| | | Mostre: periodo dal: 08/09/2007 al: 26/09/2007 |  | | La Rua - Cento anni di memorie urbanistiche | | Genere: Culturale | | Luogo: Vicenza | | Indirizzo: Vicenza Comune: VICENZA | | orari: Vedi dettaglio | | Località: Vicenza, Piazza dei Signori
La Rua - Cento anni di memorie urbanistiche
Un’esposizione per conoscere l’ultimo secolo di storia della Città di Vicenza. La mostra, allestita all’interno di un cubo di 6 metri per 6 installato in Piazza dei Signori a fianco della Rua, sarà visitabile da sabato 8 settembre a mercoledì 26 settembre dalle 10.30 alle 19.30.
Amcps, azienda municipale per la conservazione, il patrimonio ed i servizi della città di Vicenza, celebra i suoi cento anni. Dal 1907 al 2007 c’è un filo rosso di storia e cultura che ripercorre le tappe principali della vita dell’Azienda, profondamente legata al tessuto sociale di Vicenza.
Dalla sua nascita come Azienda Speciale Case Popolari, creata dal Comune di Vicenza a favore della politica edilizia per le persone più bisognose, l’Azienda attraversa negli anni periodi di grande impegno legato prima all’incremento demografico durante la grande guerra, poi alla crisi economica e, successivamente, alla ricostruzione a seguito del secondo conflitto mondiale.
Nel tempo l’Azienda ha progressivamente esteso il suo raggio d’azione fino alla gestione dell’intero patrimonio pubblico di Vicenza, con immobili per oltre 1 milione di metri cubi, alcuni dei quali particolarmente preziosi, come il Teatro Olimpico, Palazzo Cordellina e Palazzo Chiericati. Nei suoi archivi esiste la memoria storico-urbanistica della città.
Un cammino lungo cento anni, che oggi l’Azienda porta avanti con interventi quotidiani rivolti alla conservazione del patrimonio pubblico nel pieno rispetto e per la tutela della vita cittadina. Una Mostra, quindi, studiata per celebrarne l’anniversario e per riportare alla luce il percorso di sviluppo della città realizzato da Amcps.
Questo contesto è un’occasione unica per far rivivere uno straordinario evento legato alla città: la rinascita della Rua, simbolo ed anima di Vicenza per 600 anni e che ogni 8 settembre tornerà a svettare dai suoi 24 metri di altezza, grazie alle capacità realizzative di una Azienda di grande professionalità e competenza con il contributo e l’impegno di istituzioni e sponsor che hanno favorito la realizzazione di questa preziosa “macchina da festa”.
I 600 ANNI DELLA RUA La Rua nasce a Vicenza nel 1441 e nei suoi quasi 600 anni di vita si radica come uno dei principali simboli del costume berico. Si narra che la Rua sia il ricordo di una ruota tolta al carroccio dei padovani durante una battaglia medioevale – da qui il termine “Rua”, “ruota” in dialetto vicentino. Utilizzata in origine come insegna del Collegio dei Notai, di cui ancora oggi è lo stemma professionale, era usata durante la processione per la Festa del Corpus Domini, un corteo seguito dalle insegne degli ordini e delle corporazioni cittadine.
La prima uscita pubblica della Rua risale al 1444 quando, come una giostra girevole, venne trasportata per il tradizionale percorso, invariato per ben 450 anni, che partiva da Piazza dei Signori e passando per Muschieria, il Vescovado, Porta Castello, Corso Palladio e Contrà Santa Barbara tornava a fianco della Basilica Palladiana. In pochi decenni, l'originario simbolo religioso fu coperto da forti connotazioni laiche e la "Rua" acquisì uno spiccato valore popolare. Venne rinnovata e utilizzata in ogni avvenimento importante per la Città di Vicenza; il Comune stesso la richiese spesso al Collegio dei Notai, ma le difficoltà economiche che questi incontrarono e gli elevati costi di restauro della struttura, nel 1483, costrinsero l’Ordine a non farla apparire in Piazza fino a quando, cent'anni dopo, il Consiglio comunale si fece carico della realizzazione dell'obelisco che la sovrasta.
