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I Forti in Scena: domenica 6 agosto ritorna l'attore Gigi Mardegan in un toccante assolo

Prosegue con successo la bella rassegna estiva che porta lo spettacolo nei luoghi storici della Grande Guerra sulle montagne vicentine. Il festival Forti in Scena propone la riscoperta di questo patrimonio attraverso occasioni di incontro della Storia con discipline artistiche quali la Danza, la Musica e il Teatro, offrendo situazioni di confronto, collaborazione e contaminazione con artisti di alta professionalità. Il significato profondo di questi Beni Culturali, che racchiudono un capitolo così tragicamente importante della storia della nostra regione, è qui animato da suoni, danze, racconti e narrazioni. Mettendo in scena se stessi, questi luoghi si ripropongono, attraverso nuovi messaggi e contenuti, come importante e insostituibile tessera di quel grande patrimonio di memoria che contribuisce a comporre l'identità di questa terra.

Domenica 6 agosto alle ore 16.30 l'appuntamento è a Forte di Campomolon di Arsiero con lo spettacolo "A republica de mati", con la Compagnia Il Satiro teatro in una piece di e con Gigi Mardegan, regia e testo di Roberto Cuppone. Dopo il bellissimo "Mato de Guera" che lo vide protagonista l'anno scorso sempre per la stessa rassegna, questa volta l'attore trevigiano veste i panni di Ugo, reduce della "grande-guera", da poco uscito dal manicomio di Sant'Artemio, che si imbatte nella platea in un pesante cassone che, con l'aiuto di uno spettatore, salirà con lui sul palco: contiene i 695 fascicoli di istruttorie sugli eccidi insabbiati per molti anni e solo da poco venuti alla luce.

E' il cosiddetto "armadio della vergogna", esempio di crimini impuniti e di una certa ipocrisia di stato. E Ugo, "mato de guera" e sopravvissuto alla seconda, parte da lì per urlare l'indignazione, la rabbia e il suo dolore per tutte quelle stragi che a nulla sono valse e che non hanno trovato giustizia.

Forte Campomolon. Sotto Gigi Mardegan

Inizia una carrellata attraverso la storia locale, partendo dai simboli elettorali della croce e della falce e martello, paura e rabbia, visto che la storia si svolge il giorno stesso delle prime elezioni democratiche del nostro paese, 18 aprile 1948. Il protagonista impazza in un racconto che descrive con meticolosità molta storia della nostra terra. Questa volta lo splendido e poetico testo di Roberto Cuppone, riscatta Ugo con una speranza per il futuro, un colpo di scena finale di grande emozione.

In caso di pioggia lo spettacolo verrà presentato al Teatro Parrocchiale di Arsiero. Ampio il parcheggio nelle vicinanze. Il forte si raggiunge a piedi con una camminata facile di una quindicina di minuti. In auto da Arsiero direzione Tonezza, superata Tonezza direzione Fiorentini. Superato il rifugio Rumor (in ristrutturazione) salire fino alla forcella. Da lì parte il sentiero per il forte (anche per bikes). Entrata gratuita.

IL FORTE: Vicino al confine italo-austriaco attuali limiti amministrativi tra le provincie di Trento e Vicenza e più propriamente sopra la cresta montuosa che separa gli altipiani dei Fiorentini e di Tonezza, venne costruito il forte Campomolon. Il nome del forte, eretto in un settore particolarmente delicato del fronte, derivava dal monte omonimo situato alla quota di 1853 m.

Il visitatore dei nostri tempi potrebbe avere l'impressione di eseguire un sopralluogo in un cantiere dai lavori ancora in corso. Si notano, infatti, gli alloggiamenti che dovevano ospitare le cupole corazzate Armstrong dei quattro obici da 149 mm in acciaio. Quelle cupole, commissionate all'industria tedesca, non vennero in realtà mai consegnate per ovvi motivi bellici dal momento che l'Italia non era in guerra al fianco della Germania. L'impressione di un'opera incompiuta viene rafforzata notando scale in muratura non del tutto completate, i poderosi muraglioni a secco a copertura del forte, l'enorme sbancamento di terra effettuato per costruire il forte metà dentro la roccia e metà allo scoperto e infine, l'interessante galleria tubolare, di alto livello architettonico.


04/08/2006

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