| | | | | Domenica 26 febbraio a Recoaro Terme è il giorno clou di uno degli appuntamenti più suggestivi della tradizione popolare vicentina, la Chiamata di Marzo. Si tratta della tradizionale sfilata di figuranti che, in gruppi a piedi o su carri allestiti, mettono in mostra una straordinaria serie di oggetti, attrezzi e testimonianze della civiltà e della tradizione cimbra. Una manifestazione biennale unica nel suo genere per originalità e suggestione. Ogni due anni, questa antica tradizione si rinnova in una spettacolare sfilata nell'ultima domenica di febbraio, negli anni pari, con una grande festa. Le storie, i mestieri, i prodotti ed il folclore del passato recoarese rivivono in una fantasmagorica girandola di scorci e di dettagli recuperati dai secoli... Se vuoi saperne di più sulle tradizioni del Vicentino consulta la sezione speciale del nostro portale. E' la circostanza più rinomata, dopo le acque minerali e il termalismo, che identifica la Conca Recoarese, detta di Smeraldo, anche per il suo fortissimo legame con la tradizione custodita e mantenuta viva da ciascuna delle oltre cento contrade che circondano Recoaro Terme. | 
| | Immagini della Chiamata di Marzo | La consuetudine riserva a questa manifestazione l'ultima domenica di febbraio, com'è sempre avvenuto, anche in tempi che si perdono nel passato. L'attuale numerazione, che viene identificata con la quindicesima edizione , fa riferimento a partire dalla ripresa della manifestazione avvenuta nel 1978, dopo che c'era stata una interruzione. Per gestire la Chiamata di Marzo si è costituita un'Associazione che è presieduta da Alberto Camposilvan ed è formata dai capi carro, che rappresentano le varie contrade e zone dell'Alta Valle dell'Agno, dell'area recoarese i quali allestiscono i "carri" che sfilano per il centro della cittadina.
Proprio questo aspetto è l'elemento fulcro della manifestazione. I mestieri e il lavoro come si eseguivano negli anni passati, andando indietro fino alla fine dell'Ottocento . Queste scene attive, abbinate a una varietà di quadretti di vita e anche delle credenze popolari, vengono allestite su dei carri che poi sfilano attraverso le vie del centro termale. Ciò che il pubblico può ammirare è un vero e proprio museo itinerante, allestito con pezzi originali che vanno dai costumi dei figuranti che eseguono il lavoro, o impersonano la situazione rappresentata, fino agli attrezzi e agli accessori ormai dimenticati nel tempo.
Stupiscono nella variopinta sfilata dei gruppi e dei carri, la varietà dei costumi, degli oggetti e dei mestieri, e poi la fedeltà delle ricostruzioni, la precisione di gesti, lo spirito allegro e semplice che anima una manifestazione originale e intensa, difficile da dimenticare. | 23/02/2006 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |