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Coppa Ronchetti

Partita di andata per le semifinali di coppa Ronchetti edizione 2000/2001
Orario: h. 20.30
Campo: Palacampagnola - Viale dell'Industria a Schio (VI)
Arbitri: Lazaros VOREADIS ( Grecia ) - Andreas ROTH ( Austria )
- Commissario FIBA: Bertrand GALLEY ( Svizzera )

a cura di Giovanni Lucchesi

E' il momento: quello di cominciare a costruire gli ultimi piani per arrivare su un tetto d'Europa. È una semifinale, se preferite una final four giocata su andata e ritorno. Occorre seminare ancora e prepararsi a raccogliere i frutti di adesso e di mesi di avventure in giro per il continente. Ancora quattro passi prima della vetta: ma sarà dura. Di fronte, stasera, una squadra dal duplice volto, abituata a far valere il fattore casa tanto da permettere recuperi anche sorprendenti dopo prestazioni esterne non impeccabili: sono le ucraine del Kozachka Zalk di Zaporozhye. Formazione giovane, ma abituata agli impegni di coppa, agli impegni internazionali. L'anno scorso la formazione ucraina raggiunse come questa stagione le semifinali; ebbe di fronte un'altra squadra italiana, la Lavezzini Parma. In quell'occasione Parma costruì l'accesso alla finale grazie ad un successo largo maturato in trasferta (82 a 65 )e ribadito in casa anche se con minore vigoria (76 a 67 ). Se magari teniamo presente che le emiliane riuscirono poi ad arrivare a sollevare il prestigioso trofeo. Dicevamo del cammino europeo delle ucraine. Nel turno eliminatorio vittoria sia in casa che in trasferta sulle russe del Chevakata; nel gironcino di qualificazione "percorso netto" senza particolari sforzi nei confronti delle rumene del Rapid Bucarest, delle ucraine del Tim Skuf di Kiev, delle bulgare dello Slavia Sofia. Poi gli ottavi di finale. E qui comincia il bello: sconfitta in trasferta contro le polacche del MTK Polfa di Pabianice per 80 a 66 e vittoria in casa 68 a 53, con un punticino di differenza che vale oro quanto l'ammissione ai quarti. Confronto con le israeliane dell' Elitzur Cellcom: + 19 per le padrone di casa; le ucraine sembrano spacciate, ma in casa confezionano un secondo miracolo vincendo di 20 dopo un tempo supplementare. Stasera occorrono nervi saldi, poca ansia di fare canestro. Pallacanestro essenziale, rapida, difesa solida per limitare le bocche da fuoco e la capacità che tutte le squadre dell'est ( di scuola russa in particolare ) hanno di rendere facile il gioco se non aggredite, se non letteralmente contrastate. Le ucraine si affidano ad un gioco spontaneo dove gli schemi sono tracce da interpretare, dove vecchi / nuovi principi come quelli della mezza ruota, così come il gioco senza palla e il contropiede primario a 5 trovano interpretazione perfetta. La tattica difensiva anche questa ha fatto scuola: distanza di sicurezza dall'avversario, quella distanza che scoraggia od invita, a seconda dei punti di vista, tanto il tiro quanto la penetrazione, molti cambi sistematici in virtù di una media altezza sufficientemente omogenea, anticipo quando necessario, buon presidio dell'area. Intorno ad una squadra che viene da lontano c'è una sorta di mistero, di attesa, di curiosità. Ma la televisione e la comunicazione nel villaggio globale, con un po' di buona volontà, riescono a sollevare il sipario; anni fa, quelli del glorioso, inimitabile Vicenza di Pollini, Gorlin, Fullin, Lawrence, Peruzzo, Smith ecc, le squadre russe erano sorprese, capaci di trasformarsi nel corso della stessa stagione, di mutare a 180 gradi da una stagione all'altra. Affrontarle era sinceramente più difficile. c'era una grande necessità di adattarsi alle situazioni, una maggiore richiesta di lettura e interpretazioni delle situazioni in tempo reale. Cosa sappiamo delle ucraine? Abbastanza, non tutto. Sei giocatrici fondamentali con una età media molto bassa: 22 anni. I nomi possono dire poco, anche perché difficili da scrivere ed ancor più da pronunciare. Allora, attenzione. In play maker NAYMUSHYNA, con 8 punti di media a partita, ma soprattutto un "brutto" 45 % nel tiro da tre punti; a dividersi il ruolo di guardia ed ala piccola ci sono la rocciosissima ed esperta BURENOK ( 35 anni ), seconda rimbalzista e terza miglior scorer della formazione con i suoi 14,5 di media, ed il fenicottero LELEKA, gambe lunghe ed atletismo, anche lei, come d'altronde tutto il reparto esterne, pericolosissima da tre punti. Sotto canestro due giovanissime: VODOPIANOVA, russa di San Pietroburgo e quindi "straniera", appena 19 anni (e già una medaglia d'oro al collo come quella dei campionati europei under 20 ) che viaggia in Coppa alla rispettabile media di 13 punti con una percentuale di tiro interessantissima e che chiama quasi il 60%. Poi la massiccia Olena KRIVEN'KA, appena ventiduenne, ma miglior realizzatrice e rimbalzista della formazione con 22 punti e 10 rebounds a gara. Proprio le due torri gemelle sono state le artefici dell'ultima rimonta contro le israeliane grazie ai 27 punti di Kriven'ka ed ai 20 di Vodopianova. Il cambio più significativo è quello offerto dalla diciannovenne esterna KHABAROVA, che in qualche modo completa le rotazioni. Straordinari per Mc Williams, Walters, Arnetoli e Strazzabosco? Non solo per loro. Tutte le ucraine sanno giocare a basket, conoscono l'arte del penetra e scarica e soprattutto sono mobili ed atletiche. La loro marcatura, lo dicevamo all'inizio, a volte diventa un rebus e la scelta tattica, qualunque sia, può dimostrarsi una coperta corta. Per contenere il gioco "orientale" servono intelligenza, attenzione e.nervi molto, molto saldi. Il confronto, lo sappiamo, si gioca su due round. Stavolta il primo è in casa Beretta: 40 minuti "alla morte" per conquistare rispetto, chiamiamolo così, per un ritorno che si presenterà durissimo sia logisticamente sia tecnicamente a prescindere dal risultato di stasera.
E poi il pubblico.che dovrà intaccare, nei limiti della correttezza la proverbiale freddezza delle ucraine.
Assieme, allora!

31/12/2001

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