| | | Concerti: Spettacolo dal: 12/05/2007 al: 19/05/2007 |  | | Vicenza Jazz - New Conversations | | Genere: Jazz | | Luogo: Vicenza | | Indirizzo: Vicenza Comune: VICENZA | | orari: Vedi dettaglio | | Località: Vicenza
Vicenza Jazz - New Conversations. Il Sogno Sudamericano
La dodicesima edizione di "New Conversations – Vicenza Jazz" si svolgerà da sabato 12 maggio a sabato 19: otto giorni di concerti e manifestazioni entro un ampio cartellone di proposte con i protagonisti della scena internazionale ed italiana,
Diretto da Riccardo Brazzale, il festival è uno dei massimi appuntamenti europei di questa musica, e presenterà tra gli altri Dee Dee Bridgewater, l'ottetto di William Parker con Amiri Baraka, il quartetto di Carla Bley con ospite Paolo Fresu e, in vari contesti, Anthony Braxton, Joachim Kühn, Abdullah Ibrahim, Alexander Von Schlippenbach, Evan Parker, Irio De Paula, Ray Mantilla.
"Il sogno sudamericano" è il tema di fondo della manifestazione che indagherà i rapporti tra il jazz e l'universo musicale latino del Centro e Sud America. Ma altri filoni si evidenziano: la serata coi nomi storici della musica improvvisata tedesca, le relazioni del jazz con letteratura e cinema, una riflessione sugli sviluppi del free jazz.
Come in passato sono parte integrante del festival i concerti del Jazz Café Trivellato (quest'anno negli spazi del Teatro Astra), che ospiterà nomi di assoluto rilievo ed offrirà un invitante prologo le sere del 10 e 11 maggio. Giovedì alle ore 21, sarà di scena il gruppo di Ettore Martin e la sera seguente il quartetto di Ronnie Cuber più la big band del Conservatorio Pedrollo.
IL PROGRAMMA DEI CONCERTI Venerdi 11 maggio Si parte alle 19 al Nuovo Bar Astra di Contrà Barche con il "Fat Max Ferrauto Trio" composto da Max Ferrauto (voce), Lele Sartori (chitarra) e Lorenzo Pignattari (contrabbasso). Pochi metri più in là, al Jazz Café Trivellato - Teatro Astra, saranno di scena, alle 21, per un omaggio a Gerry Mulligan, il baritonista Ronnie Cuber con Marco Tamburini alla tromba, Eliot Zigmund alla batteria e un ensemble di giovani studenti e collaboratori della classe di jazz del Conservatorio Pedrollo: Alessandro Fedrigo, Pasquale Cosco e Sebastiano Fischetti (contrabbassi), Toni Carraro (flauto), Roberto Polga (clarinetto), Marco Bressan (sax tenore), Diego Zordan (clarinetto basso), Sergio Gonzo e Matteo Costanzi (trombe), Alberto Prandina (corno), Giuseppe Calamosca e Cristian Carlassara (tromboni), Dario Duso (tuba). Nella seconda parte della serata a Cuber, Tamburini e Zigmund si aggiungeranno il pianista Paolo Birro e il bassista Lorenzo Conte. Il quintetto così composto animerà il Jazz Café Trivellato anche la serata successiva di sabato 12 (ma con inizio alle 23). L'ultimo appuntamento musicale della giornata sarà alle 22 all'Osteria Miles Davis di Polegge con il Dario Copiello Quartet, composto dal leader al sax tenore, da Giulio Campagnolo al pianoforte, Andrea Bevilacqua al contrabbasso e Adriano Ferracin alla batteria. Ingresso libero a tutti gli appuntamenti.
