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   Mostre: periodo dal: 09/06/2006 al: 30/07/2006
Microrealities
Genere: Culturale
Luogo: Vicenza
Indirizzo: Vicenza Comune: VICENZA
orari: Vei dettaglio
Località: Vicenza, Palazzo Barbaran Da Porto


MICROREALITIES. Un progetto sui luoghi e sulle persone

Mostra di Aldo Cibic e Cibic & Partners.

9 giugno – 30 luglio 2006. Orari: martedì-domenica ore 10-18. Vernice: 9 giugno ore 18.30.

Nell’occasione verrà presentato il libro Microrealities edito da Skira.

Presentato con molto successo a Graz alla mostra M City. European Cityscapes, il lavoro di Aldo Cibic si articola in quattro progetti per Milano e Shanghai, proponendo riflessioni e idee sulla città in relazione all’uomo che la vive. L’idea è che tante piccole storie messe insieme, tante microrealtà rappresentative delle interazioni delle persone con il loro ambiente, possono creare storie più grandi e significative. I luoghi come i centri commerciali o i nodi di interscambio nell’infrastruttura urbana sono il crogiolo di una miriade di storie individuali in un vortice di movimenti quotidiani. Sono proprio le azioni delle persone che determinano l’identità di uno spazio.

Il progetto propone visioni in cui, attraverso la riorganizzazione di potenzialità ed energie, si favoriscono le condizioni per attivare occasioni di incontro, di scambio, di condivisione, che caratterizzano i momenti di vita collettiva. È la creatività nei processi radicati in luoghi reali all’interno delle aree metropolitane di queste due grandi città, che fa nascere realtà più stimolanti.

1. LE PORTE DELLA CITTA’: nuovi simboli per nuovi confini.
Cascina Gobba a Milano è una stazione metropolitana che fa da punto di intersezione fra la tangenziale che circonda il centro città e un sistema di ferrovia leggero. È sia un punto di ingresso simbolico, sia un punto di convenienza pratico con un incredibile potenziale di relazioni e scambi. Le porte della città sono letteralmente un nodo di trasporto: la metropolitana passa attraverso l’edificio, la tangenziale corre al di sotto di esso, una stazione degli autobus è situata in un angolo, e poi c’è un parcheggio verde. È un punto di interscambio che offre modalità di spostamento ecocompatibili (ad es. il noleggio delle biciclette e dei veicoli elettrici), car sharing, car pooling, ecc. che liberano il centro città dal congestionamento indesiderato e dallo smog. Le vie di circolazione lenta e veloce rispondono alle esigenze della dimensione umana e del movimento veicolare, oltre ad organizzare la distribuzione dei servizi e delle attività.

Un hotel multiuso space-for-rent offre/affitta uffici, lounge di lavoro, letti a ore, chioschi del mercato e servizi di baby sitting per i genitori che hanno appuntamenti di lavoro nel centro città. Il luogo assume identità diverse in base al momento della giornata o al giorno della settimana in cui lo si vive: la zona di parcheggio “verde” diventa un punto di incontro con feste danzanti serali, mentre la piazza, durante il fine settimana, diventa un mercato dove i viaggiatori, che sono appena arrivati in autobus da Marrakech, vendono prodotti marocchini. Le comunicazioni su larga scala informano le persone che sono di fretta o che stanno semplicemente e piacevolmente indugiando negli spazi aperti. Schermi balloon sovradimensionati proiettano messaggi sms personali e messaggi pubblicitari pubblici. Le facciate hanno lavagne mobili interattive, che informano le persone sul traffico, le attività locali, il lavoro e le altre opportunità. Attualmente questi generi di aree non sono adeguatamente strutturate per supportare in maniera adeguata il livello di attività sociale che vi si realizza, né ne viene sfruttato l’enorme potenziale di guida nella crescita urbana: le porte della città rappresentano nuovi simboli per nuovi confini.

2. CENTRI COMMERCIALI - SPAZI PUBBLICI… la possibilità di creare nuovi centri urbani
L’idea è di espandere i centri commerciali affinché includano le funzioni e le strutture che fanno parte della vita cittadina: piazze, portici, residenze, scuole, giardini, uffici postali, biblioteche, caffè, mercatini delle pulci, negozi, musica, cinema. In_between city si trova tipicamente lungo gli scambi autostradali, ai limiti metropolitani. Si pensa a spazi che contengono servizi residenziali, terziari e pubblici oltre alle aree dedicate al commercio e al dettaglio. Invece della comune scatola per lo shopping con ¾ dell’area destinata al parcheggio, questo progetto cerca di integrare una più ampia gamma di attività. Questa simbiosi tra pubblico e privato stimola le imprese: la vita economica produttiva guadagna realmente in valore mantenendo e sostenendo le necessità collettive.

