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Società
Berlusconi, Prodi e Montezemolo a Vicenza al convegno di Confindustria

Venerdì 17 e sabato 18 marzo in Fiera a Vicenza il convegno biennale di Confindustria, uno degli eventi più importanti del sistema confindustriale, che quest'anno ha come tema "Concorrenza, bene pubblico".

Per leggere il programma dettagliato del convegno e conoscere i temi e i prestigiosi relatori presenti, vai alla speciale pagina dedicata. Il convegno, aperto dal presidente degli industriali vicentini Massimo Calearo, era diviso in due sessioni: la prima nel pomeriggio di venerdì 17; la seconda nella mattinata di sabato 18. Un appuntamento di particolare importanza, che ha visto confluire a Vicenza diecimila tra convegnisti e imprenditori da tutta Italia. Numerose le autorità politiche, istituzionali ed economiche che interverranno alla due giorni di lavori.

La notizia del giorno, nonostante lo sciopero dei giornalisti indetto per sabato 18, era che Silvio Berlusconi non avrebbe preso parte al convegno di Vicenza a causa di una lombosciatalgia acuta, cosa che avrebbe fatto saltare l'atteso confronto sui temi dell'economia politica che la Confindustria aveva preparato nei minimi dettagli. Il premier doveva rimanere a riposo 'per almeno tre giorni', si leggeva in un comunicato di palazzo Chigi. Al suo posto il ministro Tremonti. Ma all'ultimo momento il Premier è tornato sui suoi passi ed è giunto infine a Vicenza. "Non potevo mancare a questo appuntamento - ha esordito Berlusconi - dopo aver sentito quanto detto da Romano Prodi ieri, e questo nonostante qualche problema fisico...". Dopo le parole di Tremonti, che era intervenuto al convegno nel corso della mattinata di sabato 18 per rispondere alle domande della platea degli industriali, Berlusconi è intervenuto sul tema scottante dell'Irap, che venerdi 17 era stato sviscerato da Prodi.

Dall'alto in basso, Prodi, Berlusconi e Tremonti

"Se proprio vogliamo parlare di crisi - ha detto il Premier - allora io dico che la crisi è negli occhi di chi la vuole vedere. Oggi nel sistema Italia più che di crisi dobbiamo parlare di ooportunità e di crescita possibile e auspicabile - ha poi proseguito Berlusoni, raccogliendo gli applausi scroscianti della foltissima platea che gli ha tributato una vera e propria 'standing ovation'. Un segno tangibile dell'appoggio degli industriali al suo programma politico? A giudicare dall'atmosfera che si coglieva sabato mattina in Fiera a Vicenza, parrebbe proprio così.

Giusto buttare giù l'Irap e tagliare il costo del lavoro. Ma l'importante è la copertura. E le risorse non possono essere trovate, come sostiene la sinistra, in una tassazione retroattiva dei titoli di Stato che rischia di trascinare l'Italia in un default del debito pubblico molto simile a quello che ha messo in ginocchio l'Argentina nel 2001. Prima del diluvio-Berlusconi, gli applausi degli industriali del convegno di Vicenza sono stati tutti per Giulio Tremonti. Il ministro dell'Economia - accolto calorosamente da una platea fino a quel momento avara di applausi - ha risposto alle domande che gli imprenditori avevano preparato per il premier. E se Berlusconi ha puntato tutto sulla pancia dei delegati di Confindustria, lui ha fatto leva sul portafogli: "È facile dire meno Irap, meno cuneo investimenti più infrastrutture senza dire dove si prendono i soldi". È un po' - ha aggiunto riferendosi alle proposte illustrate venerdì da Romano Prodi - come quando uno al ristorante prende il menù e chiede agli altri cosa vogliono e poi, quando quelli gli chiedono con che soldi vuole pagare, risponde: con i vostri.

Il presidente degli imprenditori italiani, e della Ferrari, Montezemolo dal canto suo ha ribadito: "Non basta avere il migliore pilota del mondo se poi non ha un mezzo all'altezza. Magari si vince qualche gran premio, ma non il campionato". Di qui l'idea dell'appello rivolto a tutte le associazioni imprenditoriali, per una forte mobilitazione, per rimettere in moto la macchina-Italia, uscire dalle secche della crescita zero e dare alle imprese un ambiente favorevole in cui operare. Insomma, per poter combattere ad armi pari con gli altri sistemi-Paese. "Serve una nuova fase costituente, per ammodernare la macchina - spiega Montezemolo - è arrivata l'ora di fare il nostro pit-stop".

"Sono soddisfatto, non sono venuto a fare un comizio". Romano Prodi aveva commentato così l'accoglienza ricevuta dagli industriali che l'hanno invitato al convegno di Confindustria per un assise sulla concorrenza. Undici domande a cui il leader dell'Unione ha risposto senza troppi giri di parole. Tra qualche applauso e la benedizione di Luca Cordero di Montezemolo che, alla fine, commentava: "Sono soddisfatto e apprezzo la schiettezza di Prodi sull'Irap".

Le prime due domande si sono concentrate ovviamente sulle proposte fiscali dell'Unione: sull'Irap e sulla riduzione del cuneo fiscale e contributivo. Prodi ha confermato che nel primo anno i calcoli fatti dai suoi economisti garantiscono che il taglio del cuneo fiscale di cinque punti è possibile. "Per un ulteriore taglio si vedrà - ha detto - dipende anche dallo stato dei conti pubblici". E su questo ha chiesto agli stessi industriali aiuto perché nel passaggio di consegne da Berlusconi a lui si faccia chiarezza sullo stato di salute della finanza pubblica. Parole chiare sull'Irap: "Non è possibile fare promesse che non si possono mantenere - ha detto il Professore - è impossibile abolirla visto l'ingente gettito che garantisce. Ma si può cominciare con la riduzione del costo del lavoro dalla base imponibile e cioè quanto ha fatto il governo con il taglio di un punto percentuale".

Poi è stata la volta della legge Biagi. E anche stavolta Prodi non si è nascosto dietro le parole. "Le aziende non devono più trovare conveniente assumere un precario - ha detto rivolto alla platea - il lavoro precario deve costare di più di quanto non costi attualmente andandosi ad allineare con il costo di un lavoratore stabile". In pratica, è il ragionamento del Professore, "tutte le forme contrattuali inserite con la legge Biagi hanno superato quell'idea di flessibilità che sostiene il centrosinistra".


18/03/2006

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