Sabato 12 maggio Tema centrale della manifestazione è l'indagine sull'esuberante mondo musicale latino americano che nel concerto di sabato (ore 21, Campo Marzo) vivrà uno dei capitoli più significativi. Ne sarà protagonista Ray Mantilla uno dei massimi percussionisti mondiali e figura di spicco del latin jazz. Mantilla sarà a capo della sua formazione più elettrizzante, la Space Station, composta da Edy Martinez (pianoforte), Chucho Martinez (contrabbasso), Bill Elder (batteria), Piero Odorici (sax e flauto) e Marco Tamburini (tromba). Il concerto è a ingresso libero ed è realizzato in collaborazione con I.P.A.S.V.I. - Collegio Provinciale Infermieri di Vicenza. Formatosi negli anni Quaranta, nell'euforica atmosfera musicale del South Bronx di New York, Ray Mantilla ripropone, in un concerto dedicato a Tito Puente, il coinvolgente mix di ritmi caraibici e armonie jazz che lo caratterizza. Musica e spettacolo, ritmo ed energia scandiscono da quattro decenni la sua carriera artistica che vanta fondamentali collaborazioni. Autodidatta, dopo aver suonato le congas con Eddie Palmieri e Ray Barreto, Mantilla s'è imposto al pubblico internazionale partecipando al disco di Max Roach "Freedom Now Suite", una pietra miliare del jazz moderno. Dopo le prestigiose collaborazioni degli anni Settanta - Blakey, Mingus, Barbieri, Hubbard, Puente - nel decennio seguente Ray vara la Space Station che s'impone come una delle migliori formazioni latine per la capacità di legare i ritmi del mambo, della guaracha e del montuno in una nuova sintesi con l'improvvisazione jazz. Il suo ultimo disco, uscito lo scorso anno col titolo "Good Vibration", è una chiara prova del suo inossidabile stato di forma, come percussionista ed irrefrenabile showman.
Domenica 13 maggio Alle 16 è di scena la "Wedding Orchestra" di Ivo Papazov, da anni l'espressione più coinvolgente della musica balcanica, il prototipo di tutte le formazioni (come quelle di Goran Bregovic) esplose sull'onda dei film di Emir Kusturica. Nato in Bulgaria 55 anni fa da madre macedone e padre turco, Ivo Papazov è il creatore della moderna musica balcanica che nei primi anni Settanta è nata dalla sintesi tra il folklore bulgaro e le forme d'improvvisazione jazz. Alla stessa ora il coinvolgimento popolare è assicurato con la sfilata per le strade cittadine di due formazioni che ricreeranno a Vicenza il clima festoso del carnevale di Rio e delle parate del jazz d'anteguerra e che si incroceranno con i partecipanti alla "Magnalonga", passeggiata eno-gastronomica e culturale per le strade del centro storico. Gli esuberanti ritmi sudamericani saranno proposti dal gruppo Mitokasamba, formato da venticinque percussionisti, espressione della prima scuola italiana di samba, mentre la bandiera dello swing sarà fatta sventolare dai vicentini della Sauro's band. Prima scuola italiana di samba, nata a Milano nel 1992, i "Mitokasamba" sono venticinque percussionisti guidati da Kal dos Santos e Jacopo Pellegrini. Il multiforme universo ritmico e musicale, la cultura e il piacere del samba si coniugano con la sensibilità e le radici italiane di molti suoi componenti. La Sauro's band è una formazione orchestrale di soli fiati, nata per iniziativa del trombonista Mauro Carollo. Caratterizzata da un approccio istrionico e coinvolgente, ma sempre con un occhio di riguardo alla qualità, la formazione dà il meglio in stretto contatto col pubblico, proprio come le prime orchestrine d'inizio Novecento. Il suo repertorio attraversa molti generi musicali, spaziando dallo swing alle musiche latine, dal blues al soul, dalle colonne sonore alla rivisitazione di brani leggeri. Partecipazione libera a tutti gli appuntamenti.
