| | | CHIESA VIVA on line 11/2004 |  | Dopo il Convegmo | | NUOVO IMPEGNO PER LE PARROCCHIE | | Il 3° Convegno Missionario nazionale si è svolto a Montesilvano di Pescara alla fine di settembre, mentre tutte le nostre comunità stavano vivendo i giorni di ripresa delle attività più ordinarie, nelle diocesi come nelle parrocchie.
E proprio alla vita normale delle nostre comunità pensavano molti dei milleottocento delegati di tutta Italia (tra i quali anche 16 da Vicenza, rappresentanti di gruppi missionari delle diverse zone della Diocesi) mentre ascoltavano e discutevano sul modo di aiutarle a "camminare più speditamente sulle strade del mondo, come pellegrini, compagni di questa umanità cui sentiamo il dovere di annunziare la salvezza operata dal Padre in Cristo nella forza dello Spirito" (dal messaggio finale). Avevano scritto i Vescovi italiani nella nota pastorale indirizzata alle Chiese proprio alla vigilia del Convegno: "Una pastorale tesa unicamente alla conservazione della fede e alla cura della comunità cristiana oggi non basta più. E' necessaria una pastorale missionaria, che annunci nuovamente il Vangelo, ne sostenga la trasmissione di generazione in generazione, vada incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo testimoniando che anche oggi è possibile, bello e giusto vivere l'esistenza umana conformemente al Vangelo e, nel nome del Vangelo, contribuire a rendere nuova l'intera società". E aggiungevano: "Per camminare verso questo orizzonte, occorre certamente avere il coraggio della novità che lo Spirito chiede alle Chiese. Ma occorre anche saper valutare, valorizzare e sviluppare le potenzialità missionarie già presenti - anche se spesso in forma latente - nella pastorale ordinaria".
E infine: "Non poche esperienze sono state avviate felicemente avviate in questi anni: scambio di personale apostolico, viaggi di cooperazione tra le Chiese, sostegno a progetti di solidarietà e sviluppo, gemellaggi di speranza sulle difficili frontiere della pace, proposta educativa di nuovi stili di vita. Attraverso questo cammino, l'apertura missionaria si è dimostrata per quello che è: non un ulteriore impegno, ma una risorsa per la pastorale, un sostegno alle comunità nella conversione di obiettivi, metodi, organizzazioni, e nel rispondere con la fiducia al disagio che esse spesso avvertono".
Durante il Convegno, soprattutto nei momenti di ascolto reciproco e nei laboratori di gruppo, tutto questo è emerso nella sua verità e nella sua concretezza. In mezzo a tante stanchezze, c'è nelle nostre comunità anche un reale fermento: c'è una grande sete di ricominciare dalla Parola, c'è una domanda di "corresponsabilità nella missione" che non può essere disattesa, c'è profonda convinzione che - proprio per il suo essere chiesa tra le case - la parrocchia può essere ancora un insostituibile soggetto di missione. Se è vero, infatti, che per molti la parrocchia rischia di essere soltanto una stazione di servizio, distributrice di sacramenti e di elemosine, è anche vero che soltanto lì molti possono incontrare la comunità cui è affidata la Parola che genera salvezza; è lì, nella sua celebrazione eucaristica, che molti possono trovare sostegno alla fede e forza per un cammino di giustizia e di pace; è lì che possiamo apprendere a fare comunione e vivere la nostra corresponsabilità.dAG | | | | 04/11/2004 | |