| E sempre sulla rivista Neuron un altro gruppo di ricercatori diretto da William Mobley e Ahmad Salehi della Stanford University, ha riferito che la proteina APP, i cui frammenti si accumulano nel cervello di pazienti Down e nei malati di Alzheimer, esercita il suo effetto fatale sui neuroni bloccando il trasporto di un altro fattore neurotrofico, la molecola NGF che valse il Nobel a Rita Levi Montalcini. La sindrome di Down e' causata dalla presenza nelle cellule dell'individuo malato di una copia in piu' del cromosoma 21. Tutti i geni presenti sul cromosoma 21 sono dunque in dose eccessiva e le proteine da loro prodotte risultano conseguentemente in eccesso, causando vari tipi di anomalie. Anche alcuni geni importanti per il sistema nervoso sono posizionati sul cromosoma 21, e questo spiega il ritardo mentale dei pazienti Down e altre anomalie come la morte dei neuroni in certe zone del cervello, almeno in parte complici di questo ritardo . Finora pero' l'esatto meccanismo che scatena la morte dei neuroni nei pazienti non era noto. Tessarollo lo ha studiato su un modello animale della malattia, un topolino Down. Cosi' lo scienziato, negli USA da 16 anni dopo la laurea a Padova, ha scoperto il coinvolgimento del recettore Trk, che si lega al fattore di crescita cerebrale BDNF. In pratica la trisomia del cromosoma 21 porta a un eccesso di una forma troncata non funzionale di Trk, cosi' che BDNF non funziona come dovrebbe e i neuroni dell'ippocampo muoiono. Sulla base di queste conoscenze il ricercatore italiano ha tentato di impedire la morte dei neuroni dell'ippocampo, processo comune a molte malattie neurodegenerative tra cui l'Alzheimer, eliminando con una manipolazione genetica il recettore difettoso e sostituendolo con uno sano. Con una manipolazione genetica basata sulla tecnica sviluppata dall'italiano Mario Capecchi del Howard Hughes Medical Institute, ha spiegato Tessarollo, ''abbiamo generato topi con ridotta espressione della forma difettosa di TrkB correggendo cosi' il difetto genetico''. A cio' ha corrisposto la prevenzione della morte dei neuroni: "Il sistema ha funzionato in maniera egregia - ha dichiarato Tessarollo - siamo stati sorpresi noi stessi che il recupero sia stato completo. Adesso vogliamo lavorare per mettere a punto un farmaco che blocchi l'interazione tra il recettore 'buono' (funzionante) e quello 'cattivo' (trk troncato e quindi difettoso). Questo dovrebbe essere, in teoria, abbastanza 'semplice' da fare''. La scoperta e' molto rilevante per l'Alzheimer - ha precisato Tessarollo - perche' in pazienti con Alzheimer e' stata riportata la stessa lesione genetica del recettore Trk, ma finora era stata ignorata. |