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   Teatro: periodo dal: 18/01/2008 al: 18/01/2008
L'Opera... al Cinema
Genere: Opera
Luogo: Vicenza
Indirizzo: Vicenza Comune: VICENZA
orari: 20.00
Località: Vicenza, Cinema Teatro Primavera via Ozanam


L'Opera... al Cinema: Maria Stuarda

Dal vivo dal Teatro Alla Scala di Milano venerdì 18 gennaio 2008.

Tragedia lirica in tre parti. Musica di Gaetano Donizetti. Libretto di Giuseppe Bardari. Direzione: Maestro Antonino Fogliani. Regia, Scene e Costumi: Pier Luigi Pizzi.

Le soprano Anna Caterina Antonacci nel ruolo di Elisabetta e Mariella Devia nel ruolo di Maria Stuarda, con Paola Gardina (Anna) danno vita a colpi d'ugola ad un coinvolgente duello tra primedonne. Francesco Meli (Leicester), Carlo Cigni (Talbot) e Piero Terranova (Cecil) completano il cast di un'opera intensa che ripropone la vicenda della sfortunata regina cattolica.

Atto I
Elisabetta annuncia le sue nozze future col re di Francia (Sì vuol di Francia il Rege), per poter rafforzare il regno. Essa è allegra, e Talbot approfitta della sua contentezza per chiederle un argomento delicato: Maria Stuarda. Talbot chiede alla regina la liberazione della povera scozzese, detenuta in un castello in mezzo al bosco, accusata di altro tradimento. Cecil, il gran tesoriere, invece esorta la regina a non aver pietà. La regina è dubbiosa: ella sa che Maria ama l'uomo amato anche da lei stessa: Roberto Leicester. Lo stesso Leicester viene incontrato da Talbot, che gli consegna un foglio: è da parte di Maria, a cui Talbot è andato appena fare visita (Questa imago, questo foglio). La regina, insospettita, riesce ad ottenere il foglio, e lo legge. Con furore, afferma che andrà subito alla prigione dove Maria Stuarda è reclusa per parlarle.

Atto II
Maria, reclusa nel castello, rievoca i bei momenti vissuti in Francia da bambina con la nutrice Anna (Oh nube, che lieve). La sua tranquillità viene turbata dai suoni delle trombe da caccia. Giunge Leicester, che spiega a Maria che la caccia è una scusa per Elisabetta per venire a vederla. Roberto la esorta a rimanere calma dinnanzi alla Regina (Da tutti abbandonata). Entrano Elisabetta e il suo seguito. Elisabetta rimprovera a una prostrata Maria di essere stata infedele alla corona inglese. Maria, all'inizio supplichevole, e poi insultata con disprezzo da Elisabetta, al colmo del furore, la copre d'insulti spregevoli (Figlia impura di Bolena, parli tu di disonore? Meretrice, indegna oscena, su di te cada il mio rossore! Profanato è il soglio inglese, vil bastarda, dal tuo piè!). Elisabetta, infuriata più che mai, la fa arrestare, promettendole la scure.

Atto III
Elisabetta, nei suoi appartamenti, è indecisa se ordinare la condanna a morte della Stuarda. L'arrivo di Leicester fa accendere in lei la gelosia, e le preghiere dell'amato non riescono a farla smuovere dal suo proposito (D'una sorella, o barbara). Nel castello, Maria teme che la regina si vendichi su Leicester, e in quel momento giungono Talbot e Cecil, a confermarle la condanna. Maria rifiuta di essere confessata da un prete protestante, essendo cattolica, come le offre Cecil. Rimasta sola con Talbot, chiede di essere confessata da un prete cattolico. Talbot rivela di essere prete cattolico, la confessa, e le assolve i peccati (Un'altra colpa a piangere). Maria sta per essere decapitata: i familiari, Anna, Leicester e Talbot l'attendono per vederla l'ultima volta (Vedeste? - Vedemmo), mentre Cecil si rallegra per l'imminente uccisione della rivale di Elisabetta. Maria appare vestita a lutto con la corona in testa. Implora Leicester di non imprecare ancora contro la condanna, e gli chiede di vederla morire. Scoppiano tre colpi di cannone, segno dell'avvio alla condanna: ma Maria si avvia serenamente al supplizio (Ah, se un giorno da queste ritorte).

Ore 20.00

Biglietto 10 Euro.

Info: 0444/964060


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