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   Mostre: periodo dal: 19/04/2008 al: 04/05/2008
Camillo Francia - Segno e Colore
Genere: Pittura
Luogo: Vicenza
Indirizzo: Vicenza Comune: VICENZA
orari: Vedi dettaglio
Località: Vicenza, Chiesa di san Silvestro


Camillo Francia - Segno e Colore

Riprende la stagione di esposizioni d'arte contemporanea negli splendidi spazi della Chiesa di San Silvestro a Vicenza. Dopo l'importante mostra dell'architetto Goncalo Byrne, si presenta Camillo Francia, pittore, con una trentina di opere ad olio su tela. Per la prima volta a Vicenza, Francia, pittore ormai ben noto nel panorama artistico italiano, propone il meglio della sua opera recente.

Inaugurazione sabato 19 aprile alle ore 17.30.

Orari: da giovedì a sabato 17-20; domenica 10-12.30 - 15.30-20.

"Camillo Francia è un pittore dell’immagine astratta, che ha conservato una forte nostalgia nei confronti della figurazione. La sua gestualità informale compone tasselli cromatici fortemente allusivi, a proposito dei quali si può ben sottolineare la capacità di rovesciare i canoni del vero riconoscibile, reinventandone tipologia e struttura. Egli sembra così accostarsi a quei maestri del passato, che volevano attuare la loro ricerca analitica superando, senza tuttavia rinnegarli, i confini del verismo e del realismo. Calcolando e distribuendo colori e spazi in modo contrappuntistico, questo artista sa elaborare una sorta di scrittura rapida e immaginosa, elaborata con evidenza attraverso una riflessione approfondita sull’essenza dell’immagine. In questi lavori si sottolinea il carattere ingannevole della forma, e quindi emerge l’espressività sussurrata di una intelligenza introversa, nobilmente espressiva nei giochi ritmici con cui traduce il suo impulso creativo. Il rapporto tra la materia pittorica e il gioco segnico si stabilisce in masse dinamiche piuttosto ermetiche, ma molto ben concluse nella dialettica spaziale che stabiliscono con i fondi. Pittore eminentemente gestuale, Francia mette in luce, in modo emblematico, eventi costituiti da proliferazioni segniche, che appaiono come prodotte spontaneamente da una natura libera e incontaminata. Questo modo di distendere il colore definisce quindi strutture armoniche che, pur nella compiutezza appagante dell’insieme, sottintendono tensioni e rielaborazioni di un pensiero problematico. La manipolazione della materia cromatica traccia rugosità, distende forme arcuate e ariose, ma soprattutto si accende in improvvise illuminazioni, che si concretizzano come corpi astrali o come narrazioni visive dell’inarrestabile ciclicità delle stagioni. Dalla lezione storica del lirismo informale Francia ha tratto il tocco magico e alchemico che trasmuta la materia in effusioni spaziali, obbedendo alle regole e alle imprevedibilità di un patto amoroso. La sua coscienza pittorica affronta il mistero di un vero irraggiungibile, ma sempre presente come intuizione generativa del suo comporre, approdando infine all’enunciazione di presenze immanenti e precarie come residui di esperienze oniriche. La forma destrutturata si ricompone quindi in sinfonia e si ricostruisce fino ad attuare una personalissima significatività espressiva, caratterizzata da prevalenze tonali che tendono, in ultima analisi, alla monocromia. Come colori privilegiati ricorrono spesso il rosso e il nero, i quali simbolicamente corrispondono agli estremi inferi della fiamma e del buio. Belli sono anche i gialli, che talora visualizzano grafismi brulicanti e animati da una vitalità febbrile. Più arcane le tonalità fredde del verde e del blu, ma sempre, e sin dal primo impatto, colpisce in queste opere la rivelazione di un universo che tende alla dilatazione, presentandosi nel contempo come un percorso fitto di puntualizzazioni visive e di coinvolgimenti emotivi. I dati che si riferiscono alla naturalità hanno evidenze solo saltuarie, e là dove emerge la forma di un fiore, o dove un essere mitico si slancia in un volo alato, il senso della narrazione si stempera nell’illusorio, se non in una volontaria dissoluzione del significato, che comunque la titolazione sembra voler ancora mantenere. Quindi, quello che potrebbe sembrare un esplicito riferimento iconografico, diventa un sottile gioco di mascheramento, che richiede uno sforzo di comprensione da parte dell’osservatore, coinvolgendolo, per altro, in un piacevole e complice dialogo con l’autore. " (Vittorio Sgarbi)

I numerosi temi affrontati dal pittore, quasi il diario quotidiano di una vita ricca di azione e di pensiero, lasciano ampi spazi alla spiritualità e all'introspezione. Numerosi titoli dichiarano la ricerca interiore che allude e talvolta tenta di narrare eventi spirituali e rappresentazioni bibliche: "partenza dell'Angelo", "il secondo cavaliere", "notte a Gerusalemme", Bernardo di Clervaux", "via della fede", "prima che il gallo canti"...

Pittura come ascesi, come tensione verso l'infinito, ma anche discesa in sè stesso per comprendere il mistero dell'uomo, le sue paure, i suoi affetti, le emozioni. La ricca bibliografia e i numerosi commenti critici testimoniano il valore del lavoro di Camillo Francia e insieme rappresentano l'invito a non perdere questo appuntamento unico con l'arte contemporanea a Vicenza.

Ingresso libero.


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