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Società
Un grande progetto in tutto il Vicentino per combattere la povertà estrema

Una rete provinciale per favorire l'inclusione sociale di persone in situazione di povertà estrema. E' la grossa sfida che parte dalla provincia di Vicenza, dove Caritas diocesana e cinque comuni, in collaborazione con la Provincia, andranno a sviluppare una serie di servizi per favorire percorsi di reinserimento sociale di persone che hanno rotto tutti i legami con una "normale" vita sociale, persone prive delle risorse per soddisfare anche esigenze basilari come l'alimentazione, la casa, l'igiene personale, il lavoro.

Tale sfida è resa possibile grazie ad un notevole intervento, dell'ordine di tre milioni e 580 mila euro, da parte della Fondazione Cariverona. Esso, grazie ad una minoritaria partecipazione economica dei comuni coinvolti, permetterà la costruzione o la ristrutturazione, nei cinque poli di Vicenza, Arzignano, Schio, Bassano e Valdagno, di edifici dove sarà possibile offrire servizi essenziali come mense, ricoveri notturni, segretariato sociale, laboratori occupazionali a bassa soglia, docce e lavanderie. L'intervento della Fondazione permetterà inoltre di avviare questi servizi e di sostenerne, assieme ai comuni interessati, i costi di gestione per i primi due anni di attività.

Il progetto, dal titolo "Rete provinciale di inclusione sociale", parte dalla constatazione del policentrismo urbano che caratterizza il vicentino, dove non esiste un solo comune catalizzatore di risorse e bisogni, ma più centri dove si è evidenziata in questi anni una lenta crescita della povertà estrema. Il Vescovo di Vicenza Cesare Nosiglia ha salutato il progetto definendolo un tentativo di "dare risposte non occasionali ma permanenti" alle povertà estreme, mentre il dott. Valdinoci della Fondazione Cariverona ha definito l'iniziativa un "progetto pilota" che si spera possa essere applicato anche in altre provincie.

Il Vescovo Nosiglia. Sotto don G. Sandonà. In basso anziani e povertà

I concetti-guida su cui si baserà il progetto sono la rete, il territorio, l'inclusione, il sociale e il volontariato titolare di partecipazione. La rete ha preso la forma del tavolo di lavoro fra tutti i protagonisti, col fine di ottimizzare le risorse, impedire sovrapposizioni o la settorializzazione delle risposte. Una rete che significa coordinamento sia su base provinciale, ma anche locale. Infatti i cinque comuni capofila sono chiamati localmente ad aggregare attorno a loro tutti i comuni della zona e i servizi Ulss di attinenza territoriale. Il territorio è il punto di osservazione per monitorare i bisogni, verificarne l'evoluzione, tentare delle risposte ed è previsto in tal senso anche l'avvio di un osservatorio provinciale sulle povertà estreme con la fattiva titolarità o partecipazione dell'Amministrazione Provinciale. L'inclusione è invece il percorso che permette alle persone escluse di riacquisire diritti, di vedersi restituita una cittadinanza negata attraverso percorsi di inclusione per loro sostenibili.

Basti pensare alle persone senza dimora, fra cui molti immigrati che con la perdita del lavoro entrano immediatamente in una situazione di grave precarietà, o a ex carcerati che pur avendo scontato la pena si ritrovano, usciti dal carcere, privi di riferimenti parentali e abitativi. O, ancora, basti pensare ad un tossicodipendente che magari interrompendo un percorso terapeutico troverà un luogo che lo aiuta a rimotivarsi per riprendere l'itinerario riabilitativo. Il sociale in questo contesto significa recupero del vivere civile e reinserimento nella rete di relazioni, oltreché garantire due effetti indotti nell'ambito della sicurezza e della sanità pubblica. Tutto ciò non offrendo un assistenzialismo fine a se stesso, ma impegnano le singole persone in percorsi di un sostenibile reinserimento. Il volontariato, in quest'ottica, diventa titolare di partecipazione e non mero "fornitore" di servizi a basso costo ai comuni, titolari della gestione dei cinque poli. E' prevista infatti la presenza del volontariato Caritas, previa la stipula con i singoli enti locali di un preciso protocollo di intesa.

"L'idea di un coordinamento provinciale sul sociale era stata lanciata ancora nel 2003 dalla Caritas diocesana - spiega il suo direttore, don Giovanni Sandonà - ed era stata raccolta dalla Provincia all'interno del progetto 'Vicenza per il Terzo Millennio'. A questo proposito l'Assessorato Provinciale ai Servizi Sociali aveva promosso il tavolo provinciale sui bisogni sociali, invitando le Ulss, i presidenti delle Conferenze dei Sindaci, la Caritas vicentina e alcuni comuni. Primo argomento affrontato da quel tavolo furono proprio le emergenze sociali. Grazie alla indispensabile collaborazione della Provincia si è passati così dall'analisi del bisogno al progetto e, quando questo ha preso forma, la Caritas diocesana su richiesta esplicita della Fondazione Cariverona se ne è fatta carico, assumendo il ruolo impegnativo di promotore e garante della qualità del servizio, nonché quello di formatore e coordinatore dei volontari che saranno attivi nei cinque poli con il coinvolgimento dei rispettivi Vicariati".

L'ampliamento dell'albergo cittadino a Vicenza; la ristrutturazione e l'allargamento dell'asilo notturno acquisito dai frati minori cappuccini a Bassano; l'ampliamento della struttura già esistente a Valdagno, il potenziamento dei servizi a Schio che comporta la ristrutturazione di un immobile della parrocchia di San Pietro; la realizzazione di un nuovo centro presso la Casa Dalli Cani ad Arzignano. Sono questi in estrema sintesi gli interventi che si andranno a realizzare nei prossimi due anni e che vedranno i cinque comuni assumersi la titolarità della gestione dei centri poliservizio. Con l'obiettivo che, attorno a questi, tutti i comuni del vicentino, in sinergia con i servizi sociali delle Ulss, rendano sempre più capillare ed efficace la rete di inclusione sociale. Proprio per questo la Fondazione nei primi due anni garantirà perlopiù anche le spese di gestione. Complessivamente si passerà da 75 a 109 posti letto di prima emergenza e da 16 a 160 posti mensa, oltre ai servizi docce, lavanderia, laboratori occupazionali e segretariato sociale.


22/03/2006

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