costumi Federica Preto e Camilla Toso Elementi scenografici Federica Preto e Camilla Toso Il servitore di due padroni è un testo a cui avvicinarsi in due modi: con timore reverenziale e con una, necessaria, buona dose di incoscienza. A mantenere l'equilibrio tra queste due componenti devono esserci il rispetto, la curiosità e la voglia di perdersi nel labirinto di equivoci, travestimenti, sdoppiamenti e simmetrie che fanno di questo testo un capolavoro assoluto. E' inevitabile confrontarsi con il mito dell'Arlecchino di Strehler, che in questo progetto diventa un punto di riferimento complementare al testo goldoniano. Il gioco meta-teatrale che caratterizza e rende geniale la messa in scena del regista milanese è stato studiato, ripreso e interpretato in termini attuali: la compagnia di comici che dà vita allo spettacolo non è una compagnia "datata" con tanto di suggeritore e capocomico, ma è una compagnia che porta sulla scena tutte le dinamiche e le problematiche di chi fa teatro ai nostri giorni. Gli attori impegnati in questa produzione vengono da esperienze diverse a cavallo tra teatro in lingua veneta e teatro di ricerca, tra teatro di parola e teatro fisico. E proprio questa dicotomia, che molto spesso caratterizza il teatro nella nostra regione, fa nascere il desiderio di intraprendere una sfida: coniugare tradizione e innovazione, lavoro sul testo e improvvisazione, studio del movimento della Commedia dell'Arte e di quello più¹ vicino al teatro contemporaneo; ma soprattutto fa nascere il desiderio di coniugare la stilizzazione delle maschere e il bisogno di verità , imprescindibile nel teatro contemporaneo. Questa messa in scena de Il servitore di due padroni mette in risalto il contrasto tra la difficoltà e l'incertezza della vita degli attori e la leggerezza, la perfezione del gioco scenico inventato da Goldoni; analizza e si interroga sul senso che può avere per una compagnia di giovani nel 2007 studiare e confrontarsi con un capolavoro del passato, nella certezza che sia impossibile presentarsi al pubblico se non si lavora, con onestà, sempre a partire da se stessi.
TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA: Domenica 29 luglio h. 21.20 Villa Jonoch – Loria (TV) Le smanie per la villeggiatura Compagnia Maan
Mercoledì 1 agosto h. 21.00 Villa Mastai Ferretti – Molvena (VI) Le avventure della villeggiatura Compagnia Maan
Venerdì 3 agosto h. 21.00 Piazza Europa – Pove del Grappa (VI) Il ritorno dalla villeggiatura di Carlo Goldoni Compagnia Maan - Con Giorgia Penzo Nicola Cavallari Alberto Caramel Marcello Franca Stefania Nicolini e con la partecipazione straordinaria del Principe Maurice Agosti Costumi Paul Mochrie Disegno luci Nevio Cavina Regia Davide Schinaia Nello splendido scenario di tre suggestive ville venete prende forma una originale edizione della “Trilogia della villeggiatura” che si ispira proprio all’ambientanzione dei luoghi per creare tre veri e propri eventi esclusivi. Il tema della villeggiatura permette a Goldoni di mettere in luce, con una vena critica ed ironica, le attitudini dei suoi tempi, che vedevano famiglie medio-borghesi rincorrere i lussi di una vacanza che superasse sempre le precedenti per divertimenti, agi, ospitalità. Dietro questi “indaffarati ozi” nel turbine vacanziero, tra amori ed amoretti, folli preparativi, valigie fatte e disfatte, abiti alla moda e chiacchere da giardino, si celano gli sgomenti dei personaggi di fronte a questi effimeri piaceri. E quello che sembra un trittico di commedie, è in realtà un unico dramma, che usa il sorriso per dissimulare una riflessione amara sulla vacuità dell’intrattenersi con il gioco e con lo spendere denaro, pur di allontanare il più possibile il pensiero