| | | Mostre: periodo dal: 14/12/2007 al: 24/02/2008 |  | | Parole legate | | Genere: Culturale | | Luogo: Vicenza | | Indirizzo: Vicenza Comune: VICENZA | | orari: Vedi dettaglio | | Località: Vicenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari
Parole legate. Artigianato d’arte nelle legature dei fondi storici della Biblioteca Bertoliana
Gallerie di Palazzo Leoni Montanari Vicenza, 14 dicembre 2007 – 24 febbraio 2008. Apertura al pubblico da martedì a domenica, dalle 10 alle 18.
Mostra promossa dall’Istituzione Pubblica Culturale Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza in occasione dei 300 anni dalla sua fondazione in collaborazione con INTESA SANPAOLO con il patrocinio di Regione del Veneto.
Dopo l’ampio e positivo riscontro di pubblico e di critica suscitato a livello nazionale dalla mostra dedicata alla Rivoluzione dell’immagine. Arte paleocristiana tra Roma e Bisanzio, in questa occasione le Gallerie offrono collaborazione e ospitalità ad una iniziativa promossa dalla Biblioteca Bertoliana di Vicenza nell'ambito delle celebrazioni per i trecento anni dalla propria fondazione. Un gesto concreto, quello adottato da Intesa Sanpaolo nella speciale ricorrenza, per rinnovare la propria attenzione verso un'istituzione di alto profilo e di grande tradizione e per proporre al pubblico gli esiti di una partnership attiva tesa a trasformare patrimonio documentario e competenze professionali in offerta di servizio culturale.
La mostra è dedicata all’arte della legatoria nel passato, quel fare silenzioso e riservato che nei secoli ha permesso di preservare il nostro patrimonio librario, proteggendo e difendendo il valore del suo contenuto, e che è spesso rimasta in secondo piano, inopportunamente relegata nell’immaginario collettivo alle atmosfere inaccessibili degli scriptoria monastici. Il diffondersi di una sensibilità più moderna, più aperta da un lato a cogliere un valore estetico anche nella sedimentazione di tradizioni materiali, più attenta dall’altro a scorgere il depositarsi della bellezza nei molteplici aspetti e dettagli del reale, ha permesso di guardare con apprezzamento e interesse anche alla legatura, che da supporto materiale a protezione e difesa dell’oggetto libro si è nel tempo evoluta e arricchita.
La mostra vuole essere dunque un omaggio ai vari aspetti di questa tecnica che diventa arte, ma anche l’occasione per una ricostruzione della cultura materiale che presiede alla manifattura del libro antico, nel suo aspetto documentario (la tecnica costruttiva) come in quello artistico (la struttura decorativa).
Il percorso della mostra, seguendo un ordine cronologico che va dalla fine del Trecento al secolo XIX, evidenzia alcune tipologie di legature particolarmente significative. Per il Medioevo l’attenzione si concentra sulle legature monastiche, tra le quali spiccano quelle prodotte da Giovanni Marco da Vicenza, frate domenicano del convento di Santa Corona. Per il Cinquecento, largo spazio viene dedicato alle legature veneziane che nei loro diversi aspetti testimoniano il ruolo di assoluta preminenza assunto da Venezia a livello politico e culturale. Tipico prodotto di area tedesca sono invece le legature in pelle di porco, riccamente ornate. Nel Seicento si diffondono in Europa e in particolare in Italia le legature francesi caratterizzate dall’uso di materiali pregiati, con uso straripante dell’oro. Grande fortuna ebbero invece nel Settecento le legature rococò, più misurate. Per l’Ottocento infine accanto ad alcune delle tipologie più rappresentative del periodo, non mancano pregevoli esempi di legature industriali. La mostra intende poi porre in risalto due nuclei significativi: il primo raccoglie quattro legature di epoche diverse appartenute a Giovanni Maria Bertolo (il fondatore della biblioteca Bertoliana); il secondo accosta legature di periodi differenti, ma caratterizzate, nella loro espressione artistica, dalla presenza di stemmi nobiliari.
A fine percorso, un excursus nel mondo dell’arte e un approfondimento sul restauro del libro. Due brevi riflessioni, in testi e illustrazioni, sono dedicate al tema della rappresentazione dipinta del libro: dagli studioli del Rinascimento, le “stanze del sapere” che richiamano alla mente le immagini di Antonello da Messina o del Carpaccio, al ruolo del libro come metafora della vanitas nei dipinti del vasto genere della natura morta. Un filmato, infine, curato dal Laboratorio di restauro del libro dell’Abbazia di Praglia, svela alcuni segreti di quel prezioso e paziente lavoro di bonifica e restauro del libro, che permette oggi di conservare e soprattutto tramandare incunaboli, libri antichi, pergamene, mappe e disegni.
La mostra è accompagnata da un catalogo che ne riprende e sviluppa i temi attraverso una serie di contributi di Carlo Federici, Melania Zanetti, Giuseppe Barbieri, Victor I. Stoichita e schede di Sergio Merlo.
Ingresso libero.
Informazioni e gruppi: 800/578875 informazioni@palazzomontanari.com | | | | |