LA LUNGA NOTTE BRASILIANA DI DOMENICA 13 MAGGIO L'esuberanza ritmica ed espressiva della musica brasiliana illuminano il tema centrale di "New Conversations-Vicenza Jazz 2007". E domenica sera questo filone vivrà due momenti significativi con i concerti a ingresso libero dell'Orquestra do Fubá a Campo Marzo (ore 21) e della Banda Zueira con Ana Flora, ospite al Jazz Café Trivellato (ore 23) per un tributo a Vinicius de Moraes. Due organici brasiliani particolarmente eccitanti per la moderna sintesi, in equilibrio tra ritmi e motivi popolari sudamericani ed elementi presi a prestito da altre tradizioni musicali: jazz in primo luogo ma anche funk, rhythm & blues, pop music. L'Orquestra do Fubá propone la sua personale interpretazione del forró, un genere festoso e danzante che prende i ritmi tradizionali del Nordeste brasiliano e li reinterpreta alla luce della sensibilità urbana. Nata qualche anno fa in Francia ad opera di cinque giovani musicisti di San Paolo e Rio de Janeiro, la formazione sta facendo conoscere in Europa il forró, genere che riunisce tutti i ritmi del Nordeste brasiliano. Grazie ai vivi consensi ottenuti a Parigi, la band ha al suo attivo decine di concerti e due dischi di successo. La Banda Zueira è invece formata da tre musicisti brasiliani (Ney Portillo al basso, Cido Nevada alla batteria e Marquinho Baboo alle percussioni) e da un chitarrista italiano, Beppe Fornaroli, noto per la sua lunga collaborazione con la cantante Barbara Casini. La "special guest" Ana Flora è nata a Pernabuco in Brasile, e ha iniziato la sua carriera nei principali jazz club di Rio e San Paolo. Presente al Festival Jazz di Zurigo e al Festival Dei Due Mondi di Spoleto, nel 2002 ha ottenuto un grande successo internazionale con la canzone Paraiso Do Mundo. Partecipazione libera a entrambi gli appuntamenti. I
Lunedì 14 maggio Al Teatro Olimpico (inizio alle 21), di scena dapprima il duo formato dal chitarrista e cantante brasiliano Guinga e dal clarinettista Gabriele Mirabassi quindi, nel secondo set, Carla Bley & The Lost Chords (con Steve Swallow al basso, Andy Sheppard ai sassofoni e Billy Drummond alla batteria) e il trombettista Paolo Fresu, più volte ospite del festival vicentino. La serata presenta dunque due formazioni ai vertici dell’odierno panorama musicale, accomunate da una profonda tensione lirica e da un’aristocratica ricerca ritmica e melodica. Tagliandi esauriti in prevendita: eventuali acquisti di biglietti – solo in caso di rinunce dell’ultima ora - potranno essere possibili iscrivendosi alla lista d’attesa all’ingresso del teatro, a partire dalle 20.30 di lunedì. Il duo Guinga-Mirabassi ha debuttato nel 2003 con il disco “Graffiando vento”. La loro musica affonda le proprie radici nel samba e coniuga preziosità acustiche, abbandoni malinconici, contrappunti jazzistici e felici intuizioni ritmiche. Guinga è uno dei massimi chitarristi e compositori brasiliani, considerato il vero erede di Antonio Carlos Jobim. Nato a Rio De Janeiro nel 1950, ha iniziato a comporre le prime canzoni a sedici anni. Suoi brani sono stati registrati da artisti del calibro di Elis Regina, Sergio Mendes, Michel Legrand, Chico Buarque. In proprio ha inciso cinque album, tra cui il magistrale “Cheio De Dedos”. Il perugino Mirabassi ha costruito su un’invidiabile base accademica una carriera jazzistica di livello mondiale, incidendo con Richard Galliano e con Sergio Assad. È membro stabile del gruppo di Rabih Abou-Khalil. Con la sua formazione ha condotto una personale indagine sulla musica di Pixinguinha e sul brasiliano Choro. Pianista, compositrice e arrangiatrice (storico il suo lavoro per la Liberation Music Orchestra di Charlie Haden), Carla Bley è tra le più quotate strumentiste del jazz moderno. Nata in California da famiglia svedese, ha iniziato a farsi conoscere nel mondo del jazz dopo aver sposato il pianista Paul Bley che l’ha incoraggiata nella sua fertile vena compositiva. Nei primi anni Sessanta è stata una delle figure chiave nel rinnovamento del jazz, fondando la Jazz Composer’s Orchestra Association e iniziando proficue collaborazioni con musicisti europei. Dagli anni Settanta guida proprie formazioni.