di un tempo inesorabile che si mangia la vita e che è sempre troppo breve per lasciar capire fino in fondo chi si è e cosa davvero si vorrebbe. La trilogia goldoniana esordisce con un primo testo, le Smanie, che è quasi una farsa, fatta di contrattempi, equivoci e imbarazzi da pochade. La seconda commedia, di transizione, è una visione poetica dei personaggi e delle Avventure della vacanza, gli amoretti, il tirar tardi, il gioco, le mangiate e il caffè. Per ultimo, un Ritorno “cechoviano”, pieno di rimpianti, melanconia, consapevolezza di una gioventù finita e nuovi addii. Questi testi parlano di ciò che viviamo, ne parlano guardandoci dalla distanza di due secoli, trasfigurando in modo surreale le nostre eredità di moderni villeggianti che hanno, in piccolo e con alcune varianti, vizi e virtù identici. Ma in questa rilettura il parallelo è ancora più evidente, attraverso un esperimento-tradimento: con lo studio dei gerghi giovanili dagli anni sessanta ad oggi, leggendo testi, romanzi, canzoni, dizionari, la compagnia la lavorato sul personaggio di Vittoria, cercando di darle una lingua niente affatto goldoniana, piena di neologismi, pur cercando di rispettare, nei significati e nello spirito, la scrittura di Goldoni.
I LUOGHI DEL TEATRO Cinque donne che parlano, si raccontano, ci confidano storie di vita, pensieri e affetti che, per quanto unici e personali, alla fine riguardano tutti perché nulla ci è estraneo. Volti appartenenti a spazi ed epoche diversi, dove idee, sentimenti, impulsi e memorie attraversano il tempo. Espressioni forti e vibranti che ci coinvolgono emotivamente e ci inducono a riflettere, a cercare altre risposte e a rilanciare altre domande. Donne, sguardi e corpi che lottano per recuperare un equilibrio tra fantasia e realtà, tra giovinezza e maturità. Donne che ci aiutano a farsi ascoltare, ad esplorare forze ed resistenze dell'animo femminile. Cinque grandi protagoniste del teatro di narrazione di ieri e di oggi offrono al pubblico il loro talento, la loro sensibilità per tracciare il profilo di un mondo dove ogni donna è forza creatrice, muro portante per costruire un futuro di autentica umanità.
Domenica 22 luglio h. 21.20 Monte San Nicolò – Fonte (TV) Giuliana Musso - Nati in casa Di Giuliana Musso e Massimo Somaglino tecnico di scena Claudio Parrino produzione Teatro Club Udine Un intenso monologo scritto a quattro mani da Massimo Somaglino e da Giuliana Musso, che ne è anche l'interprete: è la ricostruzione epico - popolare di una figura di piccolo eroismo ritagliata dai senza storia delle compagne del Nord - Est non ancora opulento, la levatrice che, nel rispetto dei tempi della natura, aiutava le donne nel momento più delicato del loro essere madri. Una commovente narrazione al femminile che non manca di accompagnare il lavoro della memoria con delle sferzate graffianti di satira alla disumanizzazione ospedaliera del presente e di denuncia alla brutalità mercantile del mondo contemporaneo. “Si nasceva in casa, una volta. Nei paesi c’era una donna che faceva partorire le donne. La “comare”, la chiamavano, era la levatrice, l’ostetrica insomma. Nati in casa racconta la storia di una donna che fu levatrice in un paese di provincia di un nord-est italiano ancora rurale. Storia tutta al femminile, dunque, storia di una dedizione costante e quasi sommessa al destino di una gente, che dura una vita e che non si risolve mai in un unico eroico gesto ma che rivoluziona il mondo dal di dentro, piano piano. Una vicenda non si trova nei libri di storia ma nel ricordo delle persone. Raccolta attraverso tante interviste e disegnata tracciando linee semplici tra un aneddoto e l’altro, memorie di fatti eccezionali solo per chi li vive”.
