| Per la prima volta vengono proposti abbinamenti vino-cibo che potranno rispecchiare fedelmente le regole e le tradizioni od essere volutamente provocatori con l'intento di stimolare ed incuriosire. La splendida cornice di Villa Godi Maliverni, prima "Fabbrica" vicentina di del genio creativo di Andrea Palladio, vuole simbolicamente dimostrare il profondo ed antico legame tra vino, cultura e storia, proponendo un profilo d'immagine ideale per questa terza edizione. La collocazione geografica stessa della villa ci porta tra le dolci colline di Breganze, terra di vini e vignaioli da tempo immemorabile. Villa Godi Malinverni é dunque non solo punto d'incontro privilegiato tra produttori, operatori del settore e pubblico, ma anche una grande occasione per rinsaldare l'antico legame tra la cultura del vino ed il grande patrimonio storico e culturale del vicentino. Per rendere più completa la proposta di questa terza edizione di "Bacco in Villa", sono stati organizzati alcuni eventi collaterali alla manifestazione espositiva: un allestimento di un banco di assaggio con giuria selezionata, composta da: due giornalisti, due ristoratori, due sommeliers che premierà i migliori vini in varie categorie. Domenica 5 e lunedì 6 maggio mini corso di degustazione, grazie alla collaborazione dell'AIS, al fine di coinvolgere ed istruire nella degustazione operatori e visitatori; workshop che permetta di presentare fiere collaterali per tutti coloro che sono interessati al mondo enogastronomico. Inoltre, domenica 5 maggio é allestita una sala per la recitazione della Lettura Merlini "Alle fonti di Moscatella Malvasia", per unire maggiormente cultura, arte ed enologia. LA VILLA A LUGO Villa Godi Malinverni, inserita nel ricco patrimonio artistico delle ville venete, fu edificata dal grande Andrea Palladio nel 1542 e rappresenta la sua prima grande opera in ordine cronologico. I pittori Gianbattista Zelotti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano realizzarono gli affreschi nelle bellissime sale interne. Rimase per molto tempo in stato di degrado, finché nel 1962 Remo Malinverni dedicò gli ultimi anni della sua vita per riportarla all'antico splendore. Inserita in uno stupendo parco ricco di verde e di piante secolari, con quasi 1.300 metri di vialetti, la Villa é considerata Monumento incluso nella lista dell'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Sulla facciata anteriore una gradinata immette nell'atrio affrescato, che dà su due piccole terrazze protette da una balaustra. Sopra al fornice centrale é posto lo stemma gentilizio dei Godi, rappresentato da un leone rampante. L'ala destra ospita la Foresteria a pianterreno e la Sala Congressi al piano superiore. La pianta della Villa è estremamente semplice: una loggia e la sala centrale dividono gli spazi del piano nobile in due parti perfettamente simmetriche con quattro stanze ad ogni lato. La decorazione pittorica di Villa Godi precede i cicli di affreschi di molte ville del cinquecento veneto. A realizzare questo notevole lavoro furono tre artisti: il Padovano, lo Zelotti, Battista e il Moro. La presenza di affreschi in questa sua prima opera ci fa riflettere sulla questione dei rapporti tra l'architetto e i decoratori, e gli stessi committenti. Le sale affrescate, tutte aperte al pubblico, sono nove, oltre alla loggia di ingresso affrescata dal Padovano. |