| Il benessere raggiunto dall'Occidente non sembra aver dato sicurezza e serenità alle persone, se a dominare la società odierna sembrano essere la paura, l'incertezza, la mancanza di speranza. Ciò che è più grave è che la paura altera i comportamenti, che a loro volta finiscono per moltiplicare lo stato di disagio. L'Istituto Rezzara di Vicenza si propone di affrontare il problema con il simposio La paura, male oscuro del nostro tempo, programmato in collaborazione con l'Associazione Industriali e con il patrocinio del Comune di Vicenza presso Palazzo Bonin-Longare (corso Palladio, 13 Vicenza) nei giorni di mercoledì 20, giovedì 21 e venerdì 22 ottobre. Una tre giorni aperta a tutti e a ingresso libero, durante cui qualificati relatori illustrano alla platea le principali paure dell'uomo moderno e i possibili rimedi, perchè capire e prendere consapevolezza dei propri limiti è già un passo fondamentale sulla difficile strada della vita. | |
| Mons. Giuseppe Dal Ferro, che cos'è oggi la paura dell'uomo moderno? "La paura può essere assunta a criterio interpretativo di molti atti violenti, di atteggiamenti di diffidenza e di chiusura, di malessere diffuso. Quando viene meno il futuro, esplodono gli atteggiamenti più esasperati di difesa, i quali affidano al potere, alla forza, alla vendetta la soluzione dei propri problemi. La violenza così dilaga a macchia d'olio e a volte diventa per gli stessi attori autodistruzione, oggi molto meno sublimata di ieri, quando si diceva "meglio un giorno da eroi che cento da pecore". Come si manifesta la paura nella nostra vita di ogni giorno? "Per i più la paura è un modo strisciante di vivere, fatto di sospetti, di rifiuti degli altri, di chiusura egoistica. Gli effetti sono allora la mancanza di relazioni interpersonali, che richiedono fiducia reciproca; l'esasperata difesa dei propri diritti, ritenuti frequentemente violati; la disaffezione per la vita politica sociale e politica, giudicata interessata; lo sfascio di molte famiglie e la contrapposizione fra le generazioni a causa dell'incomprensione. Il passaggio poi dalle chiusure interpersonali alle forme violente è sempre possibile, perché comune è il sottofondo: l'incertezza, l'insicurezza, l'ansia. La paura diventa così il male oscuro del nostro tempo, l'angoscia di chi ieri non sapeva se avrebbe avuto i mezzi per sopravvivere, di chi oggi manca del senso della vita". Il programma del simposio prevede nel primo giorno due lezioni di fondo sulla situazione di insicurezza e sulle dinamiche della paura tenute da due docenti dell'Università di Padova Renato Stella e Adriano Zamperini; una lezione integrata nel secondo giorno sulle deviazioni comportamentali delle paure con interventi di Vincenzo Balestra e Sergio Rosato specialisti, Luigi Gui dell'Università di Trieste e Giuseppe Goisis dell'Università di Venezia; tre lezioni propositive nel terzo giorno in vista di una soluzione del problema da parte di Silvio Scanagatta e di Antonio Zuliani dell'Università di Padova e di mons. Antonio Marangon biblista. Il programma ben articolato vuole evidenziare le conseguenze della situazione di insicurezza in cui viviamo e la possibilità di uscirne attraverso interventi educativi e politici. |