Sabato 28 luglio h. 21.20 Grotte di Oliero – Valstagna (VI) ANTEPRIMA Laura Curino – Natalino Balasso Viaggiatori di pianura Reading preparatorio per uno spettacolo Di Gabriele Vacis e Natalino Balasso Con Laura Curino e Natalino Balasso Nel vagone di un treno ad alta velocità, che attraversa una pianura che si muove a bassa velocità, si incontrano casualmente alcuni viaggiatori. Loro non lo sanno, ma hanno qualcosa in comune: sono in qualche modo dei reduci. Cominceranno a raccontarsi le proprie storie e scopriranno di essere tutti scampati all'acqua. L'acqua del Polesine, l'acqua di New Orleans, l'acqua dello Tsunami, l'acqua dei mille posti inondati, più o meno conosciuti. Come nei racconti dei pescatori, tutto sembra prendere il tono di una sfida a chi l'ha scampata meglio, a chi ha avuto l'avventura peggiore. Ma alla fine si potrebbe scoprire che qualcuno non la conta giusta, chi è? e perchè sta vivendo la vita di un altro? Questa è la trama di uno spettacolo in preparazione, del quale Laura Curino e Natalino Balasso, spalleggiati dal regista Gabriele Vacis, leggeranno una serie di brani, ricercheranno insieme al pubblico le sfaccettature di personaggi già intagliati ma non rifiniti. L'acqua del mondo si sposta da una parte all'altra, s'innamora della luna sballottando i nostri destini. Il mare è uno solo e ha i fiumi per chioma, e noi, come al solito, cerchiamo nelle cose un ordine che ci faccia aggrappare alla salvezza.
Martedì 14 agosto MAT Magazzino Tabacchi - Solagna (VI) Lucia Schierano - Caterina - Una strega nel Cinquecento Di Daria Martelli Interprete Lucia Schierano Regia Maria Luisa Biancotto Adattamento del dramma Le streghe di Daria Martelli (premio Vallecorsi per il teatro XXXI edizione) Il monologo, che si snoda tra racconto ed interpretazione dei personaggi evocati, propone una lettura psicologica e poetica di quel fenomeno storico che va sotto il nome di “caccia alle streghe”. Ricostruita sulle testimonianze dei processi per stregoneria, la vicenda di Caterina, ambientata in un villaggio della Valcamonica dove nel 1518 furono bruciate diverse “streghe”, porta alla luce una realtà di cui c’è traccia nei documenti ma che gli inquisitori vollero occultare o travisare. La strega non è quella descritta da una lunga tradizione, bensì la saggia che, depositaria di un sapere trasmesso al femminile, cura con le erbe e con la parola. Caterina, l’adolescente scontrosa e ribelle che cerca un modo di essere donna diverso dall’usuale, ci propone un’altra accezione di stregoneria. Il dramma che si svolge contemporaneamente sia in una dimensione pubblica e corale che nell’intimità degli animi, offre spunti di verità da meditare. Può essere letto come una metafora della persecuzione della differenza in ogni epoca. In scena Lucia Schierano sostiene un numero ampio di volti e di caratteri, oltre alla voce del narratore sempre presente, dimostrando con classe prelibata l’equazione che vorrebbe l’attore capace di ospitare dentro di sé, digerire ed esplicitare una molteplicità di personaggi e aspetti.
I SAPORI DEL TEATRO Il progetto che negli anni ha caratterizzato fortemente la programmazione di Operaestate torna dopo la pausa dello scorso anno e trova ad Asolo la sede ideale per presentare un’originale selezione di proposte a metà tra teatro cibo e letteratura, spettacoli veri e propri e occasioni per ricche degustazioni. Cibo e teatro, recitare e mangiare, e a partire da questi incontri seducenti trovare l’occasione per conoscere, attraverso il cibo e le storie raccontate, culture e popoli vicini e lontani. Una tre giorni dedicata a quello che è diventato un vero e proprio genere teatrale con appuntamenti che scandiscono l’arco della giornata per accompagnare gli spettatori tra i piaceri del cibo a teatro.
