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Ezio Vendrame
L'ex gloria biancorossa Ezio Vendrame pubblica un libro per l'editore Rizzoli
Una vita fuori gioco: già dal titolo Ezio Vendrame, indimenticato calciatore del Real Vicenza al fianco del grandissimo Paolo Rossi e soprattutto personaggio in grado di affascinare le platee anche lontano dai campi da gioco, si presenta. A Vicenza Vendrame domenica sera ha presentato la sua ultima fatica letteraria (Rizzoli) da Zanellato, negozio entrato nel cuore degli appassionati sportivi vicentini (e non solo). Alla presenza di una folta rappresentanza di tifosi biancorossi e di una delegazione del Vicenza Calcio, Vendrame ha dispensato sorrisi, battute e strette di mano ai tanti intervenuti, firmando simpaticamente le copie del suo libro senza risparmiare battute e aneddoti della sua intensa carriera sportiva.
Ezio Vendrame con Stefan Schwoch (foto di Paola Ambrosetti)

Per molti Ezio Vendrame è ancor oggi, a distanza di tanti anni dall'addio al pallone giocato, il calciatore in grado di percorrere palla al piede tutto il campo, di arrivare davanti alla porta avversaria e di tornare... indietro senza fare gol. Per altri il funambolico giocoliere in grado di deliziare le platee di tutta Italia facendo impazzire le difese avversarie. Per altri ancora (forse pochi) un genio che sacrificò il suo talento pedatorio alla sregolatezza della sua vita di uomo sopra le righe.

"Uno che sostiene che il gol è la cosa più insignificante di una partita, che è molto più divertente mirare il palo, uno che una volta ha dribblato il portiere e poi, a porta vuota, è tornato indietro perché anche un portiere è un uomo e bisogna dargli un'altra possibilità, uno così non deve fare carriera. E non vuole farla", si legge nell'introduzione al libro scritta dalla nota firma del giornalismo sportivo Gianni Mura.

Il libro di Vendrame
"Dicono di me che ho fatto cose turche... - scrive in un capitolo del suo ultimo libro - Quando uno ci crede, perchè smentire tutto questo?". Ironia e spirito dissacratorio, filo conduttore delle due precedenti opere editoriali Se mi mandi in tribuna, godo e Vietato alla gente perbene, compaiono solo a tratti nel nuovo libro già arrivato alla seconda ristampa. E' il Vendrame più intimo, quello dei versi di poesia, che si rivela nelle 145 pagine di un racconto a cuore aperto, da cui affiorano gioie e sofferenze di un personaggio che combatte contro gli stereotipi della società di oggi per salvaguardare l'autenticità dell'esistenza fatta di amicizia, amore, ma anche di solitudine.
Vendrame con Massimo Paganin (foto di Paola Ambrosetti)
Scrive ancora Gianni Mura: "Ancora oggi non gli piace essere definito un ex calciatore. È stato solo un periodo della sua vita scorticata; s'è divertito, ha fatto divertire i suoi tifosi (gli allenatori molto meno). Se le carte d'identità consentissero queste licenze, sulla sua alla voce professione dovrebbe esserci scritto: sopravvivente. Non ha fatto altro, in pratica. Sopravvivere a un'infanzia molto triste, in un collegio da poveri, e poi al mondo del calcio, che già ai suoi tempi mandava lampi dorati. L'oro tendeva a cadere su chi accettava le regole, su chi era un buon professionista. Non su Vendrame, quindi."
Vendrame con alcuni tifosi (foto di Paola Ambrosetti)

Il libro si apre proprio con gli anni difficili dell'infanzia in orfanatrofio, lontano dagli affetti più cari dove i sogni oltrepassavano ogni barriera e dove il pallone nell'ora di ricreazione rappresentava la via di fuga e l'evasione verso una realtà costruita dentro di sè. Un pallone che ritorna, poi, nei capitoli dedicati al calcio, dagli inizi quindicenne nell'Udinese, all'"amaro tunnel" compiuto a San Siro con la maglia del Vicenza ai danni del prodigio Gianni Rivera e all'epilogo della sua carriera di allenatore raccontato nel capitolo "Addio, mia ultima isola".

La malinconia di osservare ragazzini "costretti a scimmiottare il calcio dei grandi" e la triste consapevolezza di veder presto sparire "un altro spicchio di poesia" fa da contraltare ad episodi ("Un eccesso di educazione", "Affetto di morfina", "Le cose non sono amore") in cui valori spesso considerati perduti tornano a riscaldare i sentimenti più autentici come un raggio di sole. Il calore dell'amore per le donne e per la poesia o, meglio, per gli amici poeti Piero Ciampi e Federico Tavan, sono un altro filo conduttore del libro, che si chiude con i versi emblematici di "Ultimo atto".

"E lasciatemi divertire" era il suo cartiglio ideale, steso sulla domenica ma anche sugli altri giorni della settimana. Vietato bere alcolici? Beveva come una spugna. Vietato fumare? Fumava. Sommamente vietato uscire dal ritiro per andare a donne? Era sempre fuori. Anche per questo non è diventato un campione, ma soprattutto perché ha capito fin da giovane che per diventare un campione avrebbe dovuto uccidere se stesso o quantomeno soffocare la sua voglia di libertà. Che a volte era desiderio di trasgressione ma più spesso voglia di libertà, semplicemente." Donne, musica, poesia, calcio, gente comune: questi sono solo alcuni degli ingredienti che danno corpo ai brevi racconti di Ezio Vendrame, ora ingenui ora sornioni, ora ironici ora dissacranti: mai semplici esercizi letterari. Vendrame, quando scrive, "non ondeggia, non finta, non dribbla, non cerca il colpo a effetto né il numero da foca". Semplicemente si specchia in se stesso. E l'immagine è quella di un uomo affamato di autenticità e assetato di vita fino allo spasimo.

EZIO VENDRAME è nato a Casarsa, in provincia di Pordenone, nel 1947. Ha giocato in serie A nel Lanerossi Vicenza e nel Napoli. Ha pubblicato alcuni libri che hanno avuto un grande successo, tra i quali SE MI MANDI IN TRIBUNA, GODO (2002) e VIETATO ALLA GENTE PERBENE (2003).


09/02/2005

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