| Il Comune di Recoaro Terme, nell'ambito delle manifestazioni culturali estive promosse dall'Assessorato alla comunità e dalla Biblioteca comunale, ospita la tredicesima edizione della rassegna letteraria Librincontro. Il filo rosso che lega gli incontri di quest'anno è il tema della Storia e dei Popoli che ne sono protagonisti: la storia delle genti venete, narrata da Pittalis e da Cibotto; la storia della Grande Guerra, narrata dalle vette del Monte Pasubio sulle quali si scontrarono austriaci e italiani ma anche la storia di un popolo, come quello armeno, che in quegli stessi anni veniva sterminato in nome di una 'pulizia etnica' che avrebbe trovato nel XX secolo altri esempi e imitatori. Di quel popolo, allo stesso tempo a noi così lontano eppure vicino, narra il libro di Arslan, finalista al Premio Campiello. Ma la storia è anche quella contemporanea - spesso inscindibile dalla cronaca quotidiana - che vede contrapporsi sullo scenario mondiale l'oriente e l'occidente, con l'Europa impegnata a trovare una collocazione precisa tra le potenti forze che si confrontano: questo il tema del libro di Teodori. | |
| Venerdi 20 agosto tocca a Gian Antonio Cibotto, con I Veneti sono matti, edito da Neri Pozza. Da "La vita anfibia", prima parte di questo libro dove si narra del legame di terra e acqua che vivono gli abitanti del Polesine, fino alle "Donne del Veneto", terza e ultima parte in cui si mostra come non sia affatto casuale che i veneti antichi avessero per divinità di riferimento Reitia, la Grande Madre, emerge da queste pagine un'incomparabile galleria di personaggi. Volti e tipi eccentrici, figure nobili e coraggiose, eruditi illustri e gente comune, "el moro belo" , "l'arziprete di Vicenza", "il cinese" . illuminati tutti dalla scrittura lieve e limpida di Gian Antonio Cibotto il quale, raccogliendo un invito di Giovanni Comisso, celebra la "dolce follia" dei suoi conterranei. Una "follia" che, come una sottile corda pazza, risuona da sempre nei campi stretti tra l'Adige e il Po e nelle splendide città venete, e genera straordinari personaggi nei quali la risolutezza, l'alacrità e l'intraprendenza fanno tutt'uno con l'eccentricità e una certa benevola bizzarrìa. GIAN ANTONIO CIBOTTO, cittadino onorario di Recoaro Terme, vive a Rovigo ed è critico drammaturgico del Gazzettino. Scrittore e saggista, si è sempre interessato di letteratura e teatro. È stato il primo a riproporre nel dopoguerra Ruzante, Giancarli, il Cieco Groto, contribuendo alla rinascita del teatro veneto. Tra le sue opere ricordiamo: La coda del Parroco, Scano boa, Contropelo, Il Doge è sordo, La vaca mora, In paradiso con la carrozza, Il principe stanco. |