Martedì 15 maggio L’avanguardia storica afro-americana sarà protagonista martedi 15, alle 21, all’Auditorium Canneti per un nuovo capitolo di “New Conversations-Vicenza Jazz” festival promosso dal Comune di Vicenza e da Trivellato – Mercedes Benz con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali, della Regione Veneto, con il concorso di A.I.M., Fiera di Vicenza, Jolly Hotel Tiepolo, Assicurazioni Generali, Immobiliare Faeda S.p.a. Sul palcoscenico si presenteranno dapprima il settetto del contrabbassista William Parker, con il poeta Amiri Baraka, e – ospite speciale giunto apposta per l’occasione della diretta Rai – il sassofonista Sabir Mateen, impegnati in un omaggio al cantante soul Curtis Mayfield, simbolo con Aretha Frankin e James Brown, dei movimenti di rivolta neri degli anni Sessanta. La seconda parte vedrà Parker esibirsi con il compositore e sassofonista Anthony Braxton, altro artista tra i più quotati della scena jazz internazionale, in un inedito duo che rappresenta uno dei momenti più attesi di quest’edizione del festival: la serata, infatti, che sin dal suo inserimento in cartellone ha destato particolare attenzione tra i critici e gli addetti ai lavori, sarà registrata e mandata in onda in diretta dal terzo canale radiofonico della Rai nell’ambito della trasmissione Radio Tre Suite. Per celebrare la musica di Mayfield, William Parker ha allestito un progetto ambizioso e ricco di suggestioni extramusicali. Nel suo organico troviamo oltre ad Amiri Baraka - uno dei massimi intellettuali statunitensi nel ruolo di voce recitante - la cantante e danzatrice Leena Conquest, il trombettista Lew Barnes, il sassofonista Darryl Foster, il pianista Dave Burrell (indimenticato protagonista del free) e il batterista Hamid Drake. La loro sarà una performance magnetica e di grande coinvolgimento emotivo, presentata in anteprima a Parigi qualche anno fa e poche volte in Italia. Tramite l’omaggio a Curtis Mayfield, Parker intende celebrare i valori fondanti della cultura afro-americana. L’approccio della performance sarà quindi teso a illustrare la ricchezza di quell’universo musicale, coniugando il fascino della danza e del canto, con la forza espressiva del collettivo musicale e la suggestione della recitazione poetica.
Mercoledì 16 maggio Mercoledì 16 alle 21 al Jazz Café, l'omaggio al jazz tedesco non poteva essere più allettante e prestigioso. Si alterneranno sul palco il quartetto del pianista Joachim Kühn comprendente Claudio Fasoli; lo storico trio della musica improvvisata europea costituito da Alex von Schlippenbach, Evan Parker e Paul Lovens e lo Zentral Quartett con il trombonista Connie Bauer.
Giovedì 17 maggio Con il concerto di giovedì 17 al Teatro Olimpico (ore 21), tornano a coniugarsi le suggestioni di uno scenario architettonico unico con proposte musicali particolarmente raffinate e attente ai valori melodici. Protagonisti della serata saranno il duo italo-brasiliano del chitarrista Irio De Paula col trombettista Fabrizio Bosso e, nel set conclusivo, Abdullah Ibrahim che il pubblico potrà apprezzare in un’esibizione di piano solo. C’è però un prologo di notevole interesse con il talentuoso pianista classico Andrea Bacchetti che renderà un personale omaggio alle musiche di Ravel (a settant’anni dalla morte) e Villa-Lobos, massimo compositore brasiliano. Il programma di Bacchetti sarà registrato per una produzione discografica del festival che uscirà entro l’anno. La collaborazione tra il chitarrista brasiliano Irio De Paula e il trombettista Fabrizio Bosso è nata per il disco “Once I Loved” del 2003. De Paula è fra i massimi interpreti della musica brasiliana e vive in Italia dagli anni Settanta pur mantenendo un forte legame con la tradizione musicale del suo Paese. Dotato di tecnica cristallina e appassionante feeling, ha collaborato con grandi protagonisti americani ed europei del jazz (Phil Woods, Archie Shepp, Lee Konitz, Franco D’Andrea, Gato Barbieri, Toots Thielemans e altri). Laureato nuovo talento della critica per l’anno 1999, Bosso è oggi uno dei massimi trombettisti nazionali, sorretto da un’ammirevole quantità e qualità di doti: inventiva melodica, limpida sonorità, fraseggio incalzante, pronunciato senso ritmico. Il duo esplora con inventiva e intenso lirismo classici della canzone americana e della bossa nova con incursioni nel patrimonio più specifico della musica brasiliana e del jazz, in un percorso sorretto da un singolare equilibrio espressivo. Chiuderà la serata Abdullah Ibrahim, lo strumentista sudafricano scoperto da Duke Ellington e divenuto uno dei protagonisti del jazz statunitense degli anni Sessanta, entrando nel quartetto di Elvin Jones e collaborando con nomi quali John Coltrane, Don Cherry, Ed Blackwell, Gato Barbieri.
