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CHIESA VIVA on line 01/2005
NEL TOGO E NEL BENIN I CIECHI "VEDONO"
Ho viaggiato insieme con don Arrigo Grendele, direttore dell'Ufficio Missionario della diocesi di Vicenza, e con il prof. Riccardo Placchetta che tornava in Togo e Benin per la trentesima volta. Egli è un non vedente, ma è stato la nostra vera guida, che ci ha aiutato a conoscere i luoghi e, soprattutto, le persone e le situazioni. Abbiamo risalito il Togo fin quasi al confine con il Burkina Faso e poi siamo passati nel Benin, per ridiscendere verso la costa e tornare a Lomè. Lo scopo principale del nostro viaggio era però quello di visitare i Centri e le scuole per non vedenti, dislocati in varie città del Togo e del Benin. La cecità è una delle piaghe dell'Africa ed è spesso provocata da malattie che, se fossero affrontate per tempo con cure adeguare, non porterebbero a tali conseguenze. In quelle terre alla sofferenza della cecità si aggiunge quasi sempre quella del pregiudizio, perché i non vedenti sono considerati un peso inutile e un segno di maledizione, da tenere nascosto. Quindi i ciechi sono i più poveri dei poveri e subiscono la totale emarginazione.

Le cose stanno anche cambiando. Abbiamo visitato i Kpalimè, a Soodè, a Karà e a Lomè in Togo e a Parakou in Benin i vari Centri che ospitano i non vedenti, soprattutto ragazzi e giovani che lì trovano chi insegna loro a leggere e scrivere e a imparare un mestiere, per poter diventare autosufficienti. Anima di tutta questa operosità è l'ATA (Association Togolaise des Aveugles), che non vuole essere una associazione "per" i ciechi, ma "dei" ciechi, vuole cioè che i non vedenti siano i protagonisti del proprio riscatto. Questa associazione è stata infatti costituita proprio dall'Associazione vicentina "La luce venga" ed oggi gode del riconoscimento e della considerazione delle Organizzazioni Africana e Mondiale dei ciechi. A conferma di ciò sta anche il fatto che il presidente nazionale di questa associazione, il sig. Awou Kossivi, è un non vedente e la direzione di parecchi Centri è affidata ad altri non vedenti, che svolgono il loro compito in modo egregio perché hanno imparato non solo a leggere e scrivere, ma hanno frequentato, o frequentano, le Scuole Superiori e l'Università. Alcuni con laurea svolgono compiti importanti nella pubblica amministrazione. Ancora pochi anni fa questi risultati sembravano pura utopia; ora anche l'opinione pubblica di questi paesi ne ha preso atto tanto che nel Governo stesso ha conferito uno speciale attestato all'ATA e all'Associaione vicentina.

Da circa vent'anni il prof. Placchetta per portare aiuto ai ciechi dell'Africa aveva costituito a Vicenza l'Associazione "La luce venga", con il proposito della assistenza e della formazione, culturale e professionale, dei ciechi nel Togo e nel Benin. Alle finalità della Associazione contribuiscono parrocchie, aziende, banche, gruppi e singole persone. Alcuni gruppi missionari sostengono la vita dei Centri con le adozioni a distanza. Il Gruppo missionario di Breganze, si è impegnato in particolare per le donne cieche. Se molto è stato fatto, molto resta da fare. Nelle città e nei villaggi ci sono ancora tanti ciechi che rimangono esclusi da ogni forma di aiuto. Nella capitale Lomè sta sorgendo un nuovo grande Centro progettato dai vicentini Eugenio Motterle e Corrado Rossato. Porterà il nome di S.Agostino, il santo nato e vissuto in terra africana. E sarà la sede nazionale di ATA e con funzioni di carattere direzionale di assistenza sanitaria e di formazione scolastica e professionale. Ciò che è stato fatto in quelle terre ha già valore di un segno: si è ripetuto in certo modo il miracolo del cieco di Gerico, quello che Gesù ha trovato seduto ai margini della strada a mendicare e che ha rimesso in piedi, ridandogli la dignità di uomo.Don G. Ruaro

13/01/2005

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