| | | Sagre e folklore: periodo dal: 30/10/2004 al: 01/11/2004 |  | | Festa delle Castagne | | Genere: Tipico | | Luogo: Monte di Malo | | Indirizzo: Monte di Malo Comune: MONTE DI MALO | | orari: | | Località: Monte di Malo, piazzale della Chiesa
Festa delle Castagne
Data di svolgimento: 30-31 Ottobre e 1 Novembre.
Piatti proposti: "Maruni spaelà a man" Polenta "de maranelo" e scopeton (dal 1999) e formaggio locale; Polenta "de maranelo", "salado in tecia" e formaggio locale; Bigoli al ragu', co'l'arna, al cinghiale, alle noci e coi fegatini.
Attività collegate: Mostre di vario genere (di fumetti, attrezzi agricoli, fotografie, quadri, lavori antichi, fauna locale, poesie, disegni amatoriali e non...)
Sabato ore 20.30: la Compagnia le "Scoasse" presenta "el novo che avansa … el vecio se scansa" teatro dialettale veneto;
Domenica ore 15.30: teatro per ragazzi, i Burattini di Daniele Cortesi presentano "Arlecchino malato d'amore";
Domenica ore 19.30: proiezione di diapositive, Andrea Sartori e Mariano Storti presentano: " Reportage sulla via della seta e il Pamir Cinese e la scalata al Muztagh-Ata, m.7545 il padre dei monti di ghiaccio, la scialpinistica più alta del mondo"
Lunedì ore 16 Apertura stand e alle ore 20.30 estrazione sottoscrizione a premi; giochi e canti popolari allieteranno le serate;
ALLA RISCOPERTA DEGLI ANTICHI SAPORI La "Festa delle Castagne" di Monte di Malo, nata per valorizzare l'umile frutto della nostra terra, a poco a poco si è arricchita affiancando al tipico "spaelar mondigoli", altri piatti della tradizione locale. Ecco allora i "bigoli" nelle diverse varianti, al ragù tradizionale, al ragù di cinghiale, co'l'arna, oppure alle noci. Già da due anni, sempre alla riscoperta di antichi sapori ormai perduti, ecco arrivare allo stand gastronomico "polenta e scopetòn", classica pietanza dei poveri, talmente povero da far nascere simpatici aneddoti tipo "... che con on scopetòn taca su sui travi in medo ala tola e con on panaro de polenta par pociare, magna 'na fameja de oto persone...". Ma al cìi là degli aneddoti, un palato fine sa apprezzare il gusto forte e il sapore particolare del "scopetòn", magari con la polenta "de maranelo". Il successo di questa tipica pietanza ci obbliga a riproporla anche se altri l'hanno proposta come una loro "riscoperta". Sempre nell'ottica di riproporre antichi sapori, il C.g.p. vi propone un altro piatto tradizionale che di solito veniva consumato a colazione nei campi: "polenta e salado in tecia". Le fette di salame venivano "scottate" sul tegame, messe in mezzo alle fette di "polenta brustola" e avvolte poi nel "toajolo" e portate con la sporta ai "omini" nel campo. Non solo dunque "Festa delle Castagne" ma anche festa dei gusti e sapori di un tempo che la moderna cucina purtroppo ha dimenticato.
STORIA DEL MAIS MARANO Il granoturco è originario dell'America centrale ed è stato importato in Italia da Cristoforo colombo dopo l'anno 1500. In seguito tra le qualità migliori riconosciute in Italia figurava il Pignoletto d'oro di Caldogno, varietà di scarsa produzione ma di ottima qualità. Nel 1890 l'agricoltore di Marano Vicentino Antonio Fioretti ottenne dall'incrocio del Pignoletto d'oro di Caldogno con un cinquantino nostrano l'attuale mais Marano, chiamato "maranelo " per le parrocchie di piccola taglia. La farina ottenuta viene subito apprezzata come ottima da polenta; infatti il maranelo si diffuse rapidamente non solo nel vicentino, suo luogo d'origine, ma in tutto il Veneto e Lombardia, ed ha viaggiato con successo in po' in tutta Italia spingendosi anche all'estero (Europa e Americhe). Dopo la morte del Cav.Fioretti, la selezione delle sementi fu curata dai figli fino al 1934 e in seguito dalla stazione sperimentale di maiscultura in collaborazione con l'Istituto Provinciale di Vicenza. Nel 1940 ebbe dallo Stato il riconoscimento che dà al "Grano Marano" il marchio governativo. Purtroppo con l'arrivo delle sementi di ibridi americani, più produttivi come quantità e qualità, gli agricoltori non hanno più avuto convenienza economica a coltivare il mais Marano, tralasciando così una pregiata cultura. POLENTA & SCOPETON Ovunque in passato si faceva un gran consumo di pesce salato, soprattutto per la cena e i gioni di "magro". Uno dei pesci salati maggiormente in uso era "el Scopeton".Tale pesce, da non confonderse con la "renga" (aringa), non è altro che una comune grossa sardella atlantica dei mari del nord da cui viene importata. Dalla sardella vengono tolte le squame viene poi posta sulle braci per una quindicina di minuti. Una volta cotti si toglie la testa, coda, pinne e poi la lisca; si sminuzza poi la carne ricavata e si condisce con abbondante olio. Questo piatto si accompagna molto bene con la polenta e fa "bon bevare". | | | | |