| Il Corso risponde alla continua richiesta da parte di Enti Pubblici e Privati di formare una nuova figura professionale al fine di garantire una preparazione necessaria per poter intervenire in aree altamente a rischio come aeroporti, discariche, allevamenti intensivi, colture agricole, città d'arte, o estremamente delicate come nei centri di recupero avifauna ed allevamenti di rapaci. L'utilizzo dei rapaci infatti in molti casi si è dimostrato l'unico mezzo efficace per tenere lontano altri uccelli, pericolosi o dannosi rispetto alle diverse attività dell'uomo. Molti aeroporti, in particolare, si stanno dotando di questa figura professionale per ovviare all'annoso problema del bird-strike, la collisione degli uccelli con i motori degli aerei in fase di decollo e di atterraggio che altri sistemi (ultrasuoni etc etc) non hanno risolto in modo definitivo. Si tratta comunque di un valido strumento per quanti vogliano avvicinarsi al mondo della falconeria, non solo dal punto di vista pratico e tecnico, ma anche teorico, in quanto la struttura stessa del corso prevede nozioni di ornitologia, biologia dei rapaci, allevamento in cattività, patologia aviare, oltre agli approfondimenti classici di tipo storico, culturale, etnografico ed artistico. Salvatore Foglio, curatore del corso, è maestro falconiere e biologo dei rapaci, oltre ad essere direttore del Museo Ornitologico di Marostica e documentarista. E' stato il primo in Europa a vincere per tre anni consecutivi la Borsa di Studio del Peregrine Fund - World Center for Birds of Prey (USA), l'ente americano più importante al mondo per la ricerca sui rapaci. Nel 1994 la rivista Airone gli ha dedicato la copertina. Le origini della Falconeria si perdono nella notte dei tempi. Alcuni autori la fanno risalire al 3000 a.C. in Medio Oriente, mentre le sue origini in Occidente sono sicuramente più recenti. Le prime testimonianze sicure di tale pratica sono datate V secolo, anche se vi è chi sostiene che ci siano tracce già nel IV, nonostante non vi siano riscontri archeologici certi. Le leggi Germaniche del VI secolo abbondano in prescrizioni relative ai falchi da caccia. Nell'alto medioevo la falconeria, come ogni altra attività venatoria, era esercitata da uomini appartenenti ad ogni strato sociale, costume che nel pieno medioevo sarebbe diventato appannaggio esclusivo di alcuni ceti e segno distintivo di nobiltà. I falconi facevano parte della vita quotidiana e venivano portati a corte, in chiesa (è tutt'oggi l'unico animale al quale sia consentito di entrare in chiesa dal Diritto Canonico) o anche in battaglia. Durante le crociate i Cristiani e i Saraceni utilizzavano i falchi come offerte di pace. |