Venerdi 18 maggio Il concerto di venerdì 18 al Cinema Odeon (ore 21) è, ad esempio, un evento speciale che celebra l’incontro tra il jazz e il cinema, arti pressoché coeve. Ed è anche una proposta costruita dal festival vicentino in collaborazione con la Società Generale di Mutuo Soccorso per le celebrazioni del centenario della sala di Corso Palladio, la più longeva d’Italia. Di tutto riguardo la formazione chiamata a dare sostanza alla penultima serata della kermesse: l’Egea Orchestra, diretta da Germano Mazzocchetti, è costituita dai migliori jazzmen che incidono per la casa discografica Egea e ha vinto – nella propria categoria - l’ultimo referendum della critica italiana promosso dalla rivista “Musica Jazz”. Le partiture scritte appositamente da Mazzocchetti faranno da colonna sonora alla proiezione del film Pinocchio (1911) di Giulio Antamoro, interpretato da Ferdinand Guillaume, detto Polidor. Il film, che è stato restaurato dalla Cineteca Italiana, ottenne un grande successo contribuendo alla carriera di Guillaume, le cui comiche vennero poi esportate fino al 1920 anche in Spagna, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Guillaume fu anche tra gli interpreti de La dolce vita di Federico Fellini. Una serata a più livelli d’interesse, dunque, quella di venerdì, ma non per questo esclusiva di cinefili o del pubblico più avvertito. La musica dell’Egea Orchestra ha un singolare potere di fascinazione per la cantabile sintesi tra i caratteri classici del jazz e il nostro patrimonio popolare. La formazione è composta da alcuni dei più grandi solisti del jazz italiano: Pietro Tonolo al sax tenore, Marco Zurzolo al sax contralto, Luca Velotti al clarinetto, Giampaolo Casati alla tromba, Alessandro Tedesco al trombone, Paolo Birro al pianoforte, Giancarlo Bianchetti alla chitarra, Salvatore Maiore al contrabbasso, Alfred Kramer alla batteria, Fulvio Maras alle percussioni. Nasce come produzione originale del festival di Roccella Jonica che commissionò a Mazzocchetti la realizzazione di un progetto spiccatamente mediterraneo, poi realizzato nel disco intitolato “Di mezzo il mare” pubblicato dall’Egea Records nel 2006.
Sabato 19 maggio È un concerto di grande richiamo, per una serata densa di emozioni, quello che conclude “New Conversations-Vicenza Jazz 2007” sabato 19, alla Sala Palladio della Fiera (inizio alle 21). Di scena la cantante Dee Dee Bridgewater con il progetto “Red Earth, a Malian Journey” in cui l’eclettica vocalist americana – che il grande pubblico ricorderà a Sanremo vincitrice nel 1990 assieme ai Pooh e, precedentemente, in coppia con Ray Charles nell’incisione dell’hit internazionale Precious Thing – fonde la musica africana con la tradizione vocale e strumentale del jazz. L’idea dello spettacolo nasce nel 2004, durante un viaggio della cantante in Africa. Giunta a Bamako, in Mali, la Bridgewater ha sentito una profonda attrazione per la musica di quel Paese, dov’è poi tornata più volte per lavorare con artisti locali. Nel progetto, l’artista di Memphis coniuga la ricca tradizione percussiva africana con gli stilemi tipici del jazz nord-americano tra cui, ovviamente, lo swing. E vi aggiunge il suo vibrante appeal, il canto acrobatico e sensuale, la tensione ritmica e la febbrile presenza scenica. Sul palcoscenico della Sala Palladio sarà accompagnata da sei cantanti e percussionisti africani: Kabine Kouyate e Mamami Keita (canto); Cherif Soumano (kora); Moussa Sissokho (doum doum e jdembe); Baba Sissoko (talking drum e n’goni) e Lansine Kouyate (balafon). Assieme a loro, tre noti jazzmen: il pianista Edsel Gomez, il contrabbassista Ira Coleman e il batterista Minino Garay. Dopo aver debuttato appena ventenne con l’orchestra di Thad Jones e Mel Lewis, dov’è rimasta alcuni anni, la Bridgewater è maturata accanto ad artisti come Max Roach, Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Dexter Gordon. Protagonista di alcuni importanti musical a Broadway (The Wiz, Sophisticated Ladies, Lady Day) la cantante vive dalla metà degli anni Ottanta a Parigi e la sua carriera artistica ha ottenuto vivi apprezzamenti anche dal grande pubblico della musica leggera. In questo senso ha raccolto l’eredità di grandi interpreti come Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan. Non è un caso che nel 1997 abbia vinto un Grammy Award con l’album “Dear Ella”, primo vero tributo alla first lady della canzone da parte di una collega. Nonostante quei successi, la Bridgewater si sente e resta una jazz singer, una grande interprete creativa che elabora progetti originali come i recenti “This Is New” dedicato a Kurt Weill, “J’ai deux amours” imperniato sulle canzoni francesi, “Love and Peace: a Tribute to Horace Silver” con cui ha ottenuto una nomination ai Grammy”.
