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   Concerti: Spettacolo dal: 19/05/2006 al: 19/05/2006
Hevia - Celtic Music Festival Venigallia
Genere: Etnico
Luogo: Montecchio Precalcino
Indirizzo: Montecchio Precalcino Comune: MONTECCHIO PRECALCINO
orari: 22.00
Località: Montecchio Precalcino, Azienda Agricola provinciale via Europa Unita


Celtic Music Festival Venigallia: Hevia in concerto

Hevia, la cornamusa più famosa del mondo, aprirà il tour mondiale estivo venerdì 19 maggio 2006 a Montecchio Precalcino.

Lo ha voluto la Provincia di Vicenza, quale grande evento della terza edizione del Celtic Music Festival Venigallia che verrà inaugurato la stessa sera proprio grazie alla presenza del più importante interprete della musica celtica, come testimoniano gli oltre due milioni di copie di dischi venduti nella sola Europa, i 15 dischi d’oro e i 12 dischi di platino conquistati in più di quaranta paesi, dall’Ungheria all’Italia, dal Giappone alla Nuova Zelanda.

Hevia arriva nel vicentino dopo essersi esibito nei palcoscenici di tutto il mondo, dal folk festival di Dranouter in Belgio al jazz festival di Pori in Finlandia, dal festival di musica religiosa di Otobutai a Kyoto in Giappone, al world music festival di Atene in Grecia, al più noto, per noi, festival di San Remo.

La prestigiosa presenza di Hevia al Venigallia edizione 2006 è stata possibile grazie alla sinergia tra l’associazione culturale Scs e la Frame Events, che hanno voluto Massimo Giuntini Band quale supporto ad aprire il concerto di Hevia. In caso di maltempo, la manifestazione si terrà al Palasport di Dueville.

Ore 22.00

Ingresso libero.

Info: Promotore Venigallia Celtic Festival via Zanella, 38/40 Thiene Telefono: 0445/382678 Fax: 0445/382678 Cell 338/8050215 - 339/4754285

HEVIA: "Etnico ma non troppo" è il terzo lavoro professionale di Hevia.
A partire dall’edizione di “Tierra de Nadie”, il musicista ha dato non meno di 300 concerti e apparizioni televisive, in più di 200 città del mondo, coprendo qualcosa come 153 kilometri, l’equivalente di quattro viaggi attorno al globo. Centinaia di migliaia di persone lo hanno visto suonare. E ha suonato con più di mille musicisti, tra cui altri cornamusisti, il suo gruppo, e vari collaboratori di ogni paese e latitudine.

Hevia si sta dimostrando un autentico ‘animale da palco’, con più di due milioni e mezzo di dischi venduti, 15 dischi d’oro e 12 di platino in più di quaranta paesi, dall’Ungheria all’Italia, dal Giappone alla Nuova Zelanda. Numeri che continuano a ingrandirsi, a dimostrare quanto Hevia non si possa confinare entro una particolare nicchia musicale. Il che gli permette di esibirsi tanto nei folk festival come Dranouter (Belgio) che nei jazz festival come quello di Pori (Finlandia), nei festival di musica celtica come quello di Lorient (Francia), o in quelli religiosi come quello di Otobutai a Kyoto (Giappone), world music festivals come il Womad di Athens (Grecia) o pop come nel prestigioso festival di San Remo (Italia). La scala si amplia dalle arie tradizionali alle fragranti sonorità contemporanee, con audaci ensemble, come se mischiasse il sangue nelle sue vene, quello chamán che ‘beve’ l’aria della sua terra alle correnti più d’avanguardia.

HEVIA
José Angel Hevia Velasco nasce a Villaviciosa, nelle Asturie, nel 1967. Il suo primo incontro con la cornamusa avviene all’età di quattro anni, quando assiste a una processione a Amandi in compagnia del nonno. E’ lì che l’immagine di un uomo e la sua cornamusa colpisce il giovanissimo José Angel.

L’armonia tra il piper, la sua musica e lo strumento gli appare come una magia. Hevia comincia così a prendere lezioni di cornamusa. Tre volte la settimana, dopo la scuola, prende il bus per Gijon. Armando Fernandez gli insegna lo stile tradizionale e lo riaccompagna al pullman. Rientra a casa a mezzanotte e il giorno dopo si esercita su quanto appreso, avanzando così davvero poco tempo per altri svaghi.

Nello stesso anno in cui comincia a studiare, ha il suo ‘battesimo del fuoco’ in sporadiche esibizioni con gruppi folk. Sua sorella Maria José, accortasi che un tamburino accompagnava ogni suonatore di cornamusa, vuole partecipare anche lei. Uno dei migliori tamburini che Villaviciosa abbia mai avuto, Sabino Cifuentes, accetta di insegnarle tutti i ritmi tradizionali, nella sua stessa casa, con grande pazienza. Alla fine dei corsi di studio, Hevia prende la sua cornamusa e suona dei brani che sua sorella possa cercare di accompagnare. Uno spettacolo che spesso finisce in un gran putiferio che si risolve solo con qualche pacifico scapaccione da parte della madre. Poco dopo, i due cominciano a esibirsi attraverso le Asturie e a girare nei vari centri di insediamento degli asturiani aldilà dell’Oceano.

Nel 1985 José Angel comincia a insegnare a sua volta, e forma di lì a poco una banda di cornamuse coi suoi allievi. Comincia così, senza abbandonare la tradizionale coppia di cornamusa e tamburo, un nuovo periodo della sua vita. Nel frattempo, la cornamusa è improvvisamente diventata popolare tra la gioventù asturiana e le scuole di musica fioriscono in una moltitudine di luoghi. Lo stesso José Angel fonda nuove scuole a Villaviciosa, Candás, Ribadesella e Mieres, da cui escono nuovi complessi di cornamuse. Nello stesso tempo, si esibisce anche con vari gruppi folk e collabora a molte registrazioni.

Intanto studia Filologia Spagnola all’Università, ma la sua vera vocazione continua ad essere quella della musica e della cornamusa. Nello stesso anno perfeziona le midi-bagpipes, un’iniziativa che parte dal tentativo di risolvere il problema che tutti i piper hanno quando si devono esercitare a casa: quello di disturbare i vicini. A tale scopo, lui e Alberto Arias, un suo allievo programmatore di computer, creano una sorta di scala di plastica coi pulsanti di una slot machine. Un prototipo che diventerà poi la midi-bagpipes, che finirà per divenire il simbolo e l’indispensabile compagno del musicista.

Del team di ricerca fa parte anche il tecnico elettronico Miguel Dopico. Nel 1997 José Angel comincia la sua carriera solista e registra il primo album “Tierra de Nadie”, il suo primo successo sia a livello nazionale che internazionale. Il disco, supportato da un tour mondiale, viene pubblicato in più di quaranta paesi, in molti dei quali raggiungerà i primi posti nelle classifiche di vendita.

Più di due milioni le copie vendute, e molti i dischi d’oro e d’argento in paesi tanto diversi come Italia, Ungheria, Nuova Zelanda, Belgio, Danimarca e Portogallo. Nel 2000 esce il secondo album “Al Otro Lado – Al otru llau” che ne rinnova i successi, con altre tournée in posti vecchi e nuovi. L’anno seguente vede il realizzarsi del suo sogno con l’inaugurazione di una fabbrica di strumenti a Guadarrama, che lo vede dividersi tra l’attività di manager per questa impresa e quella di musicista. Attualmente Hevia è in tour mondiale per presentare il nuovo disco “ Étnico ma non troppo” pubblicato nel 2003.


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