| News / Pubblica utilità / Iniziative |  | Presepe sul Retrone | | A Vicenza, sul Retrone, una bella e suggestiva iniziativa natalizia, tra fede e tradizione | | Fino al 10 gennaio i Vicentini e quanti lo vorranno potranno ammirare dal Ponte San Paolo e dal balcone del cosiddetto "giardino segreto" dell'Ospizio Proti-Vajenti-Malacarne un "Presepe sul Retrone". Curiosa istallazione che mette in scena le copie di due delle quattordici antiche statue del Presepe di San Giovanni a Carbonara, conservate a Napoli nel Museo della Certosa di San Martino come uno dei più antichi reperti presepiali della storia di quest'arte minore. Il Presepio vuol essere un evento non solo finalizzato a sottolineare il forte legame di Vicenza con la storia e con l'arte, ma quello altrettanto forte con le opere a carattere sociale, tra cui l'integrazione nel tessuto cittadino della popolazione anziana che le opere di carità vicentine non hanno mai dimenticato. |  | | Il presepe sul fiume Retrone |  | Le copie dorate delle originarie statue policrome del 1478, appartenute alla chiesa quattrocentesca di San Giovanni a Carbonara, sono collocate su una piattaforma galleggiante sul Retrone in prossimità del muro di cinta del giardino segreto dell'Ospizio Proti, fabbrica del primo '400 giunta a noi nella ricostruzione che ne fece il Pizzocaro nel 1658 e recentemente restaurata. Il Presepe mette in scena una sorta di capriccio sull'acqua in un'ideale gemellaggio che lega due grandi città d'arte, Vicenza e Napoli, in un binomio classico-barocco, e annuncia alcuni percorsi possibili lungo i corsi d'acqua di una città antica che si celebra principalmente per la sua caratterizzazione palladiana. | | Un particolare del Presepe | | In realtà Vicenza, città d'autore, è anche città d'acqua, attraversata com'è dal Retrone e dal Bacchiglione che confluiscono a sud-est del suo territorio. L'idea di un Presepe sul fiume è legata dunque all'apprezzamento di questo aspetto, a torto giudicato minore, di un'altra Vicenza non meno scenografica e affascinante fatta di scorci "laterali". Uno di questi è la "passeggiata dei tre ponti" (Furo, San Paolo, San Michele) con le case lambite dalle acque pigre del Retrone, un volto del tutto eccentrico che Vicenza rivela al suo visitatore tra il romano Ponte Furo e il più tipicamente veneziano Ponte San Michele. Il Presepe sul Retrone è dunque un segno che mette in luce questa Vicenza, coniugando tre valenze profondamente legate all'animus loci della città, l'architettura, la scenografia, la religiosità. La scelta architettonica ha privilegiato l'antico Presepe di San Giovanni a Carbonara, costruito nel 1478 da due scultori attivi a Napoli, Pietro e Giovanni Alamanno padre e figlio di origini nordiche, che diedero una interpretazione della natività attraverso figure lignee di grandezza quasi naturale prive di accessori, così che non potessero distrarre i visitatori dall'importanza dell'evento sacro che rappresentavano. Immagini solenni che invitavano alla religiosità della preghiera senza indulgere ad orpelli di sorta, sola ed unica concessione l'oro e i cenni di colore che le rivestono, trucco scenico profano che le rendeva ancor più magiche alla luce dei ceri nella cappella che le ospitava. Il Presepe di San Giovanni a Carbonara, già di cultura quattrocentesca, appartiene ai decenni finali della dominazione angioina in una Napoli che oramai stava migrando verso il periodo aragonese tra avanguardia rinascimentale e rivendicazione delle raffinate scuole artistiche di marca francese. Delle quarantun figure originali oggi ne sopravvivono quattordici, conservate al Museo della Certosa di San Martino in Napoli quale preziosissimo reperto del più antico presepe a tutto tondo, dunque architettonico, sfuggito all'ingiuria dei tempi. Ulteriore curiosità inoltre per i Vicentini il fatto che fu San Gaetano Thiene, illustre vicentino del '500, il primo a realizzare nel 1530 all'Oratorio di Santa Maria Cecilia della Stelletta, presso l'Ospedale degli Incurabili dell'isola di Giudecca, il primo presepe con figure in legno abbigliate con abiti veri secondo la foggia del tempo. La scenografia di luce che valorizza l'installazione vicentina, è dunque una metafora della religiosità cara alla città che l'IPAB tanto ha celebrato con la sua missione secolare. Chissà che Gaetano Thiene, antesignano del moderno presepe borghese sorta di drammatizzazione dei fatti e dei mutamenti di oggi, non indichi la via per un appuntamento annuale con questo crocevia di linguaggi multipli, dove arte, storia e costume rappresentano sempre uno stile di vita, perché in fondo il Presepe è così come noi ci vediamo. (Testo per gentile concessione di Chiara Rebellato) |