I CONCERTI AL JAZZ CAFE' Il variopinto palcoscenico di Vicenza Jazz trova da anni nei concerti notturni al Jazz Café Trivellato uno dei momenti centrali, per la qualità artistica e l'attrattiva dell'offerta musicale su pubblico e critica. Anche quest'anno il jazz club ufficiale del festival, continuerà a essere il punto di riferimento privilegiato per gli amanti della musica after-hours. Sarà ospitato negli spazi del Teatro Astra, con un allestimento inedito che darà nuova veste alla sala di Contrà Barche
L'attività del club anticipa di un giorno l'apertura ufficiale del festival, presentando la sera di venerdi 11 alle 21, Ronnie Cuber, uno dei maestri del sax baritono, che si esibirà con la Big Band del Conservatorio Pedrollo, arricchita da Marco Tamburini ed Elliot Zigmund, in una rilettura della musica di Gerry Mulligan orchestrata da Roberto Spadoni.
Sabato 12, con l'avvio ufficiale del festival, l'attività del club si sposta in seconda serata confermando, alle 23, Ronnie Cuber accompagnato dal raffinato Spring Jazz Trio (Birro, Conte e Zigmund) più Tamburini alla tromba. Domenica 13, alla stessa ora, sarà di scena la musica latina con un tributo a Vinicius De Moraes proposto dalla Banda Zueira con la cantante brasiliana Ana Flora.
Doppio appuntamento (lunedì 14 e martedì 15, sempre alle 22, con ingresso libero) per il Jazz Café Trivellato allestito al Teatro Astra di Contrà Barche. Nelle due serate, a fare compagnia agli spettatori del festival che amano tirar tardi, vi saranno il quartetto del tenorsassofonista Harry Allen e i tedeschi The Swinging Mallets, questi ultimi in arrivo dalla città gemellata di Pforzheim. Il gruppo, composto da Boris Ritter (pianoforte), Roland Härdtner (vibrafono), Klaus Dusek (contrabbasso) e Goran Mann (batteria), si ispira all’estetica del Modern Jazz Quartet, ed è uno degli ultimi esempi di una tendenza che risale agli anni Cinquanta, quando artisti come Gunther Schuller e John Lewis (il leader del MJQ) sperimentavano l’incontro tra jazz e musica accademica europea. Nel loro recente album “Airevolution”, la formazione reinterpreta celebri brani di Johann Sebastian Bach, che saranno riproposti anche in questa loro tappa vicentina. La seconda parte della serata sarà affidata al quartetto di Allen che vedrà tornare in scena Paolo Birro al pianoforte, Lorenzo Conte al basso ed Eliot Zigmund alla batteria, già esibitisi venerdì e sabato con Ronnie Cuber.
Protagoniste della serata di mercoledi 16 maggio, il cui secondo e terzo set saranno registrati da Radio Tre Suite e trasmessi in differita, sono tre prestigiose formazioni che includono alcuni dei migliori strumentisti europei operanti nell'ambito dell'avanguardia legata alla libera improvvisazione: il Dudek-Kühn-Lillinger Trio con ospite Claudio Fasoli, lo Schlippenbach-Lovens-Parker Trio e lo Zentralquartett. L'ingresso è a pagamento (biglietti interi a 16 euro, ridotti a 12 e ridotto gruppi a 10, escluso diritto di prevendita). Prevendite al botteghino del Teatro Olimpico aperto dalle 9 alle 16.30; al call center (numero 899 666 805). Se non esauriti, i tagliandi saranno acquistabili anche al botteghino dell'Astra, dalle 20.30 di mercoledì. Dalle 23, ingresso libero. "New Conversations - Vicenza Jazz" è promosso dal Comune di Vicenza e da Trivellato - Mercedes Benz con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali, della Regione Veneto, con il concorso di A.I.M., Fiera di Vicenza, Jolly Hotel Tiepolo, Assicurazioni Generali, Immobiliare Faeda S.p.a. e con la collaborazione di Confcommercio Vicenza.
