Si è spento mercoledi 27 aprile all'età di 96 anni il pittore Otello De Maria, una delle figure più rappresentative dell'arte vicentina del '900. Era stato ricoverato all'ospedale di Vicenza nel tardo pomeriggio di martedì, quando le sue condizioni, già precarie, si erano ulteriormente aggravate. Gli erano accanto la moglie Ricciarda e le persone più care. I funerali si terranno sabato 30 alle 10.45 nella chiesa di Santo Stefano. Il Sindaco di Vicenza Enrico Hullweck ha dichiarato: "Ora, con la morte di De Maria, Vicenza deve finalmente dimostrare di saper concretamente onorare i suoi cittadini illustri. Questo grande artista merita di essere sepolto nel famedio, se i suoi cari saranno d'accordo. Non solo: da parte dell'amministrazione ci sarà lo studio di una formula affinchè gli venga intitolato qualche luogo della città o la sala di qualche istituzione culturale". | |
| Otello De Maria nasce nel 1909 a Vicenza, nel quartiere dei Carmini. Dal 1920 frequenta la Scuola d'Arte e Mestieri. Nel 1930, mentre presta servizio militare a Firenze, segue con Pietro Annigoni la libera scuola del nudo dell'Accademia toscana. Alla fine del servizio militare inizia l'attività d'insegnamento alla Scuola d'Arte e Mestieri di Vicenza, dove rimarrà per oltre cinquant'anni. Nel 1931 ottiene una borsa di studio per gli interessanti risultati ottenuti nella pittura su ceramica, che gli permette di studiare sei mesi a Faenza, dove affina e perfeziona la sua tecnica. Dal 1940 al 1942 lavora con Neri Pozza nello studio del pittore Pierangelo Stefani. Dal 1943 al 1945 effettua numerosi viaggi, il più importante dei quali a Roma, dove partecipa ad alcune mostre. Importante in questo periodo il suo incontro con Filippo Tommasi Marinetti, il fondatore del Futurismo. Nel 1950 è a Milano. Qui conosce gli artisti del gruppo "Corrente". Non lavora con loro, ma ne è ugualmente influenzato. Dal 1950 al 1960, De Maria si muove tra Milano, Roma, Lugano e la Sardegna: stringe contatti con numerosi artisti contemporanei, confronta la sua attività con quanto sta avvenendo sulla scena nazionale e internazionale, espone a Roma, Padova e Vicenza. Nel 1970 soggiorna a La Spezia. Da questa esperienza prende forma una serie di tele dedicate al mare e alle navi, che saranno oggetto di un'importante personale. Dal 1973 al 1987, De Maria continua la sua attività pittorica, ma non espone. Dopo quindici anni di volontaria e ombrosa segregazione torna sulla scena vicentina con una ventina di tele di straordinario impatto tonale. Nel '92 il Comune di Vicenza gli dedica una mostra antologica esemplificativa di sessant'anni di attività. Un omaggio atteso, importante, che egli vuole sotto l'egida di un filo rapidissimo, che dal passato conduce alla produzione degli ultimi anni. «Perché - spiegava - un pittore è degno di questo nome se è figlio del suo tempo, se sa intuire ciò che sta davanti a lui. Il passato è passato. Molto più importante è il futuro, con le sue potenzialità, la sua vitalità, le molte pagine bianche su cui tutto è ancora da scrivere». Nello stesso anno viene nominato Accademico Olimpico. A questa mostra ne seguirono altre, fino a quella del 2002 - Otello De Maria, un maestro della pittura del '900- opere dal 1924 al 1994" - allestita nel Salone degli Zavatteri in Basilica Palladiana. |