| Informazione pubblicitaria!! | | | | | | | | | | I voli aerei sono due: NG 216 per Vienna; poi lo 06 609 per Kharkov. Da qui trasferimento in pullman verso Zaporozhie. Sono quasi 300 km. di viaggio su strade un po' sconosciute, alle velocità e secondo le regole dell'Ucraina. Lì è l'appuntamento per la semifinale di ritorno della Coppa Ronchetti. L'Ucraina è lontana, obiettivamente distante dalla nostra realtà. Sportivamente l'abbiamo conosciuta in finale a Brno, campionati europei basket femminile, quando Nazarenko e compagne sfilarono il sogno d'oro alle azzurre di Sales. |  | | Socialmente dell'Ucraina abbiamo il ricordo triste ed angoscioso del disastro nucleare di Chernobyl (26 aprile 1986.) Sono passati ben 10 anni da quando, il 24 agosto del 1991, l'Ucraina proclamò la sua indipendenza dalla vecchia e sfaldata U.R.S.S. (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche), ma ancor oggi qualcuno confonde o associa questo paese alla Russia;il popolo ucraino è diverso per cultura, per origini da quello russo, e tiene molto alla sua identità. Il 24 agosto del 1991 fu stilata la dichiarazione d'indipendenza del parlamento Ucraino. Il primo dicembre dello stesso anno, con un referendum nazionale, il 93% della popolazione vota per l'indipendenza ed elegge, nella persona di Leonid Makarovich Marciuk, il primo Presidente democratico. Il 10 luglio 1994, Leonid Kucma, firma il trattato per il disarmo nucleare. La capitale dell'Ucraina è Kiev Scavi archeologici, mettono in evidenza che i primi insediamenti sul territorio di Kiev risalgono a 15-20.000 anni fa. La leggenda racconta che verso fine del V° e l'inizio del VI° secolo, tre fratelli, Kiy, Shchek e Khoriv, e la loro sorella Lubid, fondarono una città che fu chiamata "Kiyv" come il nome del più vecchio dei fratelli, "Kiy". L'evoluzione di Kiyv (o Kiev, esiste tutt'oggi un'accesa disputa sulla vera pronuncia del nome della capitale Ucraina), non ha potuto scindere dallo sviluppo del vecchio stato feudale "Kievskaia-Rus". Leggende e documenti storici, descrivono le coraggiose gesta del popolo a difesa della città dalle incursioni soprattutto di Tartari e Mongoli, del feudo Lituano e Polacco, del Principato di Muscovy e dell'Impero Russo.Il primo colono di Kiyv, costruì la cittadella nella sponda destra del fiume "Dniepr" per proteggersi dalle tribù nomadi. Poi il gran principe di Kiyv costruì il proprio palazzo e la chiesa sulla collina "Starokievskaia", mentre artigiani e mercanti erigevano le loro abitazioni in riva al fiume. Verso la fine del IX° secolo, quando il principe dell'impero "Kievskaia-Rus" riunì i vari gruppi tribali slavi sparsi per il territorio, Kiev divenne il centro politico delle popolazioni slave orientali. La città mantenne alto il valore degli scambi commerciali, favorita dalla posizione strategica, a metà strada tra gli insediamenti delle popolazioni Vichinghe e Greche. Nel corso dei secoli è questo aspetto di crocevia del commercio, degli scambi che permette la crescita e lo sviluppo anche culturale della città. Sono anche le istituzioni quali l'accademia "Mohila"che contribuisce decisamente alla conservazione di questo sviluppo. Gli alunni delle scuole di Kiev erano reputati i migliori nell'ambito dell'Impero Russo. Nel XVIII° secolo, Kiev delle cento chiese, divenne il centro simbolo della cristianità ortodossa dell'impero Russo.Dopo le riforme sociali del 1861, che avevano evidenziato ed annullato i peggiori aspetti schiavisti in Russa e Ucraina, la condizione delle realtà economiche e socioculturali migliorarono sensibilmente; aumentarono il numero degli ospedali e degli istituti scolastici. Dopo la costruzione della tratta ferroviaria Odessa-Kursk, ultimata nel 1860, e lo sviluppo del traffico fluviale sul fiume Dniepr, Kiev divenne un importantissimo centro di smistamento per i trasporti. Le transazioni commerciali, e gli scambi di grano e zucchero, che avvennero in quel periodo, influenzarono il mercato mondiale dei generi alimentari.La prima linea elettrica del tram in tutto l'Impero Russo, fu inaugurata a Kiev nel 1892 segnando l'inizio di consistenti investimenti, da parte di realtà locali ed estere. Il periodo bolscevico, fu delineato da continui cambiamenti politici, nel lasso di tempo compreso tra il 1917 ed il 1921, il parlamento cambiò per ben tre volte; il 22 gennaio 1918 lo stesso, capeggiato dallo storico Mickail Hrushevsky, dichiarò l'indipendenza della nazione Ucraina. Uno dei primi paesi che riconobbe tale indipendenza, fu la Russia, che cercava in tutti i modi di consolidare il suo potere, creando i presupposti