| | | Teatro: periodo dal: 02/03/2008 al: 02/03/2008 |  | | I Magnasoete | | Genere: Commedia | | Luogo: Altavilla Vicentina | | Indirizzo: Altavilla Comune: ALTAVILLA VICENTINA | | orari: 21.00 | | Località: Altavilla, Auditorium scuola Leonardo Da Vinci
I Magnasoete
“Marzo a teatro”, organizzato dall’Assessorato alla cultura e dalla Biblioteca di Altavilla con la collaborazione della Compagnia teatrale Theama Teatro di Vicenza, si presenta con brillanti e variegati gli spettacoli in locandina. L’apertura di domenica 2 marzo è affidata ad una pièce tratta dall’opera di Scapin, per passare poi, al secondo appuntamento rivolto ad un pubblico bambino e chiudere con una divertente raccolta di brani, poesie e musiche di autori veneti. Anche gli orari di programmazione sono stati diversificati, scegliendo la sera della domenica e del venerdì e aggiungendo il pomeriggio, cercando così di rispondere al meglio al pubblico invitato.
Primo appuntamento domenica 2 marzo con “I Magnasoete”, la brillante commedia di Virgilio Scapin sulla tradizione popolare veneta, che sarà portata in scena da Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese, accompagnati alle tastiere da Giovanni Panozzo, con la regia di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese. Ad ingresso gratuito, l’inizio dello spettacolo è fissato alle ore 21.00
La Compagnia Theama Teatro, guidata da Piergiorgio Piccoli, porta in scena tutto l'umorismo e il divertimento che caratterizza l'opera seconda del celebre scrittore vicentino. Un cast brillante (lo stesso Piegiogio Piccoli con Aristide Genovese e Giovanni Panozzo) prestano corpo e voce a i "mangiatori di civette" in una campagna vicentina ancestrale in cui il dialetto fa da trait d'union nei dialoghi tra Virgilio e il contadino veneto Firmino.
Il contesto di questi racconti di Scapin è quello riconoscibilissimo di un'area appartata del vicentino, con la dolce scalata dei verdi di alberi e campi che si dispongono sulla collina, in un'aria sgombra e chiara che raccoglie correnti in arrivo dall'altopiano. È lo sfondo appena accennato ma non per questo meno visibile in cui lo scrittore colloca la vicenda di Firmino, contadino piccolo proprietario. La figura di Firmino è tratteggiata da Scapin con profonda cordialità, simpatia e con comicità gioiosa. In questo ambiente arioso e terragno, che costituisce l'orizzonte unico della sua vita, Firmino affonda radici tenacissime e affronta la dura serie delle opere e dei giorni. Sospeso tra passato e presente, miracolosamente indenne alle trasformazioni socioculturali degli ultimi anni (anche se guida l'auto e il trattore e a casa sua c'è il televisore), egli si trascina dietro una visione del mondo fruita ormai unicamente come ritualità, con qualche minima crepa di consapevolezza e ironia.
Ore 21.00 | | | | |