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Gasparin addio
A cura di Adalberto Scemma
Se ne va con Sergio Gasparin, dunque, l'ultima tessera dell'antico mosaico vicentino. Quasi vent'anni di storia al suo attivo, pur attraverso varie fasi, la più significativa delle quali riferita al miracolo del "Real Vicenza 2", l'epopea di Guidolin, Di Carlo, Viviani & c., che fruttò una Coppa Italia e una semifinale di Coppa delle Coppe. Difficile per i non addetti ai lavori comprendere i motivi reali che hanno portato al divorzio da Cassingena. L'impareggiabile avvocato Arena, alla guida del Centro di coordinamento dei club, ha provato a certificare l'amicizia e l'affetto che lega la tifoseria a Gasparin. Il suo intervento non ha sortito tuttavia risultati apprezzabili se è vero che nessuna delle due parti -nonostante il reciproco fair play- ha mostrato l'intenzione di ricucire lo strappo.
Adalberto Scemma

In realtà le due figure di riferimento, Cassingena e Gasparin, si erano proposte nell'ultimo periodo della gestione comune attraverso coordinate troppo analoghe per apparire compatibili. Gasparin era entrato come è noto in società con compiti inequivocabili: avrebbe avuto in sostanza la piena responsabilità delle scelte, sia di carattere tecnico che economico. Non aveva fatto i conti tuttavia con la presenza sempre più articolata di Cassingena, ben poco disposto a fungere da presidente di facciata ma intenzionato invece a dare alla società un'impronta assolutamente caratterizzata.

Alla lunga le due posizioni hanno finito per collidere. A complicare le cose, inoltre, la decisione di Cassingena di coinvolgere il gruppo dirigenziale di sua fiducia (dal figlio fino a Nicola Baggio) monopolizzando in sostanza i ruoli chiave della società. Di fronte a tali scelte, inevitabile la decisione di Cassingena di restringere il raggio d'azione di Gasparin e altrettanto inevitabile la decisione di quest'ultimo di chiudere il rapporto di collaborazione. A fine giugno, come è noto, andrà in scadenza il contratto ma Gasparin rimarrà in carica fino a Ferragosto per gestire i rapporti con la Lega. Poi, inevitabilmente, un addio che non mancherà di evidenziare ampi risvolti polemici.


15/06/2006

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