| "Quello che vogliamo - sottolinea il sindaco Luigi Dalla Via - è che la Regione prenda veramente in considerazione la studio di fattibilità che abbiamo presentato. Una cosa che finora non è avvenuta: nessuno infatti può considerare risultato di un'autentica e approfondita comparazione la nota con la quale da Venezia hanno rilevato la "non congruità" dello studio. Abbiamo diritto, e soprattutto lo hanno i cittadini dell'Altovicentino, a risposte chiare e precise: che spieghino perché la Regione valuta l'ipotesi di costruire il nuovo polo a Santorso migliore delle altre soluzioni proposte. Finché non avremo queste risposte sentiremo il dovere di proseguire quella che riteniamo una battaglia giusta e importante". Il ricorso al Tar, affidato agli avvocati Giorgio Orsoni e Mariagrazia Romeo di Venezia, si basa sulla presunta illegittimità della delibera regionale e degli atti ad essa collegati. Nello specifico, si fa riferimento alla violazione della previsione di partecipazione dei Comuni al processo di programmazione sociosanitaria, ossia all'individuazione del sito dove insediare il polo unico ospedaliero. "Da parte della Regione non c'è mai stata la reale volontà di un confronto - conclude in sindaco Dalla Via - Come ha dimostrato il piano di fattibilità ci sono delle soluzioni alternative che permettono di coniugare i requisiti sanitari, richiesti dalla direzione generale dell'Ulss, e migliori condizioni economiche. La Regione non può semplicemente chiudersi gli occhi davanti a questo dato di fatto e di fronte ai chiari segnali di preoccupazione che vengono da più parti. La strada tracciata dalla Regione non solo volta le spalle a un consistente risparmio economico, ma "lega" per molti anni la sanità dell'intero Altovicentino a un investimento privato che in qualche modo dovrà pure avere un suo ritorno. Con la conseguenza che, alla fine, il prezzo da pagare per rimborsare questi investimenti inevitabilmente ricadrà sul bilancio dell'Ulss e a scapito della qualità dei servizi agli abitanti". |