| Arriva l'Empoli capolista ed è l'occasione più propizia, paradossalmente, per favorire l'uscita dal tunnel. Pesano le cinque sconfitte che il Vicenza ha subito, senza attenuanti, nelle ultime sei partite. Tante volte, anche negli anni passati, siamo intervenuti per chiarire l'importanza del cosiddetto "stato di necessità", la molla che in determinate circostanze fa scattare l'apporto in di sostanze endogene, l'adrenalina, l'endorfina e così via. Ebbene, il Vicenza di oggi non ha ancora l'acqua alla gola ma avverte per la prima volta nella stagione la pressione dell'ambiente, e comincia a guardare al futuro con un filo di preoccupazione. E in più c'è anche il legittimo desiderio di far bene di fronte alla nuova proprietà, il cui ingresso non è stato certo salutato in termini di risultati coi botti e i mortaretti. | |
| L'arrivo dell'Empoli dunque, al di là dei problemi di organico causati da infortuni e squalifiche, e al di là della differenza di caratura tecnica, può rappresentare per il Vicenza il classico trampolino di ri-lancio: motivazioni anche troppo scandite, dunque, e stimoli che vanno ben al di là dell'aspetto agonistico usuale. Il tutto, come si diceva, in punta di adrenalina: soltanto con una prestazione super (utile sia agli effetti della classifica ma anche e soprattutto come supporto morale) è possibile infatti superare l'Empoli capolista e uscire alla grande dal periodo di crisi. Un effetto questo che in termini di fiducia riacquistata può riflettersi positivamente anche sui prossimi impegni che attendono il Vicenza, con il Modena prima e poi con il Verona. Ultima annotazione: le motivazioni e l'orgoglio personale di Maurizio Viscidi. Il tecnico sa benissimo che il suo destino, come quello di tutti gli allenatori peraltro, è legato quasi esclusivamente ai risultati. E il risultato, lo ha detto esplicitamente proprio Gasparin, nel calcio di oggi non è soltanto la cosa più importante: è l'unica cosa che conta. |