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Sanità
L'Ospedale unico Alto Vicentino si farà a Schio? Uno studio dice che è più conveniente
Costruire un nuovo ospedale unico per l'Alto Vicentino nel comune di Santorso, o mantenere la struttura già esistente del De Lellis, ampliandola e adattandola alle nuove esigenze? Per rispondere a questa domanda era prima necessario ottenere un serio ed autorevole parere tecnico, meglio se imparziale e proveniente dall'esterno. E così, ad un docente universitario di Bologna è stato commissionato lo studio di fattibilità per il progetto dell'Ospedale unico dell'Alto Vicentino. Un piano voluto dal Comune di Schio per una valutazione dell'impatto sociosanitario, economico e ambientale che il nuovo polo ospedaliero, programmato dalla Direzione Generale dell'U.L.S.S. 4 e secondariamente dalla Regione Veneto, comporterà sulla popolazione del comune e sull'intero territorio. E la risposta del Professor Gianni Plicchi è giunta chiara e forte: è decisamente più conveniente riadattare il De Lellis piuttosto che costruire un nuovo polo ospedaliero. Il nosocomio scledense può avere gli stessi requisiti sanitari, 460 posti letto e strutture all'avanguardia, con una spesa di circa la metà, a fronte degli oltre 143 milioni di euro previsti per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero unico a Santorso, mentre l'Ipotesi Schio prevede un investimento di soli 63 milioni.

Il progetto Schio

Questi i principali risultati dello studio di fattibilità e comparazione realizzato dal docente dell'Università di Bologna, presentato nei giorni scorsi a Schio durante un incontro con la Delegazione Sanità di Schio e gli amministratori dell'Alto Vicentino. Nella pratica, il piano ha messo a confronto la proposta contenuta nel Documento preliminare dell'Ulss 4, che prevede la realizzazione di un Polo unico ospedaliero a Santorso, con l'"Ipotesi Schio", così chiamata nel documento, cioè quella di realizzare l'Ospedale unico ampliando e mettendo a norma l'area del De Lellis. E i dati parlano chiaro, indicando non solo la fattibilità ma anche la convenienza della seconda. Quest'ultima, che rientrava tra le alternative messe sul tavolo della Regione, consiste nella realizzazione di un nuovo edificio dedicato alle degenze sull'area libera a nord dell'attuale complesso e la parziale ristrutturazione della Piastra Tecnologica esistente.

Punto per punto, criterio per criterio, lo studio ha comparato benefici e difficoltà delle due proposte: con lo stesso numero di posti letto (460) e la presenza di una sala operatoria in più, l'ampliamento del De Lellis permetterebbe una serie di vantaggi oggettivi. Diversi i parametri messi a confronto dallo studio di Plicchi. Come la localizzazione del sito: da questo punto di vista la percorrenza media per raggiungere il De Lellis aumenta di solo 1163 metri rispetto alla localizzazione prevista dalla Direzione Generale. Per gli abitanti dell'Ulss 4, una leggera differenza che però è compensata da alcuni vantaggi: dalla rete dei trasporti pubblici alla ricettività alberghiera, dalla maggiore distanza da aree industriali alla predisposizione dell'area per costruzioni di tipo ospedaliero.

Lo studio sottolinea, infine, come l'area del De Lellis risponda pienamente ai criteri di salubrità dell'aria e di assenza di inquinamento acustico, a cui si aggiungono le qualità estetiche del sito: la sua posizione è caratterizzata da una brezza costante che al mattino e alla sera soffia dalle montagne. Ventilazione che permette un ricambio con aria da zone montane pressoché incontaminate. Il sito del De Lellis è anche adeguatamente protetto rispetto ai rumori, perché lontano dalle aree produttive e dai grandi flussi di traffico. E per realizzare il Polo unico a Schio non si rende necessario nemmeno consumare nuovo territorio agricolo, così come invece sarà nel caso di una realizzazione in un sito nuovo.

Con la decisione di assegnare a un esperto la redazione di un piano di fattibilità il Comune ha dato seguito alla richiesta formalizzata da tutti i gruppi consiliari nel gennaio dello scorso anno, quando i rappresentanti dei cittadini di Schio avevano espresso in modo unanime la loro contrarietà alla realizzazione di un nuovo ospedale senza che fosse prima predisposto un piano tecnico che prendesse in considerazione anche l'ipotesi di utilizzo di altre strutture di proprietà dell'azienda sanitaria, tra le quali anche l'area del De Lellis. Una richiesta che però non aveva mai trovato riscontri a livello regionale: nessun piano tecnico di fattibilità era stato mai predisposto prima che venisse indicato il nuovo sito di Santorso.

Professore associato dell'ateneo emiliano dal 1980, Plicchi è docente del corso di Tecnologie biomediche della Facoltà di Medicina e Chirurgia e del corso di Tecnologie sanitarie e sistemi informativi aziendali del master in Programmazione, Gestione e Valutazione dei servizi sanitari. In passato, Plicchi è stato anche docente di Edilizia ed impiantistica delle costruzioni ospedaliere. Il Sindaco Luigi Dalla Via: "Il nostro intento principale era quello di mettere a confronto due ipotesi ben precise: la realizzazione di una struttura nuova e quella di intervento su una struttura esistente. Per questo, abbiamo deciso di commissionare lo studio di fattibilità. Un'operazione che, oltre a dimostrare che l'area del De Lellis è già attrezzata per un possibile ampliamento, chiarisce anche quali opzioni sono realmente credibili. Il professor Plicchi è un professionista con grande esperienza e competenza in materia e soprattuto non coinvolto direttamente nella specifica realtà territoriale. Caratteristiche che assicurano uno studio serio, imparziale e in grado di dare risposta a una domanda che le forze politiche e i cittadini dell'Alto Vicentino si pongono da tempo".


13/02/2006

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