per la nascita dell'URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche). Subito dopo la dichiarazione d'indipendenza e il riconoscimento da parte della Russia; l'Ucraina fu attaccata dalle truppe dell'Armata Rossa.. Nel gennaio del 1919, la Repubblica Popolare Ucraina, guidata dal giornalista Simonon Petliura, si unì con la Repubblica Popolare dell'Ovest Ucraino, che faceva parte dell'Impero Austro-Ungarico, con propria capitale a Lviv (Leopoli); quest'unione durò ben poco, l'esercito ad ovest perse la guerra con i secessionisti Polacchi, mentre a Kiev, l'Armata Rossa sconfisse e allontanò le truppe di Petliura dalla capitale. L'Ucraina fu ufficialmente inglobata nell'Unione Sovietica. Sotto il periodo Staliniano, la politica, il sociale, la cultura e l'economia, furono soffocate da una campagna di terrore, con uccisioni e deportazioni in massa nei famosi "Gulag", i campi di lavoro forzato della gelida steppa siberiana. Durante la seconda guerra mondiale, Kiev fu pesantemente danneggiata. Durò 72 giorni la resistenza opposta dal popolo ucraino alle truppe naziste, che il 19 settembre 1941 conquistarono la città; i nazisti costruirono, nelle sue immediate vicinanze, due campi di concentramento. Nel periodo d'occupazione, furono uccise oltre 200.000 persone e altrettante 100.000 furono deportate in Germania per lavori pesanti. Kiev fu liberata dalle truppe sovietiche il 6 novembre 1943. Gli anni a seguire furono un continuo cantiere, per ripristinare e ricostruire quanto distrutto dalla guerra. Politicamente, le ondate di terrore Staliniste incombevano sulla popolazione ed impoverirono la nazione di menti sopraffine con una progressiva distruzione delle forme espressive del popolo Ucraino Poi l'indipendenza del 1991, la lenta, faticosa ripresa della nuova nazione. Una ripresa anche nelle attività sportive, un impulso che raggiunge il podio più alto, come già ricordato, in occasione degli europei di Brno, poi ancora oblio, con l'uscita di scena delle "grandi vecchie" del basket ucraino. Zaporozje è lontana da Kiev:600 e più chilometri a sud est dalla capitale, verso il delta del Dnepre. È la città dei cosacch,i molto famosa in Ucraina. Meriterebbe una visita il museo dei cosacchi, magari assistendo ai loro spettacoli, unici nel loro genere per la maestria che esibiscono nel cavalcare. Magari dopo la partita, magari se l'umore sarà quello giusto.E una città industriale,con prevalenza di industrie metallurgiche, molto attiva dal punto di vista economico ed anche culturale con tradizioni nel campo della medicina, della musica, dell'ingegneria. C'è una grande centrale idroelettrica che sfrutta le rapide del fiume Dnepre. Fu distrutta durante la seconda guerra mondiale e successivamente ricostruita. La parte industriale e quella residenziale sono separate da una "greenbealt" che definisce lo spazio per quasi un milione di abitanti. Ci aspetta un palazzo dello sport buio, caldo per il pubblico, meno per l'aspetto climatico. Di questa squadra sappiamo ormai tutto. La partita di andata ha confermato pregi e difetti che avevamo intuito, più ancora che previsto.Un quintetto forte, solido, con due punte di diamante: l'ala tuttofare Leleka e il centro Kryven'ka. Attraverso le loro mani passano le speranza e le ambizioni di recuperare il passivo pesante accusato a Schio. Poca panchina, squadra corta e monocorde, ma che in casa potrebbe trasformarsi e diventare precisa, terribilmente precisa. Beretta arriva in Ucraina con l'ambizione di una finale alle porte, con l'umiltà di chi scende in trasferta per vincere e non solo difendere il punteggio. E poi la speranza, la forte speranza di trovare un arbitraggio il meno possibile casalingo. Kozachka Zalk ha recuperato già in passato passivi clamorosi contando su vari fattori: il viaggio stancante, il campo, la propria forza, gli arbitri, la sottovalutazione da parte degli avversari, il clima ( 11 gradi di massima e -2 la minima prevista.compresa una nevicata per giovedì.) L'ultima impresa contro le israeliane dell'Elitzur Cellcom: da meno 19 a più 20 con un supplementare provvidenziale. Non basta allora controllare la situazione, occorre aggredire gli eventi per non correre il rischio di vedersi risucchiati in un vortice pericoloso e quasi senza accorgersene. Una doppia finale, con la partita decisiva in casa, è alla portata di Mc Williams e compagne. Nervi saldi, umiltà e consapevolezza dei propri mezzi: sono le classiche ricette, ma proprio perché sanno di vecchie, buone "cose" sono sempre efficaci. | 31/12/2001 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |