| %%%NEWS_TITOLO%%% |  | Conosciamoli: Julio Gonzalez | | | L'attaccante paraguaiano, dopo la militanza nella formazione Primavera, l'esperienza di Atene 2004 con la propria Nazionale Olimpica e i problemi contrattuali risolti in sede FIFA, si è finalmente integrato nella Prima squadra, ritagliandosi un ruolo importante e di grande prospettiva.
Come ti è nata la passione per il calcio? "Mio padre è un vero patito di calcio e ha trasmesso la sua passione non solo a me, ma anche ai miei quattro fratelli. Anche loro giocano a pallone come me, tre a livello professionistico, mentre il quarto è ancora piccolo, ma sono certo che anche lui seguirà questa strada".
Che rapporto hai con la tua famiglia? "Ottimo, davvero. Devo molto ai miei genitori perchè hanno saputo farmi crescere nel modo giusto,mi hanno trasmesso i loro principi e valori e questo è molto importante. Anche con i miei fratelli il rapporto è buono, siamo molto uniti".
Sei molto giovane, però hai già costruito una bella famiglia... "Si, infatti. Mi sono sposato quattro anni fa con Maria Lourdes, avevo 19 anni e anche lei era molto giovane. Tutti pensavano che dopo sei mesi ci saremmo stancati e invece il nostro è un amore molto forte, siamo al quarto anno ed è un rapporto bellissimo, spero di arrivare almeno al quarantesimo! E poi abbiamo due bambini stupendi: Maria Paz che ha tre anni e Fabrizio di due mesi."
Come ti trovi a Vicenza? "Molto bene, ha visto molte città in Italia e Vicenza è una delle mie preferite. È tranquilla, a misura d'uomo ed anche calorosa: ho giocato solo qualche partita, ma la gente già mi riconosce, mi ferma per strada, mi saluta, è piacevole".
Che differenze hai trovato tra il Paraguy e l'Italia? "Non c'è paragone! È differente sotto tutti i punti di vista. Qui bene o male, la gran parte delle persone hanno lo stesso tenore di vita a livello medio, mentre in Paraguay questo non esiste: ci sono o i troppo ricchi, che sono pochi, o i troppo poveri, che invece sono molti, non esiste un livello medio di vita, c'è molta sofferenza..."
E dal punto di vista calcistico invece? "Anche qui grandi differenze, la serie A paraguayana può corrispondere più o meno alla serie C italiana. Il problema in Paraguay è che solo pochissime società hanno dei campi in cui si possa giocare a calcio, per la gran parte sono terreni di gioco impraticabili per cui è difficile vedere del bel calcio".
Quest'anno hai vissuto delle esperienze importanti con la maglia della Nazionale paraguyana, un gol al Brasile, la medaglia d'argento alle Olimpiadi in Grecia... "Sì, quest'anno è andata benissimo in Nazionale. Prima ho avuto la soddisfazione di segnare un gol al Brasile, un'emozione fortissima, anche perchè il mio marcatore era Adriano ed io sono riuscito a prendere la palla e a segnare ed alla fine abbiamo vinto 2 a 1. L'Olimpiade invece è stata un'esperienza incredibile, il nostro obiettivo era di portare a casa una medaglia, speravamo in quella di bronzo e invece siamo riusciti ad arrivare alla finale ed a conquistare la medaglia d'argento: è stata la più grande soddisfazione della mia carriera".
Passiamo al presente, che rapporto hai con mister Viscidi e i compagni? "Il rapporto è ottimo con entrambi. Per quanto riguarda il mister devo dire che finalmente ho trovato un allenatore che crede in me e mi sta dando fiducia, spero di ripagarlo segnando tanti gol. Il gruppo è molto unito, siamo quasi tutti ragazzi giovani e ci troviamo sempre anche fuori dal campo, ceniamo a turno a casa di uno o dell'altro, siamo sempre assieme".
Ti manca ancora il gol, a quando la prima rete in biancorosso? "La prossima partita che gioco, vedrete!"
Un'ultima domanda, che aspettative hai per il futuro? "L'unica cosa che mi preme al momento è fare bene con il Vicenza, crescere professionalmente e chiaramente segnare il maggior numero di gol possibile!"
servizio di: Veronica Cercenà | | | | 30/12/2004 | | | %%%NEWS_DATA_PUBB%%% | |