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Mentre ero via
A cura di Alessandro Scandale
Feltrinelli, 232 pag, 15 Euro
Un viaggio nel Brasile poverissimo del Nord, lontano dalle copertine patinate che troppo spesso richiamano l'attenzione di noi del "primo mondo", promettendo paradisi lontani ed esotici. Il viaggio di un "povero ricco", un manager tormentato da un'equivoca tensione religiosa, che atraverso il contatto diretto con quel mondo lontano, non solo geograficamente, scopre un altro modo di vivere, e che, come recita uno slogan oggi in voga, "un altro mondo è possibile". Con Mentre ero via Sebastiano Nata ci presenta una storia raccomandabile per la coraggiosa e dolorosa sincerità con cui racconta di noi e delle nostre mille paure verso "l'altro". Filippo e la famiglia si stanno preparando a un viaggio in Brasile. Se da una parte il mese di vacanza è l'occasione per un riconsolidamento dei legami familiari (la moglie Carolina e il primo figlio di lei sono brasiliani), dall'altra le due settimane che Filippo si è ripromesso di trascorrere a Novas Minas con padre Jose rappresentano il confuso progetto di dare un senso alla crisi esistenziale e spirituale che lo agita senza trovare via d'uscita.
La copertina del libro
Filippo è un manager di successo, cattolico praticante, un capofamiglia consapevole, un figlio che prodiga attenzioni al padre sospeso sull'abisso di una morte che non arriva. È tutto questo, ma è anche un dirigente piegato alla logica del profitto, un cristiano mediocre, un marito sleale, un padre e patrigno distratto e forse superficiale. Così lo sentiamo raccontato dalle voci dei figli, così lo vediamo agire nelle vicende che precedono il viaggio e che rivelano una realtà affettiva sfilacciata e compromessa. A Novas Minas, 1000 km a nord di San Paolo, padre Jose combatte il degrado e la povertà creati dalle multinazionali con l'autorevolezza di chi ha saputo radicarsi fra la gente e con la severa generosità dell'uomo di fede. Filippo si destreggia fra la sua condizione di ospite privilegiato e la tentazione di osare più profonde complicità. Vorrebbe mettere al servizio dell'amico Jose le sue competenze e al contempo vorrebbe disfarsene. Il desiderio di cambiamento lo costringe a guardare nel vuoto che l'ha guidato fino a lì, e a cercare di colmarlo. È di fronte a una vera svolta o ha solo fatto un viaggio fra i dannati della Terra?

15/11/2004

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