Mercoledì 1 agosto h. 21.00 Cortile Castello Cornaro - Asolo (TV) Teatro dell’Orsa - Convivium - Menu letterario in musica e parole Di Monica Morini Claudia Catellani al pianoforte Convivium è un viaggio nelle leggende, nel mito e nella storia, a caccia di profumi e sapori, piatti prelibati e afrodisiaci. Un menù accattivante che invita a gustare le parole delle più belle pagine della letteratura, là dove cibo, amore e memoria si confondono e negli accostamenti degli aromi è nascosta la capacità di accendere e risvegliare desideri, ricordi, sentimenti. Dalla pasta di miele e mandorle di Cleopatra alle quaglie di Babette, dagli intingoli afrodisiaci della Esquivel agli arancini di Montalbano. Da consumarsi preferibilmente prima, dopo o durante l'assunzione di ottimo cibo.
Venerdì 3 agosto h. 21.00 Sede da definire - Asolo (TV) Teatro in Polvere - Teatro Cucina Intrattenimento conviviale in 5 portate e in 2 atti per 30 spettatori, uno spettacolo di Elisabetta Faleni e Valentino Infuso Con Laura Gamucci/Corinna Agustoni e Valentino Infuso e con il musico Roberto Zanisi, compositore del gusto Davide Oldani regia Elisabetta Faleni da un’idea di Valentino Infuso Teatro - Cucina è molto di più che un semplice spettacolo. E' una sperimentazione originale, che trasporta sul palcoscenico l'arte culinaria come metafora dell'atto teatrale in sè. E' stato definito dalla critica un "impasto di teatro, musica e cibo da una piacevole sensazione di amor proprio." La compagnia lo ama presentare così: "Trenta spettatori, commensali a un unico inusuale banchetto in cui ciò che viene servito è frutto dell’agire dell’attore in un “impasto” scenico tra musica e farina, danza e acqua, canto e vino. Non resta che abbandonarsi... lasciarsi nutrire nel corpo...nell’anima. Il gesto si fa pietanza, la parola vino... i sensi si arrendono, travolti da sapori ricercati nella memoria, da profumi e odori speziati, da suoni e rumori che scandiscono il ritmo di uno stato d’animo, da colori della terra e forme che ricordano il passato. È una possibile simbiosi tra linguaggio gastronomico e linguaggio teatrale, entrambi modi di comunicare potenti e universali che affondano le radici in un passato arcaico dell’umanità. Il tempo e lo spazio in cui si svolge l’evento, sono quelli teatrali. Ciò permette di uscire dalla frenetica quotidianità, per immergersi in una dimensione quasi onirica, tipica del teatro, ma concreta e palpabile del desinare. Non è uno spettacolo a cui assistere mentre si mangia, ma è uno spettacolo da mangiare..."
PER-CORSI DI POESIA Un progetto dedicato alla poesia contemporanea. Un tema molto caro alla storia culturale di Cittadella, che con il suo premio promosso da Bino Rebellato ha dato importanti riconoscimenti a tutti i più grandi poeti del ‘900, ma che ha anche lanciato giovani talenti. E proprio a partire da questi, soprattutto dai nuovi poeti veneti, verrà studiato un particolare percorso che porterà gli spettatori ad attraversare l’intera cinta muraria che circonda la città, adeguatamente illuminata, dove incontreranno gli attori della compagnia Anagoor interpretare alcuni dei testi di questi autori emergenti. La serata si concluderà presso la Chiesa del Torresino dove verrà proposto un recital dedicato a due poeti dell’ultima generazione che trovano nel teatro il luogo privilegiato per trasmettere le loro straordinarie liriche.
Sabato 1 e Domenica 2 Settembre h. 21.00 Cinta muraria di Cittadella (PD) PRIMA NAZIONALE Anagoor - Ciclogenesi Regia di Simone Derai testi di Giulio Mozzi, Tiziano Scarpa, Giuseppe Caliceti ed altri. Un viaggio ideale lungo le mura di Cittadella accompagnati dai versi di giovani poeti contemporanei. Una selezione di testi che intende indagare l’universo emotivo contemporaneo nella persuasione che i sentimenti siano diventati altro da quel che erano, ma continuiamo a chiamarli (e quindi a immaginarli) come se fossero ancora sostanziati della loro materia originaria. A partire dalle suggestioni offerte dal luogo, fino all’interpretazione dei giovani attori e dei poeti coinvolti, tutto contribuirà a costruire un viaggio ideale, assolutamente originale ed unico nel suo genere, tra le infinite sfumature dell’universo poetico contemporaneo.
