| Siamo nel capoluogo economico e civile della Valleogra, Schio. Un tempo le sue colline erano celebrate per i vigneti e per gli agnelli preziosi, in grado di rivaleggiare con i ben più conosciuti scozzesi. In anni recenti la gastronomia scledense e della Valle è stata oggetto di un rilancio: i biscotti locali, noti col nome di pandoli, o il Gerolimetto, il liquore tipico del Monte Summano. Ma Schio riserva anche attrattive storiche e monumentali. Iniziamo dal monumento al tessitore, che per gli scledensi è semplicemente l' Omo. | |
| Scolpito nel 1879 da Giulio Monteverde, è al tempo stesso il simbolo della Città, dell'operosità delle sue maestranze e del pioniere vicentino dell'industria, Alessandro Rossi, alcuni motti del quale sono incisi sul basamento. Schio, infatti, è centro di antica produzione laniera e fu tra i più tempestivi ad avviarsi sulle vie della Rivoluzione Industriale; la Fabbrica Alta, ovvero il primitivo stabilimento del Lanificio Rossi, è divenuto un punto di riferimento per gli studiosi dell'archeologia industriale, anche fuori del nostro Paese. Tornando a più usuali mete artistiche e paesaggistiche, raccomandiamo Palazzo Toaldi-Capra, costruito nel 1799 su progetto di Carlo Barrera, il Duomo di San Pietro, in stile neoclassico, l'ex ospedale Baratto e la casa dei Canarini, un tempo affrescata. Il nome indicava i soldati della "Milizia di Pie di monte", costituita per difendere i confini con il Tirolo, che, indossando una divisa gialla bordata di rosso, non potevano sfuggire all'arguta ironia popolare, che così li consegnò alla storia. Non vanno poi trascurate la zona del Castello, la chiesetta di San Rocco con la sua bella scalinata, il Convento dei Cappuccini e a pochi chilometri dalla Città in località Aste, la chiesetta romanica di San Martino. Da Schio il confine della zona di produzione e quindi anche il nostro itinerario prosegue lasciando la Val Leogra in direzione Magrè verso il Passo Zovo. Il paesaggio si fa più suggestivo caratterizzato da macchie di conifere, querce e betulle. Si scende quindi verso la Valle dell'Agno in località Novale tra splendidi panorami e qualche rara pianta di durella maritata ai gelsi. La strada piega a sud verso Valdagno centro operoso- industriale della valle e Cornedo Vicentino. Cornedo è situato sui colli a sinistra dell'Agno. I dintorni sono ideali per tranquille passeggiate mentre in centro troviamo la settecentesche villa Veronica e villa Trissino con il suo splendido parco. Da qui proseguiamo sulla panoramica strada della Selva che si inerpica sui colli lasciando la valle dell'Agno e puntando verso l'ultima valle in provincia di Vicenza la Valle del Chiampo. Qui la gastronomia locale si esprime al meglio con polenta e "cornioi" visto che in zona si trovano allevamenti di lumache. Chiampo è cittadina attiva soprattutto nella lavorazione della pietra anche di origine locale. Un santuario dedicato alla Madonna richiama nei giorni festivi tantissimi fedeli attirati anche dalla raccolta dei fossili esposta nell'attiguo museo. Da qui possiamo scendere verso il cuore della Doc puntando verso Arzignano e Montebello oppure attraversare il confine della provincia affrontando l'ennesima salita in direzione Vestenanova-Bolca, nella confinante provincia di Verona. |