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Margiotta-Schwoch
A cura di Adalberto Scemma
Si ripropone con cadenze imprescrutabili il tormentone riguardante la presenta incompatibilità tra Margiotta e Schwoch. Sulla carta l'osservazione non fa una grinza: i due hanno in effetti caratteristiche tecniche non complementari. All'atto pratico bisogna fare i conti con una realtà fortunatamente ben diversa: Massimo e Stefan giocano ormai insieme da quattro stagioni, hanno imparato a conoscersi e a non ostacolarsi, hanno un ottimo feling anche fuori dal campo. Il tutto evidenziato dal numero dei gol messi a segno e dalla convinzione, espressa più volte dagli addetti ai lavori, che nessuna coppia di attaccanti, in questa serie B, sia alla loro altezza.
Il bomber biancorosso Schwoch

La presenza di Margiotta e Schwoch come terminali offensivi rende implicita da parte di Viscidi la ricerca costante di un innesco adeguato. Bonanni può rappresentare il collante giusto, il collegamento ideale tra centrocampo e attacco, a patto naturalmente che trovi un minimo di continuità e che partecipi almeno a tratti, soprattutto sui terreni esterni, alla fase di copertura. In alternativa, e in certe situazioni tattiche, ecco Gonzalez, che accoppia fisicità e agonismo ma che stenta a trovare la via del gol, oppure Rantier, velocissimo, addirittura una freccia, ma negato al momento di battere a rete.

Tutte cose che impongono a Viscidi e ai suoi assistenti un certosino lavoro di assemblaggio durante la settimana con il compito precipuo di intervenire sugli errori. Un lavoro non facile, da sviluppare senza soste in funzione di quella fase offensiva che nel gioco corale del Vicenza rappresenta di certo il fiore all'occhiello. Ed è in questa chiave che non ha davvero senso parlare di salvezza come obiettivo massimo: la squadra, soprattutto un proiezione, ci sembra in grado di disputare un campionato da zona medio-alta della classifica. Ma deve giocare "alta" anche sui terreni esterni, deve osare di più, deve evitare di rattrappirsi come ha fatto a Salerno o a Perugia. In poche parole: deve crederci.


16/12/2004

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