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   Convegni e conferenze: periodo dal: 23/07/2004 al: 27/08/2004
Librincontro 2004
Genere: Culturale
Luogo: Recoaro Terme
Indirizzo: Recoaro Terme Comune: RECOARO TERME
orari: 21.00
Località: Recoaro Terme, Teatro Comunale


LIBRINCONTRO 2004

Il Comune di Recoaro Terme, nell'ambito delle manifestazioni culturali estive promosse dall'Assessorato alla comunità e dalla Biblioteca comunale, ospita la tredicesima edizione della rassegna letteraria LIBRINCONTRO.

Il filo rosso che lega gli incontri di quest'anno è il tema della Stori e dei Popoli che ne sono protagonisti: la storia delle genti venete, narrata da Pittalis e da Cibotto; la storia della Grande Guerra, narrata dalle vette del Monte Pasubio sulle quali si scontrarono austriaci e italiani ma anche la storia di un popolo, come quello armeno, che in quegli stessi anni veniva sterminato in nome di una 'pulizia etnica' che avrebbe trovato nel XX secolo altri esempi e imitatori. Di quel popolo, allo stesso tempo a noi così lontano eppure vicino, narra il libro di Arslan, finalista al Premio Campiello. Ma la storia è anche quella contemporanea - spesso inscindibile dalla cronaca quotidiana - che vede contrapporsi sullo scenario mondiale l'oriente e l'occidente, con l'Europa impegnata a trovare una collocazione precisa tra le potenti forze che si confrontano: questo il tema del libro di Teodori. La storia non può però leggersi al di fuori delle categorie della "modernità": ed è proprio un'analisi della modernità l'oggetto del volume di Galimberti, il quale ci invita a divenirne critici consapevoli. Così come 'moderno' è il successo del romanzo e del noir, di cui sono esponenti Lucarelli e Baldini, soprattutto quando l'invenzione trae spunto dalla realtà o riesce ad essere addirittura 'più vera del vero'.

Le serate a ingresso libero iniziano alle ore 21.00.

Info: IAT Recoaro Terme Via Roma, 15 Tel. 0445/75070 Fax. 0445/75158

IL PROGRAMMA DI LIBRINCONTRO 2004

Venerdì 23 luglio
Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli.

I vizi capitali hanno la caratteristica di essere dei vizi individuali che in seguito sono diventati delle patologie: l'avaro oggi non è più considerato un vizioso, ma un malato. I nuovi vizi, invece, sono vizi collettivi. Nel libro si analizzano i vizi della nostra società, per esempio il consumismo, oppure la sessomania, cioè una sessualità narcisistica per la quale il nostro corpo più che un corpo da amare diviene un corpo-manichino da ostentare, oppure la psicopatia, ovvero l'incapacità di percepire una risonanza emotiva nei confronti delle nostre azioni. Se si è immersi in un ambiente caratterizzato da un vizio sociale come può essere il consumismo si può fare poco in termini di reazione, si può fare molto al contrario in termini di consapevolezza. L'individuo, che non può sopprimere questo vizio perché è collettivo, può perlomeno desituarsi da questa viziosità. Inquadrare questi vizi in quanto tali fa sì che si possa parlarne, divenendone consapevoli e non scambiando per 'valori della modernità' quelli che invece sono solo i suoi disastrosi inconvenienti.

Venerdì 30 luglio
Antonia Arslan, La masseria delle allodole, Rizzoli (finalista Premio Campiello 2004).

La masseria delle allodole è la saga di due fratelli: il maggiore, Yerwant, lascia l'Armenia da ragazzo, studiando a Venezia e diventando medico di successo a Padova. Il fratello meno avventuroso e più legato alle tradizioni familiari, Sempad, rimane nel villaggio natale in Anatolia, facendo della sua farmacia una finestra sulle novità occidentali. Dopo molti anni di lontananza, nel 1915 i due fratelli combinano una rimpatriata: Yerwant con la famiglia si accinge a tornare in Anatolia, carico di doni e di nostalgia. Sempad arreda prestigiosamente la "masseria delle allodole", la villa in campagna, preparando un'accoglienza memorabile. Ma lo scoppio della guerra spezza all'improvviso ogni progetto e consegna l'intero popolo armeno allo sterminio: i turchi, alleati dei tedeschi, attuano il mostruoso piano di eliminazione delle minoranze etniche. E' qui che comincia, per le donne armene della città, un'odissea segnata da marce forzate, da umiliazioni e crudeltà. Sarà grazie alla loro tenacia che tre bambine e un "maschietto vestito da donna" riusciranno a salvarsi e a raggiungere Yerwant in Italia.

Venerdì 6 agosto
Il nuovo Noir italiano: Carlo Lucarelli e Eraldo Baldini.

Un incontro con due importanti autori del romanzo noir italiano: Carlo Lucarelli ed Eraldo Baldini. Da anni Lucarelli conduce in Tv una fortunata trasmissione dedicata a casi insoluti: "Blu notte. Misteri italiani". Dall'edizione 2003 nasce Nuovi misteri d'Italia. Se avete avuto occasione di vedere qualche puntata del programma avrete notato che, da abile scrittore, Lucarelli non dimentica la parte narrativa della storia (vera) che sta svelandoci e ne coglie le assonanze con altre storie (immaginarie), raccontate al cinema da grandi registi o sulla carta da romanzieri e giallisti. Eraldo Baldini ci racconta invece una storia cupa di solitudine e di ossessione, nelle nebbie di una provincia senza più anima. Un amore che ha troppe facce, e nessuna giusta. Un dolore antico che brucia inestinguibile e si alimenta delle delusioni quotidiane, trasformandosi in un dramma angoscioso mentre cade la neve di Natale.