Giovedì 17 (ore 22, ingresso libero), il Jazz Café Trivellato, allestito al Teatro Astra, presenta due formazioni italiane di prim’ordine: il quartetto del sassofonista Pietro Tonolo (con Paolo Birro al pianoforte, Piero Leveratto al contrabbasso e Alfred Kramer alla batteria) e il quintetto del contrabbassista Lello Pareti, comprendente il fisarmonicista Antonello Salis, il sassofonista Stefano Cantini, il chitarrista Bebo Ferra e il batterista Walter Paoli. Ognuna delle due formazioni presenta il repertorio di un album particolarmente fortunato, realizzato di recente. Il gruppo di Tonolo esegue i brani di “Italian Songs”, dedicato ai grandi temi della canzone italiana, mentre quello di Pareti le composizioni originali che hanno dato vita al progetto “Maremma”. Tonolo è da anni tra i migliori sassofonisti europei: ha collaborato con i massimi jazzmen internazionali (Chet Baker, Dave Holland, Lee Konitz, Paul Motian e decine di altri) e diretto organici di primo piano. Tra i progetti più recenti va ricordato “Lennie’s Pennies”, dedicato a Lennie Tristano. Contrabbassista di vasta esperienza, Pareti è stato a lungo partner di Luca Flores, Stefano Bollani, Bruno Tommaso e dei cantanti Sergio Caputo, Tiziana Ghiglioni e Barbara Casini. Di recente ha espresso apprezzabili doti di leadership, coniugando la sintassi del jazz con la cantabilità della nostra tradizione popolare. Nel suo gruppo spicca la presenza di Antonello Salis, uno dei musicisti più fantasiosi del jazz italiano, già più volte ospite di “Vicenza Jazz”.
Protagonista della serata di venerdì 18 è l'incisivo quartetto Quadrant, comprendente il sassofonista Robert Bonisolo e il prodigioso pianista Antonio Faraò. Aprirà la serata alle 22 (ingresso libero), l’Ensemble della Scuola Thelonious, organico agile e compatto, sostenuto dall’alto livello del suo corpo docente, e dalla vivace personalità sia nel lavoro d’assieme che negli interventi dei solisti. Le sue coordinate espressive sono quelle della moderna orchestra jazz di fattura mainstream, ricca di swing e mordente. Alla conduzione, Ettore Martin che divide abitualmente la propria attività tra direzione e performance come sassofonista. Bonisolo s’è diplomato al Berklee College of Music di Boston sotto la guida di John La Porta e Jerry Bergonzi, e ha poi studiato a New York con Dave Liebman e Joe Lovano. Residente da anni in Italia, ha suonato con Franco Ambrosetti, Gianni Cazzola, Lee Konitz, Kenny Wheeler, Eliot Zigmund e, in ambito pop, con la cantante Rossana Casale. Romano, poco più che quarantenne, Faraò è uno dei pianisti di punta del jazz europeo d’inizio secolo. Allievo prodigio, ha debuttato nel quintetto di Claudio Fasoli e alla fine degli anni Novanta ha incontrato il successo internazionale vincendo il prestigioso premio Martial Solal e registrando per le etichette Enja e Cam Records. La carriera di Faraò è costellata di incontri importanti, come quello col sassofonista Bob Berg con cui ha registrato uno dei suoi lavori migliori, “Far Out” del 2003 edito dalla Cam. Quadrant, la seconda formazione in scaletta, è frutto della collaborazione tra il sassofonista canadese, ma veneto d’adozione, Robert Bonisolo ed il pianista Antonio Faraò. Il loro jazz si colloca entro il miglior filone modern-mainstream ma, considerando il valore dei solisti (alla sezione ritmica vi sono Aldo Zunino al contrabbasso ed Enzo Carpentieri alla batteria) si attende un set d’altissimo livello, ricco di passione, ricchezza d’idee e sostenuto da una tecnica di prim’ordine.