Sabato 1 settembre h. 22.00 Chiesa del Torresino - Cittadella (PD) Patrizia Valduga - Parola di poeta Patrizia Valduga è nata a Castelfranco Veneto nel 1953 e vive a Milano. Ha tradotto i sonetti di John Donne e da Mallarmé, Kantor, Valery, Crebillon, Moliére, Céline, Cocteau. Patrizia Valduga si distingue fra i poeti contemporanei, per la particolarità della sua ricerca sul linguaggio, come avverte Luigi Baldacci in una sua nota introduttiva a Medicamenta e altri medicamenta (1989). Scrive Baldacci: "La Valduga ... ha fatto sua la crisi di linguaggio della poesia moderna. Non è un poeta in crisi, ma un poeta che parla con la crisi, servendosene. E nessuno ha colto, come lei, la situazione di impossibilità che ha lasciato dietro di lei il discorso di Montale: non perché fosse impossibile dire meglio, dire di più, ma perché è ormai impossibile dire qualcosa con quelle parole. In questa camera carceraria ... sono ammessi ancora dei giochi; ma il più importante non è quello erotico: è quello di chi si diverte a ritagliare il linguaggio degli altri, a lavorare di forbicine e colla. ... non so trovare o vedere, oggi, un linguaggio poetico che sia più linguaggio di questo". Baldacci intravede in questo uso del linguaggio la metafora di uno strazio: "questa capacità di canto e di strazio è solo delle donne, o meglio della poesia femminile (che è una categoria aperta a tutti), e poiché Patrizia Valduga possiede al massimo grado questa capacità; nel senso che ... strazia il proprio canto, lacera il patrimonio di parole che le è venuto in eredità dalla tradizione; ecco che questa poesia è per me qualcosa che, nell'accezione che abbiamo detto, sopravanza ogni contemporaneo".
Domenica 2 settembre h. 22.00 Chiesa del Torresino - Cittadella (PD) Teatro Valdoca – Mariangela Gualtieri Senza polvere senza peso Recital di Mariangela Gualtieri Tra le interpreti della nuova poesia più sensibili e intense Mariangela Gualtieri è nata a Cesena e si è laureata in Architettura all’IUAV di Venezia. Nel 1983 ha fondato, insieme a Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga. Fra i testi pubblicati: Fuoco centrale e altre poesie per il teatro (Einaudi, 2003), Senza polvere senza peso (Einaudi, 2006) sul quale ha costruito questo originale recital poetico. Se i versi di Fuoco centrale erano stati scritti originariamente per il teatro, questi di Senza polvere senza peso sono nati lontano dalla scena, o comunque indipendentemente dal lavoro teatrale di Mariangela Gualtieri. Per questo, probabilmente, si può riscontrare un ritmo più calmo e una pronuncia più interiorizzata. Ma c'è una differenza meno tecnica e più profonda: fermo restando un io attraversato, e anche tormentato, da voci plurime, questa raccolta è caratterizzata da una tensione positiva, da un filo rosso di gioia, che si concretizza anche nei versi d'amore per figure familiari. Restano gli «aculei nella voce», così peculiari di Mariangela Gualtieri, ma c'è in queste poesie una felice accettazione del fuoco provocato da ogni possessione. Che è forse la condizione poeticamente più fertile per poter «essere radiosonda | del niente che trasforma | il trascendente in cose».