Venerdì 13 agosto
Edoardo Pittalis, Dalle Tre Venezie al Nordest, Biblioteca dell'Immagine.

EDOARDO PITTALIS, editorialista e vicedirettore del "Gazzettino", presenta al pubblico il secondo volume intitolato "Dalle Tre Venezia al Nordest: 1950-2003", una raccolta di storie, una sintesi degli eventi più eclatanti del Nordest italiano. Nel primo tomo Pittalis narrava, in un vivace stile giornalistico, la storia dei primi cinquant'anni del secolo scorso, frutto di un'accurata ricerca storica che si intreccia costantemente alle vicende geopolitiche mondiali della "Grande storia" e della piccola storia della quotidianità, fatta di personaggi minori e comuni appartenenti alla vita di tutti i giorni, di bilanci familiari che non quadrano mai, di miseria, di emigrazione, di guerre, ma anche di momenti di divertimento e di serenità, di solidarietà. Ora, invece, vengono raccontati: gli anni della ricostruzione, gli anni dell'emigrazione in Europa, in Australia e Canada, il primo miracolo economico, la grande esplosione dell'industria e della finanza. I protagonisti della storia, della politica, dell'economia, dello sport, della cultura: da De Gasperi a Bisaglia a De Michelis; da Maci Battaglini a Nereo Rocco sino a Roberto Baggio. Dai morti in miniera a Marcinelle alla tragedia del Vajont, all'alluvione, al terremoto in Friuli. La storia di una terra come un grande racconto popolare, con protagonisti grandi e piccoli, le canzoni di un'epoca, i film, lo sport. Sino alla conquista dell'Est europeo, al collasso del traffico, alla Tangenziale di Mestre. "Leggere questo libro - spiega nella post-prefazione Gianfranco Bettin - è molto utile e divertente: due risultati in uno, doppio lavoro, doppia funzione. Non è proprio un libro del Nordest questo?"

Mercoledì 18 agosto
Massimo Teodori, L'Europa non è l'America, Mondadori.

Potrà l'Europa diventare quel che è oggi l'America, una superpotenza che fa il bello e il cattivo tempo? Ha senso parlare di un'Europa alternativa all'America? È ancora possibile un comune avvenire atlantico? I fondamentalisti islamici metteranno in ginocchio l'Occidente? Come si potrà vincere la guerra al terrorismo? Dopo il successo di Maledetti americani e Benedetti americani Massimo Teodori conclude la trilogia affrontando il rapporto fra il Vecchio continente e il Nuovo mondo nel momento più drammatico per il mondo post-bipolare. Il 2004 è un anno decisivo: gli Europei rinnovano il loro Parlamento che dovrà dire la sua sulla traballante Unione Europea, e gli Americani decidono se approvare la guerra al
terrorismo del presidente repubblicano George W. Bush o preferire l'alternativa del democratico John F. Kerry. Secondo l'autore, il vizio oscuro dell'Europa sta nei suoi tratti originari. La sua incapacità di pesare nel mondo non deriva soltanto dalla mancanza di una politica estera e di difesa ma dal modo stesso in cui si sta unificando, dal suo cronico rifiuto di leadership, dal deficit democratico delle sue istituzioni e dall'assenza di una mitologia continentale in grado di conferire a popolazioni così disparate identità, appartenenza e speranza.

Venerdì 20 agosto
Gian Antonio Cibotto, I Veneti sono matti, Neri Pozza.

Da La vita anfibia, prima parte di questo libro dove si narra del legame di terra e acqua che vivono gli abitanti del Polesine, fino alle Donne del Veneto, terza e ultima parte in cui si mostra come non sia affatto casuale che i veneti antichi avessero per divinità di riferimento Reitia, la Grande Madre, emerge da queste pagine un'incomparabile galleria di personaggi. Volti e tipi eccentrici, figure nobili e coraggiose, eruditi illustri e gente comune, "el moro belo" , "l'arziprete di Vicenza", "il cinese" … illuminati tutti dalla scrittura lieve e limpida di Gian Antonio Cibotto il quale, raccogliendo un invito di Giovanni Comisso, celebra la "dolce follia" dei suoi conterranei. Una "follia" che, come una sottile corda pazza, risuona da sempre nei campi stretti tra l'Adige e il Po e nelle splendide città venete, e genera straordinari personaggi nei quali la risolutezza, l'alacrità e l'intraprendenza fanno tutt'uno con l'eccentricità e una certa benevola bizzarrìa.

Venerdì 27 agosto
P.Pozzato, R.Dal Molin, P.Volpato, La battaglia per il Pasubio, Itinera.

Corredato da un ricchissimo apparato fotografico ed iconografico, che offre un puntuale e preciso commento al testo, il libro rappresenta una novità negli studi su questo importante settore del fronte della prima guerra mondiale. Per la prima volta infatti la storia dei Kaiserjäger imperiali, che difesero il Pasubio per tre anni di guerra, viene rivisitata attraverso il confronto delle fonti documentarie e fotografiche, tanto di parte austriaca quanto di quella italiana. Ne esce un affresco della guerra non solo contro il nemico di allora, ma ancora più contro gli elementi naturali, di un teatro bellico dalle condizioni difficilissime in cui accanto ai cacciatori dell'imperatore troviamo protagonisti gli alpini italiani e gli artiglieri del 4° Reggimento "Feldkanonen". Le vicende di quest'ultima unità vengono narrate attraverso un album fotografico di straordinaria ricchezza ed efficacia comunicativa.


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