| News / Arte e cultura / Libri |  | Carosello vicentino | | Un prezioso libro del memorialista vicentino Walter Stefani | | Venerdi 31 gennaio alle 18.30 in Sala Stucchi di Palazzo Trissino, sede Municipale di Vicenza, la presentazione ufficiale alla città di " Carosello Vicentino-Comprimari in una Città d'Autore" la nuova opera del memorialista berico per antonomasia, Walter Stefani , Edizioni Agorà. Un volume che si apre con una introduzione firmata da Nevio Furegon: l'indimenticabile giornalista la scrisse di getto quasi 10 anni orsono, all'epoca in cui il progetto aveva da poco preso forma. Sono più di 70 i personaggi che affollano le pagine di questo libro che Walter Stefani ha voluto dedicare alla "sua" Vicenza. Ovvero alla Vicenza di un Novecento che solo ora comincia davvero a sembrarci il secolo scorso. "Il tratto caratteristico di questi personaggi, ci ha detto l'autore, è stato quello di voler vivere la vita e non pensare troppo al danaro...certamente in controtendenza rispetto all'andazzo generale....." |  | | Il libro di Walter Stefani |  | Lasciando agli storici e ai loro studi il compito di ripercorrere gli avvenimenti maggiori, le figure eminenti, i documenti ufficiali, e mantenendosi invece fedele alla sua fama di scrupoloso diarista cittadino, Stefani si sofferma qui su una umanissima galleria di comprimari conosciuti personalmente. E racconta la loro vicenda come per rammentarci che sono le persone e i rapporti che esse intrecciano a costituire il senso di una comunità, a offrire la misura della sua dignità, a tracciare i contorni della sua identità. Una particolare, affettuosa Spoon River vicentina è dunque quella che ci viene incontro, nella quale ogni ritratto narra scelte di vita, percorsi imprevisti, gesti generosi, eventi curiosi , sottraendoli all'oblìo e, talvolta, al privatissimo patrimonio dei ricordi familiari. | | Walter Stefani, memorialista vicentino | | Tutti accomunati dal loro essere di ieri, i volti che qui rivivono come in una ideale passeggiata tra Piazza dei Signori e Corso Palladio, tra Campo Marzo e Monte Berico, compongono il variegato, colorito ritratto di una società sì moderna ma ancora in grado di essere un piccolo mondo capace di riconoscersi. Sfilano dunque, accompagnati da un adeguato corredo iconografico, filantropi e ristoratori, nobili e popolani, artisti e sportivi, artigiani e commercianti, religiosi e ambulanti , in una rapida galleria di nomi e cognomi tanto cordiale quanto puntigliosa nei riferimenti biografici. Quel che ne esce èil ritratto di una città viva in tutte le sue componenti, estrosa e solidale, certo meno benestante ma forse più felice di quella attuale."Il tempo dirà - osserva al proposito Walter Stefani - se la Vicenza del Duemila sarà migliore o peggiore. Di sicuro sarà un'altra Vicenza". Chi è Walter Stefani Chierichetto ai Carmini, non lo mandano in Seminario perché suo padre va poco in chiesa. Alle elementari riceve il "moschetto del Duce" e conquista la "Croce al merito" dell'Opera Balilla. Dodicenne è a bottega a imparare un mestiere. Frequenta le scuole serali per diventare pilota. Quando tocca a lui hanno abolito i corsi. È spedizioniere da Reniero ma la "Diana" lo chiama alle armi. Parte per schiantare la "perfida Albione", ma "Sciaboletta" e Badoglio lo lasciano a Roma, senza ordini. Finisce col fare le "buse" anticarro a Montebello. La guerra gli toglie il padre e si trova in Comune a istituire l'Imposta di Famiglia. Non essendo partigiano, profugo, deportato, ex fascista, deve affrontare in continuità concorsi, esami, abilitazioni. Tenta la carta del Dazio. Quando arriva al comando, aboliscono il"tributo del popolo". Richiamato a Palazzo Trissino, istituisce l'Imposta Aree fabbricabili. Ha appena allestito uffici, istruito colleghi, tassati i cittadini, che l'imposta viene abrogata. Va ad occuparsi di cultura-sport-turismo. Senza padrini o sponsor, organizza manifestazioni d'ogni genere. Con trentasei anni di servizio, si dimette in credito di duemila ore straordinarie. Continua all'Olimpico col Comitato Spettacoli dell'Accademia, che viene poi sciolto. È stato anche cantore, preaviere, commesso, claqueur, orologiaio, giocatore di calcio, marconista, studente privato, calligrafo, scout, segretario comunale, ragioniere, campeggiatore, fidanzato, padre, nonno. Giornalista pubblicista, come memorialista ha dedicato alla sua città una ventina di volumi e oltre mille articoli apparsi sulle pagine del Giornale di Vicenza. A lui si deve la nascita dell'Ostello Olimpico che accoglie a Vicenza i giovani di tutto il mondo. Aspetta la chiamata del Principale e intanto scrive. In famiglia lo chiamano "Casa Ricordi". |