Perfino Andrea Palladio, oltre ad essere autore del disegno dell’obelisco, ha fornito un disegno per l’imponente struttura. Una curiosità: a partire dal 1585, quando la torre faceva sosta davanti a casa Bissari lungo il Corso, i figuranti e il popolo lanciavano il saluto “Viva la Rua di casa Bissara!”, riconoscimento portato avanti fino al 1901 in ringraziamento a Pietro Bissari per il suo impegno al restauro della Rua. Per contraccambiare, i nobili della famiglia donavano un sacchetto di monete da dividere tra i figuranti e dissetavano i facchini con del vino. Col passare del tempo, le dimensioni della Rua continuarono a crescere fino a raggiungere oltre 24 metri di altezza e 80 quintali di peso e crebbe sempre più il corteo d'accompagnamento, fatto da musici, cavalieri ed armigeri in costume.
Si giunse ad ingaggiare anche 80 persone per poterla trasportare: la struttura appoggiava su una sorta di slitta che veniva spinta e trascinata sul selciato bagnato per l’occasione al fine di diminuire l'attrito ed evitare il formarsi di scintille. Nel 1880 la Rua abbandonò la Festa del Corpus Domini, in giugno, per essere associata alla festività cittadina dell’8 settembre. Inutile evidenziare come un simbolo di tale rilevanza per la Città venisse caricato anche di significati politici: durante l’occupazione francese, al posto dell'originario Leone di San Marco, fu applicato sulla Rua il Gallo d'Oltralpe, gli Austriaci vi imposero l'Aquila bicipide degli Asburghi, mentre, dopo l'Unità nazionale, la Rua divenne tutta tricolore.
Dopo l’esposizione per le celebrazioni del Terzo Centenario Palladiano, nel 1901 venne effettuata l'ultima processione attraverso il Corso, dal momento che undici anni dopo le strade beriche erano occupate dai fili dell'illuminazione elettrica e del tram. L’ultima apparizione della Rua risale al 1928, in Piazza dei Signori e Piazza Biade, accompagnata dai labari fascisti. Smontata e trasferita nel deposito comunale, dopo i bombardamenti del '45 e ’46 questo colossale simbolo della tradizione berica fu distrutto e mai più ricostruito.
Grazie al lavoro di AMCPS oggi la Rua, nei suoi oltre 20 metri a fianco della Basilica Palladiana, pesa complessivamente 200 quintali, ai quali se ne aggiungono altri 100 di zavorra. La struttura portante pesa 16 tonnellate ed è realizzata grazie a sette grandi moduli in acciaio in grado di resistere alle sollecitazioni. Il rivestimento che la maschera è in legno, mentre per le parti piane sono state utilizzati pannelli multistrato in pioppo di spessore variabile tra i 15 ed i 30 millimetri. Tutte le cornici e gli elementi curvilinei sono invece realizzati in tiglio.
La Rua è adornata da 14 statue a grandezza naturale ognuna con una precisa simbologia, oltre a vari elementi decorativi quali scudi, altorilievi, capitelli, ecc.. Tutta la parte scultorea è frutto di una tecnica mista che prevede l’impiego sia di materiali di tipo plastico (poliuretano, resine, ecc.) che di elementi in gesso e legno. Il tutto è trattato superficialmente con resine in grado di assicurare compattezza, resistenza e durata nel tempo. Il rivestimento delle parti in legno è invece realizzato con un fondo protettivo in cementite al quale si sovrappongono un primo strato di pittura acrilica colore ocra e una velatura di biacca con olio di lino cotto. La rifinitura delle cornici e dei decori è stata invece realizzata con una pittura acrilica colore oro. Si tratta di una struttura dalle dimensioni incredibili e, proprio per questo, completamente smontabile: una scelta definita affinché questo simbolo della vicentinità possa essere facilmente conservato ed esposto in nuove occasioni. | | | | |