Il cuore simbolico è la piazza centrale che è supportata dalle strutture adibite a parcheggio. Richiama il tradizionale centro città europeo, dove la vita cittadina e le attività ricreative diventano un bene culturale mano a mano che invecchiano. La piazza è anche un parco e promuove le attività all’aperto quali cinema open air e terrazze. La galleria che definisce la piazza è l’elemento di connessione vitale ai negozi e agli altri spazi del programma. L’architettura dei negozi veri e propri rimane di basso profilo ma di facile accesso, costruita in economia e flessibile nei confronti di un rinnovo periodico di breve periodo e di nuove strategie spaziali di vendita al dettaglio (ad es. big box, power center, ecc.). La tipologia multiuso, come la piazza cittadina, cresce di valore sociale quanto più è vissuta e incorporata nel locale. L’in-between city cerca di creare un centro robustamente vitale supportato da un’economia locale e un modo di vivere eterogenei, più flessibili.

3. LA CITTA’ DEGLI ORTI: riappropriarsi delle stagioni
È una realtà in cui il tempo è segnato dal ritmo delle stagioni, un ritorno alla natura che è anche imparare da essa. È un modo di comprendere la fonte del cibo che mangiamo. Entrando in un sentiero che si snoda fra fiori selvatici e campi di grano, si fugge lentamente dalla città e, in un’esperienza di liberazione graduale, si riscoprono le stagioni e i loro cicli. Le persone possono imparare a coltivare i prodotti della terra, condividendoli poi al mercato. Si può scegliere di dormire in piccole case di legno o in tende di facile montaggio; si può scoprire una architettura semplice per una vita semplice. Il progetto della città degli orti si basa sul concetto di “eco-villaggio” e integra vari aspetti ricreativi quali il giardinaggio, il design ecologico, edilizia in verde e la produzione di energia alternativa.

Il concetto di slow food di Carlo Petrini si applica come elemento migliorativo sociale a un ritmo frenetico che ci obbliga a mangiare i fast food, che diminuiscono le opportunità di conversazione, comunione, riflessione silenziosa e piacere sensuale, non soddisfacendo così la fame dell’anima. La città degli orti si colloca saldamente all’interno della tradizione storica del design dei parchi: è un luogo comune in cui le attività pratiche e ricreative contribuiscono a rigenerare il corpo e lo spirito.

4. SHANGHAI: 100 NUOVE STAZIONI DELLA METROPOLITANA creare identità e appartenenza ai margini della città
In una città che cresce rapidamente, che si espande orizzontalmente ma soprattutto verticalmente, moltitudini di persone sono allontanate dai quartieri centrali che vengono demoliti e spostate in grandi costruzioni nelle zone della remota periferia. Aumenta lo spazio e il comfort personale, ma si perde per sempre un universo di valori e di relazioni. Le linee della metropolitana e le loro stazioni diventano un’opportunità per creare centri locali per le nuove comunità.

Il quartiere ha una sorta di living room definita da una serie di servizi ed attività dislocate nell’area. La stazione metropolitana, con il suo luminoso top conico, rappresenta l’ingresso principale al centro del blocco della nuova area, che serve sia da piazza che da giardino. La piccola piazza è aperta alle attività come il teatro da strada, il mercato o i raggruppamenti sociali in lunghe tavolate. Le persone che arrivano in bicicletta trovano parcheggio al di sotto del tracciato della ferrovia, dove potranno anche far riparare la bicicletta. C’è una nursery con un cortile ravvivato dal suono dei bambini che si incontrano mentre i loro genitori fanno la spesa. La struttura serve anche da centro sociale per le attività del quartiere e come posto di incontro per gli anziani. I giardini e i cortili all’aperto danno al quartiere un senso di sicurezza e di vitalità, mantenendo reciprocamente una comunicazione visiva. Sono collegati da sentieri per i pedoni che possono essere utilizzati come percorsi di fitness e la mattina per il tai chi chuan. Una grande potenzialità per produrre identità e senso di appartenenza alla periferia della città.

Cibic & Partners, noto studio di architettura e design, nasce a Milano alla fine degli anni ottanta. Da oltre dieci anni opera in molte parti del mondo: si tratta di una realtà composita che per scelta e vocazione si occupa di progetti di diversa natura spaziando dall’architettura agli interni, al design e al multimedia. Cibic & Partners è guidato da quattro soci: Aldo Cibic è il nucleo progettuale dello studio insieme a Luigi Marchetti e Chuck Felton a cui sono collegati i gruppi di lavoro dedicati ai diversi progetti. Antonella Spiezio ne è il centro strategico dal quale dipendono l’organizzazione e la gestione delle risorse umane e finanziarie. Sono affiancati da un gruppo di architetti, interior designer, grafici, industrial designer e da un fitto network di collaboratori esterni di estrazione culturale e professionale diversa. Il risultato è un ambiente di scambio intenso di stimoli ed energie, che mira alla realizzazione di progetti solidi e innovativi. Capacità progettuale e organizzativa sono i due aspetti determinanti che fanno dello studio un partner creativo e affidabile per i maggiori Gruppi a livello mondiale.

Info: Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio Contra' Porti 11 Vicenza Tel: 0444/323014


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