V TEATRO CONTEMPORANEO IN FORMA DI FESTIVAL Proseguendo il disegno iniziato con Riforma, Castelfranco Veneto torna protagonista di un progetto sui linguaggi più fortemente contemporanei a cura della compagnia Anagoor. Il programma del 2007 perlustra le zone più acclamate del teatro italiano di ricerca invitando alcuni degli artisti più celebri delle ultime generazioni. Dopo il clan Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio e la loro Stoa, quest’anno Anagoor ha contattato l’enfant terrible del teatro italiano: il bolognese Pietro Babina, la sua complice Fiorenza Menni (premio UBU come miglior attrice 2005) e il loro Teatrino Clandestino. Accanto a loro due stelle della performance contemporanea italiana: Sonia Brunelli e Claudia Castellucci, E poi ancora i giovanissimi Rodisio di Parma (recentemente insigniti del premio L’Oro del Reno) e la musica degli East Rodeo.
Domenica 26 agosto h. 18 .00 Teatro Accademico – Castelfranco Veneto (TV) Sonia Brunelli - Doma Di e con Sonia Brunelli con Sonia Brunelli, costumi Federica Forni, luci Giacomo Gorini, arpeggio Graziano Versari Dall’analisi del mondo animale nasce questa sorta di enciclopedia dei movimenti. Il risultato è una performance che riproduce corpi, forme e posture presenti in natura.
Domenica 26 e 27 agosto Villa Revedin Bolasco Castelfranco Veneto (TV) PRIMA NAZIONALE Anagoor - Peep Show Con Anna Bragagnolo, Pierantonio Bragagnolo, Federica Mazzocco, Paola Dallan, Marco Menegoni, Serena Bussolaro, Moreno Callegari. In scena i cavalli del Centro Equestre Prato Verde di San Zenone degli Ezzelini (TV). Training equestre degli attori a cura degli insegnanti del Prato Verde. luci: Simone Derai, paesaggi sonori: Simone Derai, Marco Menegoni, Paola Dallan, Mauro Martinuz regia e scene Simone Derai Quando il sipario svela la scena, l’occhio dello spettatore si affaccia su un abisso: un precipizio nel quale si ha paura di trovare un non so che di vergine e di indomato. La rappresentazione drammatica stabilisce un canale privilegiato con un altrove. In questo sguardo c’è “la bacca e la bestia, c’è l’urlo, la morte, l’impetramento crudele”. In questo nuovo lavoro di Anagoor, la riflessione sullo sguardo dello spettatore, sui confini tra umano, bestiale e divino tracciati al di là della cortina del sipario, sulla vertiginosa proteiforme molteplicità delle visioni teatrali.
Mercoledì 29 agosto Teatro Accademico - Castelfranco Veneto (TV) Teatro Rodisio Wonderful – Volevano la vita eterna Spettacolo Finalista Premio Scenario 2005, Vincitore Primo Premio del Festival "Loro del Reno 2006" di Manuela Capece e Davide Doro con Martino Bonari, Andrea Lesignoli, Giada Melley o Beatrice Baruffino, Sara Zanella di Manuela Capece, Davide Doro con Martino Bonardi, Andrea Lesignoli, Giada Melley, Sara Zanella con il sostegno di Tracce di Teatro d'Autore, Teatro delle Briciole Una sala da pranzo piena, troppo piena. Gesti rituali, sorrisi forzati, parole e silenzi. E in mezzo la finzione della vita quotidiana. Volevano la vita eterna, ma vivono una piccola apocalisse domestica. Una cena come tante, ma senza cibo e senza bevande, moltiplicazione della finzione e del vuoto che cozza contro il realismo esasperato della rappresentazione. Volevano la vita eterna, ed è solo la noia, l'ipocrisia, la violenza sottile e spietata dei rapporti umani. Nasce da uno studio delle opere di Pinter questo spettacolo che porta in scena per la prima volta quattro giovani attori, guidati da Manuela Capece e Davide Doro, coppia di registi che ha attraversato diverse esperienze del nuovo teatro degli ultimi anni.
