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Gino Soldà
Omaggio ad un grande alpinista vicentino. Sabato 8 maggio a Recoaro
La sezione del Cai di Recoaro Terme celebra sabato 8 maggio i 50 anni della conquista del K2 e della fondazione del Corpo nazionale di soccorso alpino promovendo un convegno in cui sarà sviluppato il tema della solidarietà in montagna e del Soccorso alpino. La cittadina termale ha un forte legame con il K2 perché vi partecipò il concittadino Gino Soldà, guida alpina, atleta olimpionico, un grande del sesto grado italiano tra le due guerre mondiali. Fu chiamato da Ardito Desio, Compagnoni e Lacedelli, benché avesse ormai 48 anni, svolgendo un ruolo importante nel raggiungimento dell'obiettivo grazie alla sua prestanza fisica e alle sue doti umane, che sono state preziose per la squadra impegnata nell'ardua impresa. La conquista del colosso himalayano rappresentò per l'Italia il simbolo di una nazione che nella difficile ricostruzione dopo la guerra si risolleva e si incammina verso quello che, dopo pochi anni, sarà definito il boom economico. La partecipazione di Gino Soldà alla spedizione per la conquista del K2 è stato il culmine della sua carriera, dopo la quale continuò la sua attività di guida alpina, maestro di sci e scalatore.
L'alpinista vicentino Gino Soldà
Aveva 78 anni quando salì per l'ultima volta le ripide pareti delle Piccole Dolomiti, sorpassando addirittura una cordata di giovani rampanti alpinisti. E' stato formidabile in ogni espressione alpinistica. Così nella società, quando durante la Resistenza fu il "Comandante Paolo", a capo del battaglione Valdagno, diventando protagonista di atti di generosità, portando in salvo persone ricercate dai nazisti. La sua formidabile esperienza e la sua disponibilità l'hanno fatto diventare un protagonista del soccorso alpino.
La spedizione del 1954 sul K2
Nel 1954 fu uno dei fondatori della stazione Recoaro-Valdagno di cui fu capo stazione per 21 anni. Il Presidente Nazionale del sodalizio, Armando Poli, dichiarò che: "Soldà è un grande dell'alpinismo che ha avuto l'umiltà di dedicare tanti anni al Soccorso Alpino". Ed è appunto la solidarietà in montagna, portata avanti tutti i giorni dai volontari del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, uno dei grandi temi che il convegno di primavera a Recoaro Terme, si prefigge di sviluppare.
Compagnoni conquista la vetta
Accompagnamento di disabili, supporto ad iniziative a favore delle popolazioni di montagna più povere del pianeta, diabetici in quota: progetti ed iniziative del volontariato CAI, promossi da nomi notissimi dell'alpinismo italiano, come Kurt Diemberger, Oreste Forno, Silvio Mondinelli, Fausto De Stefani, Simone Moro. Già da tre anni l'Associazione delle Sezioni vicentine del Cai sta promovendo il progetto di cooperazione internazionale "Adottiamo un rifugio" a favore dei giovani della Cordillera Blanca del Perù, in sinergia con i volontari dell'Operazione Mato Grosso. Con il convegno di Recoaro Terme si confida di dare il via ad altri progetti concreti di solidarietà internazionale, quali ad esempio stage di tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino per istruire sulle moderne tecniche di soccorso le guide e i portatori del cosiddetto "Sud del mondo".
Gino Soldà
Delle Ande, del Karacorum, dell'Himalaya, delle montagne dell'Africa: uomini e popoli che, anche attraverso il turismo, i trekking e le spedizioni, cercano un riscatto al loro secolare sottosviluppo e povertà. Il Cai di Recoaro, attraverso questa iniziativa, vuole stimolare nei soci l'impegno concreto in favore delle tante situazioni di bisogno, di difficoltà e di precarietà che segnano la realtà contemporanea, vicina e lontana. In un mondo sempre più globalizzato, lontano ormai dal clima di "ricostruzione" che si respirava in Italia intorno a quel fatidico 31 luglio 1954, quando Compagnoni e Lacedelli misero sotto i loro scarponi la montagna più difficile al mondo, si auspica di far rivivere altrove - nel sud del pianeta per esempio - quell'atmosfera di fiducia e di rinascita, che sarà dunque un obiettivo del convegno di primavera a Recoaro Terme.

06/05/2004

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