Sabato 19 alle 21, a far calare il sipario sull’attività dello spazio di Contrà Barche ci penseranno il quartetto di Ettore Martin - che diverrà di fatto un ottetto grazie alla presenza degli archi – e il quintetto di Michele Calgaro, all’opera con una rivisitazione di brani di Thelonious Monk. La scelta di proporre due formazioni vicentine trova ragion d’essere nell’omaggio a una figura importante del jazz berico, Antonio Cavalloni, scomparso lo scorso anno, da sempre amante della musica afroamericana, a sua volta musicista (fondò il Trio Florio), collezionista di dischi e video, nonché grande amico del festival. E non è casuale la presenza sul palco dell’Astra di Ettore Martin, che di Cavalloni fu amico e assiduo frequentatore. Il compositore e arrangiatore vicentino, attivo nella scena jazzistica da più di quindici anni, presenterà il suo ultimo lavoro discografico “Senzaparole”: una rivisitazione di alcune tra le più belle canzoni della tradizione italiana come Amore baciami, Senza fine, Donna, Il cielo in una stanza, Estate. Affrontare questo tipo di repertorio senza la parte vocale è una scelta stilistica che consente al gruppo di rielaborare in modo libero e personale frammenti melodici indimenticabili. Il progetto rappresenta inoltre un’occasione di incontro tra due quartetti, formazioni tipiche del jazz l’una e della musica classica l’altra. Oltre al leader, al sax tenore, saranno della partita Matteo Alfonso (pianoforte), Danilo Gallo (contrabbasso), Enzo Carpentieri (batteria), Maria Vicentini e Lorella Baldin (violini), Grazia Colombini (viola), Paola Zannoni (violoncello). Con il progetto “Round about Monk”, registrato a Trieste un anno fa, e pubblicato dalla Caligola records nell’ aprile di quest’anno, il chitarrista Michele Calgaro rende omaggio a Thelonious Monk, rivisitando alcuni brani fra i più noti dell’autore afroamericano (da Epistrophy a Monk’s Mood, da Crepuscule with Nellie a Brilliant Corners). Quello di Calgaro è anche un sentito e dovuto omaggio alla scuola di musica “Thelonious” di cui il jazzman vicentino è fondatore e direttore dal 1990. “Round About Monk” è il primo disco da leader dopo diverse decine di pubblicazioni con artisti quali Cheryl Porter, Claudio Fasoli, Paolo Fresu, la Lydian Sound Orchestra. Con Calgaro, si esibiranno alcuni fra i più quotati jazzman veneti, già suoi partner in diversi progetti concertistici e discografici: Kyle Gregory alla tromba, Robert Bonisolo al sax tenore, Lorenzo Calgaro al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria.
I concerti al Jazz Café Trivellato sono a ingresso libero, eccetto quello di mercoledì 16, per il quale i biglietti sono in vendita a euro 16 (intero), 12 (ridotto) e 10 (ridotto gruppi), al botteghino del Teatro Olimpico, aperto dalle 9 alle 16.30, dal martedì alla domenica. L'acquisto è possibile anche chiamando il call center 899 666 805 (numero a pagamento). Informazioni: 0444/320217; 346/1405630).
LE INIZIATIVE COLLATERALI Come consuetudine, le giornate di New Conversations – Vicenza Jazz sono costellate da iniziative musicali, conferenze e mostre di pittura e fotografia, che offrono altre occasioni di interesse. Venerdì 11 maggio alle ore 18 all'ExGIL s'inaugurerà la mostra fotografica di Patrizia Giancotti "Siamo tutti brasiliani" in collaborazione con l'Istituto Brasile-Italia. Domenica 13 alle ore 11, Patrizia Giancotti terrà una conferenza sul tema "Dalla schiavitù alla beleza negra".
Altri due spazi espositivi saranno presenti al Palazzo delle Opere Sociali in Piazza Duomo (dal 13 al 17 maggio la mostra di pittura "Brasil fantastico") e alla Chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino (mostra di fotografia "Berlin" dal 6 al 27 maggio, in collaborazione con l'Istituto di Cultura Italo-Tedesco).
Box Office: botteghino del Teatro Olimpico orario: 9 - 16.30 chiuso il lunedi. Call Center: 899 666 805 (servizio a pagamento).
Info: Agenzia Panta Rhei Via Carlo Cattaneo 21 Vicenza Tel: 0444/320217 – 346/1405630. | | | | |