Mercoledì 29 agosto Villa Revedin Bolasco - Castelfranco Veneto (TV) Stoa – Socìetas Raffaello Sanzio Ballo Capace di Agonia Realizzato dalla Stoa, scuola del movimento ritmico produzione: Socìetas Raffaello Sanzio, anno 2006 Con: Sara Angelini, Nicole Arbelli, Marta Battistella, Stefano Bartolini, Moreno Callegari, Agata Castellucci, Demetrio Castellucci, che ha creato la musica, Teodora Castellucci, Noemi Magnani, Nicoletta Martini, Giulia Merendi, Andrea Morbio, Ignazio Palazzi, Paride Piccinini, Vincenzo Reale, Eugenio Resta, Giovanni Scardamaglia, Filippo Tappi, Gaia Tombini, Agnese Trentin, Elena Turci, Marco Villari, Claudia Castellucci, insegnante. Il ballo sviluppa i tre modi essenziali della lotta: con sé, con l’altro, con l’insieme. La morfologia cerebrale, scissa in due emisferi, cova il primo momento del duello. I passi lo percorrono, spinti ora qua, ora là; i salti lo inalberano, in una magnetica incertezza terrestre. Il tempo non è più la misura di una distanza percorsa, ma è durata. Questo principio distingue il ballo dalla danza. La coincidenza tra mente e corpo è quella cui ambiscono il ballo e la ginnastica, discipline del tempo istantaneo e circolare. Per l’atleta e il ballante il pathos non può assolutamente essere rappresentato, e in ogni caso il problema è fugarlo, non esaltarlo. Lo sport è chiaramente evocato, o forse è meglio dire che viene fatto, perché dallo sport si mutua l’assenza totale di spessore filosofico e di ricerca d’apatia, non tanto morale, quanto espressiva. Il ballo non esprime assolutamente nulla. Il ballo va fatto e basta.
Venerdì 31 agosto Teatro Accademico - Castelfranco Veneto (TV) Teatrino Clandestino - Ossigeno Drammaturgia Ivan Vyrypaev, traduzione Alena Shumakova, regia, musica e adattamento testo Pietro Babina, con Fiorenza Menni e Marco Cavalcoli, costumi 051Bologna concept & apparel e Fiorenza Menni, capo tecnico Giovanni Brunetto, tecnico suono Marco Grassivaro, sound design Alessandro Saviozzi studio Arkì "Questa sera ascolterete dieci composizioni da un album nuovo: Ossigeno".Inizia così la nuova produzione di Teatrino Clandestino, che per la prima volta in Italia, mette in scena questo testo del pluri-premiato giovane autore russo Ivan Vyrypaev. Con la sua particolare struttura ritmica pop - sulla quale Pietro Babina ha costruito una partitura elettronica originale - e le sue forti tinte politiche permeate di ironia beffarda, Ossigeno racconta la storia di Andrea e Andrea, due giovani che si innamorano e che, attraverso la storia sgangherata e tragica del loro amore, ci parlano di come una generazione, quella nata negli anni settanta, abbia ereditato un mondo ormai consumato. Scandito in dieci discorsi ispirati ai dieci comandamenti biblici, lo spettacolo rende testimonianza della "nuova confusione mondiale" e di come proprio quei fondamenti morali della nostra civiltà vengano quotidianamente trasgrediti e sbeffeggiati.
Venerdì 31 agosto Villa Revedin Bolasco Castelfranco Veneto (TV) East Rodeo - Concerto La musica degli East Rodeo, prevalentemente strumentale, spazia tra sonorità jazz e ritmiche balcaniche in un contesto psichedelico. È una musica in continua metamorfosi che, lasciando spazio all’improvvisazione, tocca vari generi musicali. È una testimonianza di più tradizioni culturali (reali), un viaggio che parte dal caos dell’est per finire nello stesso caos dell’ovest. Dal vivo si presentano con il digital painting realizzato da Michele Sambin, che consiste nell’unire l’immagine al suono in tempo reale.
Info e prevendite: Biglietteria del Festival a Bassano: tel. 0424/524214 Numero Verde: 800.533633 e-mail: operaestate@comune.bassano.vi.it | | | | |