| Non c'e' stato alcun pericolo per la popolazione italiana a causa della distribuzione per errore del campione di virus influenzale A/H2N2, distrutto in Italia nell'unico laboratorio della Caserma Ederle di Vicenza che lo aveva ricevuto lo scorso 14 aprile. Ma le indagini ufficiali per capire anche le origini di questo errore non sono terminate. "E' un problema internazionale - ha spiegato il sottosegretario alla Salute Elisabetta Alberti Casellati, durante una audizione in commissione Affari Sociali alla Camera - e si apre ora una riflessione piu' ampia anche per escludere certe ipotesi" come quella del bioterrorismo, ipotizzata da alcuni parlamentari. Fu l'Oms a lanciare il 12 aprile l'allarme per impedire che i 3.747 laboratori sparsi in tutto il mondo che hanno ricevuto per errore campioni di virus H2N2 responsabili della famosa pandemia di influenza asiatica, potessero, senza saperlo, permettere una nuova diffusione del virus che aveva causato la pandemia influenzale asiatica e che era stato debellato nel 1968. | |
| Casellati in commissione ha riferito come il ministero della Salute, allertato dall'Oms e dalla Commissione Europea, tramite il sistema di comunicazione rapida fra autorita' sanitario e degli Stati Membri, si sia attivato immediatamente coinvolgendo nella procedura la direzione generale della Sanita' Militare del ministero della Difesa. Il coinvolgimento e' stato necessario perche' il laboratorio che in Italia ha ricevuto i campioni fa parte di una struttura Nato, ricadendo, pertanto, nella giurisdizione degli Stati Uniti d'America. I campioni del virus sono stati distrutti con un processo di sterilizzazione spinta (per 4 volte a 121 gradi) e di incenerimento alla presenza di rappresentanti dell'Autorita' sanitaria locale, del ministero della Difesa, della Polizia Giudiziaria. In commissione le parlamentari Grazia Labate (Ds) e Luana Zanella dei Verdi hanno chiesto al sottosegretario un ulteriore accertamento dei fatti. |