| Informazione pubblicitaria | | | | | | | | | | Mario Vielmo e Piero Moretti, due alpinisti vicentini, oltre gli 8000 metri del Cho Oyu.Una montagna alta 8200 metri, al confine tra il Nepal e il Tibet, la dove non è banale dire che volano soltanto le aquile, è il traguardo di due coraggiosi alpinisti scalatori vicentini che stanno lanciando la loro ennesima sfida alla grande montagna. Mario Vielmo e Piero Moretti hanno già una certa confidenza con questo tipo di spedizioni: il primo, leoniceno, ha già scalato due ottomila della catena himalayana oltre a numerose altre vette, mentre il secondo è salito oltre i 6000 e 7000 in Sudamerica, Russia e Nepal. |  | | | L'avventura dei due vicentini in questa terra lontana, a poca distanza dal celebre Everest, è già iniziata con un primo campo base in territorio cinese a quota 4850 metri e un secondo a 5700. In questo genere di avventure è fondamentale procedere lentamente e per gradi, allo scopo di acclimatare il fisico e tutte le sue funzioni, soprattutto quella cardiaca e respiratoria, alle avverse condizioni atmosferiche e alla carenza di ossigeno via via che si sale. Un ulteriore campo base è previsto a quota 6600, dove le condizioni climatiche sono davvero difficili: freddo intenso durante la notte con temperature di 20 gradi al di sotto dello zero, che rendono pericoloso anche il più banale malanno fisico, e la difficoltà di avere soccorsi e cure mediche. E da li in poi le temperature scendono ancora vertiginosamente, fino ai -40 della vetta: le numerose altre spedizioni di varie nazionalità hanno avuto tutte quante seri problemi di assideramento e alcune sono state costrette a tornare indietro. I due vicentini comunicano attraverso e-mail spediti con il sistema satellitare. Per la cronaca sono 14 le vette terrestri oltre gli ottomila metri, e il Cho Oyu (il suo nome in lingua locale significa "dea delle turchesi") appunto è una di queste. Con l'aiuto della fortuna i due alpinisti vicentini contano di arrivare in vetta nei prossimi giorni, tempo permettendo, attorno ai primi di maggio. Per Moretti in particolare si tratta potremmo dire di una sorta di "rivincita", dal momento che un suo precedente tentativo di scalare una vetta in Tibet non è andato a buon fine a "soli" 500 metri dalla vetta a causa delle condizioni atmosferiche proibitive in cui si era imbattuta la sua spedizione due anni fa. Ora dunque assieme al suo fedele compagno Vielmo ci riprova con determinazione ferrea. La loro marcia di avvicinamento, studiata lungamente a tavolino come conviene sempre in questi casi, prevede numerose tappe intermedie di avvicinamento, l'ultima delle queli, prima di compiere il balzo finale, a quota 7200 metri. Poi, se tutto va bene, sugli 8210 metri della grande montagna, sventolerà la bandiera tricolore italiana e, idealmente, anche quella di Vicenza! | 31/12/2001 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |