| | | News / Vicenza VIP / Cultura |  | Personaggi vicentini | | Vicenza ricorda Giulio Bedeschi, l'Alpino autore di 'Centomila gavette di ghiaccio' | | | Vicenza ricorda la figura di Giulio Bedeschi, grande Alpino e autore di 'Centomila gavette di ghiaccio', uno dei testi culto della letteratura di guerra. Venerdi 22 aprile, in occasione della pubblicazione dell'opera 'Il segreto degli Alpini' , nella sala Palladio della Fiera una serata di gala alla quale intervengono il Sindaco Enrico Hullweck, il presidente della sezione Alpini vicentina Giuseppe Galvanin e numerosi altri ospiti. Ma chi era Giulio Bedeschi? È il 1963: dopo averlo proposto a ben sedici editori italiani, Bedeschi vede pubblicato il suo Centomila gavette di ghiaccio dalla milanese Mursia. Il successo è immediato, e nello stesso anno si raggiungono le dodici edizioni. Bepi De Marzi, noto personaggio vicentino da sempre vicino alle tradizioni della sua terra, ricorda con commozione l'opera letteraria e l'impegno dello scrittore, osservando come grazie a lui ci sia stata restituita una letteratura nuova: "È la letteratura del dolore, con una partecipazione sincera alle vicende del soldato semplice, la cui dignità ed intimità sono tutelate sino alla fine". | | | Giulio Bedeschi | | Giulio Bedeschi (Arzignano, 1915 - Verona, 1990), ufficiale medico nell'Armir, fu testimone diretto della tragedia che colpì gli italiani nel gelo della pianura russa. Tra le opere che lo hanno reso famoso: Il peso dello zaino, La rivolta di Abele, Gli italiani in Russia, Nikolajewka: c'ero anch'io, Fronte greco-albanese: c'ero anch'io, Fronte d'Africa: c'ero anch'io, Fronte russo: c'ero anch'io, Il corpo d'armata alpino sul fronte russo. Recentemente la casa editrice milanese Mursia ha pubblicato una nuova edizione del volume comprendente Centomila gavette di ghiaccio e Il peso dello zaino. Centomila gavette di ghiaccio: "In questa storia la guerra è vista, per così dire dalla parte dei morti, che non hanno conti da rendere e posizioni da sostenere; perciò il libro, per quanto possibile, non rispecchia passioni o impegni contingenti: il suo significato prorompe direttamente dai fatti vissuti e narrati". Partendo dalla propria esperienza personale e raccontando la partecipazione della divisione alpina Julia alla seconda guerra mondiale - dalla campagna d'Albania alla ritirata di Russia - l'autore costruisce un'opera narrativa di straordinario valore, che esalta il senso della dignità dell'uomo nonostante la tragedia della guerra. Nel 1964 il libro ottiene il prestigioso Premio Bancarella. | 19/04/2005 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |