| Informazione pubblicitaria!! | | | | | | | | | | L'operazione è pronta. Archiviata Como si viaggia verso la Turchia. La pianura della Cilicia, in particolare. Zona centro orientale della Turchia. Ci aspettano ad Adana. Ci aspettano impazienti. In palio, tra noi e i turchi, una coppa europea di basket: l'hanno intitolata a Liliana Ronchetti, una grande del basket del passato, una dei pochi nomi italiani a cui la federazione internazionale ha deciso di dedicare qualche cosa di bello. E a questa coppa noi italiani siamo affezionati. L'abbiamo onorata vincendola per varie volte: la prima volta ci pensò Roma, allora Bata, nel lontano 1984. Era la squadra di Aldo Vitale, attuale dirigente di primo piano della FIBA, la federazione internazionale di basket. |  | | Poi un digiuno di 6 anni. All'alba degli anni 90 le squadre italiane iniziarono un quinquennio di dominio assoluto. In sequenza, dal 90 al 94, vinsero Parma, Milano, Vicenza, ancora Parma e poi Cesena. Poi altri 6 anni di digiuno per arrivare al 2000, al trionfo dello scorso anno della Lavezzini Parma. Adesso tocca a Schio. La BERETTA, questo è il marchio che le ragazze hanno onorato per mesi in giro per il continente, affronta ad Adana il Botasspor. Clima piovoso, temperatura sui 18/ 20 gradi, sembrerà di non aver lasciato troppo in Italia. L'importante è portare con noi la rabbia e la voglia di vincere, quelle delle grandi occasioni; e questa è una grande occasione. La prima volta in Europa, la prima volta per un trofeo che è un pezzo di storia e nobiltà della pallacanestro femminile internazionale. Vogliamo questa coppa: la vuole il presidente per ripagare, sia pur parzialmente, tanti sacrifici, tanti bocconi non sempre dolci; la vuole una dirigenza che di occasioni ne ha sfiorate tante, cogliendone meno di quanto in effetti meritasse; lo vogliono le atlete, alla caccia di una coccarda, alla ricerca di un input, di una credenziale credibile per la lotta con le altre nobili per la conquista dello scudetto; la vogliono gli allenatori per mille ed un motivo. Di fronte un cliente acido, definiamolo così. Su 80 minuti la finale è lunga, ma comincia oggi pomeriggio. Saranno le 5 della sera in Italia. Botasspor è il primo finalista del campionato turco. Ha condotto una stagione esaltante arrivando fino in fondo a giocarsi tutti gli obiettivi. In campionato: finale viaggiando a 90 punti a partita. In coppa: anche qui, naturalmente, finale, e con il miglior attacco di tutta la manifestazione. Le turche in attacco fanno paura..Nervi saldi davanti al tifo assordante e continuo nel bel palasport locale: 2500 persone che accompagnano le giocatrici, cantando e saltando per 40 minuti sulle tribune, invocando RID-RID-RID-RID ovvero la top scorer del campionato e della coppa. Il suo nome corretto è Reed: Mc Williams, Wolters, Fallon la conoscono bene. È avversaria delle prime due, compagna della terza nella WNBA. A Phoenix ha viaggiato a quasi 20 di media: non sono pochi in quella parte dell'oceana riuscirci. Reed è un po' "matta", una individualista terribile, capace di folate e trance agonistica che producono 8, 9, 10 canestri consecutivi a fronte di momenti di apparente letargo. È lei la punta di un iceberg che si solidifica intorno a Tangela Smith, centro nero di grandi doti atletiche e già in Italia a Priolo, e ad Aylin Yildizoglu, il "cuore" di questa squadra temibile. È lei la leader, che chiama la folla, che salta e corre per il campo, che si arrabbia duramente con gli arbitri, che guida il gioco. È un trio da limitare, da non lasciare preda di entusiasmo e "gasamento". La difesa dura, arbitri permettendo, sarà una chiave di volta dell'impalcatura necessaria a sostenere l'impatto sul terreno "nemico". Occorre un altro sforzo, almeno una buona parte. Vorremmo tornare dalla Turchia con un risultato utile, utile davvero per una partita di ritorno da battagliare, da graffiare via per poter sollevare la coppa; anche con l'aiuto, indispensabile della gente e dei tifosi. Ma occorre prima passare ad Adana. È una citta grande, con quasi un milione di abitanti. Una città industriale e commerciale, che due anni fa è stata epicentro del terribile terremoto che ha sconvolto la Turchia! Ad Adana, pensate, è nato anche Terim, l'imperatore, ex allenatore della Fiorentina: personalità forte, idee chiare. E quello che occorre alla Beretta questa sera! | 31/12/2001 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |